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Quanto vale il paracadute? Ecco la cifra per le squadre che retrocedono in Serie B

La retrocessione in Serie B garantisce ai club un compenso variabile sulla base dei risultati ottenuti. Ecco come si calcola e a quanto ammonta

27-05-2022 13:34

Marco Pino

Marco Pino

Content Specialist

Abbina la passione per il calcio alla competenza in materia economica. Analizza il calcio in chiave business, spiegando in modo semplice gli aspetti più complessi del mondo del pallone. Aiuta i lettori di Virgilio Sport a capire tutto di plusvalenze, indici di liquidità, diritti di recompra, parametri zero, operazioni di calciomercato e analisi dei bilanci dei club di calcio.

Quanto vale il paracadute? Ecco la cifra per le squadre che retrocedono in Serie B Fonte: Shutterstock

La Serie A è arrivata al termine della sua stagione e il campionato ha decretato i suoi verdetti sia per i piani alti della classifica che per le ultime posizioni della stessa.

Se in alto il Milan può gioire per la vittoria dello scudetto, Cagliari, Genoa e Venezia hanno affrontato un’annata che ha portato, soprattutto per sardi e liguri, ad una sofferta e dolorosa retrocessione.

I rossoblu di Agostini non sono riusciti a superare proprio il Venezia, non andando oltre lo 0-0 al Penzo, e non sono stati in grado di sfruttare la debacle interna della Salernitana contro l’Udinese, retrocedendo quindi in Serie B dopo un’annata vissuta tra pochissimi alti e tantissimi bassi.

L’ultima giornata di campionato ha quindi decretato l’ultimo verdetto in zona retrocessione: ma quanto vale il famoso paracadute?

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Quando nasce il Paracadute?

Nell’anno della scissione definitiva tra Lega Serie A e Lega Serie B, avvenuta nel 2009, la Legge Melandri introduce, oltre alla centralizzazione della vendita dei diritti televisivi, anche la norma relativa al “Paracadute” per le retrocesse dalla A alla B.

Una norma nata per salvaguardare le casse dei club e sovvenzionare la differenza di incasso tra le due categorie, con le squadre con le squadre retrocesse che possono trovarsi in situazioni di difficoltà finanziaria e di liquidità per via di mancati introiti derivanti per esempio da minori ricavi da stadio e dovendo sostenere costi per stipendi stipulati in una categoria superiore.

Con queste premesse nasce l’idea e si sostanzia la necessità di “aiutare” le retrocesse con una cifra, definita appunto “paracadute”, capace di surrogare l’assenza di determinati ricavi e il sostenimento di costi più elevati per la categoria.

Oltre a tutelare questi club dall’ipotesi di possibili situazioni di insolvenza finanziaria che potrebbero portare ad esclusioni e/o penalizzazioni.

Le due voci sicuramente più impattate risultano essere i diritti TV e i ricavi da stadio.

Se da un lato il compenso garantito dai diritti TV garantisce cifre più che dimezzate, dall’altro sono meno le partite “di cartello” che garantiscono alle società importanti introiti.

Basti pensare all’assenza di gare con Juventus, Inter e Milan che solitamente garantiscono ai club di seconda fascia il massimo della capienza e rappresentano un 35-40% del totale del fatturato da matchday nel bilancio della società.

Per tale ragione, come avviene dalla stagione 2009/2010 in avanti, i club retrocessi potranno contare su un supporto economico da parte della Lega Serie A.

Le fasce per determinare il paracadute 

La Lega Serie A mette a disposizione per il paracadute una somma massima di 60 milioni di euro. Per determinare il compenso da assegnare vengono stabilite tre fasce sulla base delle partecipazioni alla massima serie sei club:

  • Società di fascia A: alle neopromosse tornate in Serie B dopo una stagione in Serie A sono garantiti 10 milioni di euro;
  • Società di fascia B: alle squadre retrocesse in Serie B dopo aver militato in Serie A per due stagioni anche non consecutive nelle ultime tre, compresa quella in cui è si è realizzata la retrocessione, sono garantiti 15 milioni di euro;
  • Società di fascia C: alle retrocesse dalla Serie A che hanno partecipato ad tre stagioni di massima serie anche non consecutive nelle ultime quattro, compresa quella in cui è maturata la retrocessione, sono garantiti 25 milioni di euro.

Nel caso in cui, in una stagione sportiva, la somma delle suddette singole quote spettanti agli aventi diritto al “paracadute” ecceda l’ammontare complessivo di 60 milioni di euro stanziati, le quote spettanti a ciascun club avente diritto saranno proporzionalmente ridotte.

Nel caso in cui, viceversa, in una stagione sportiva, la somma delle singole quote sia inferiore ai 60 milioni di euro, il residuo andrà ad alimentare il fondo “paracadute retrocesse” relativo alla stagione successiva fino all’ammontare massimo di 75 milioni di euro.

Nella scorsa stagione, per esempio, sono stati distribuiti 45 milioni di euro a Parma, Crotone e Benevento.

La quota residua di 15 milioni, come deciso dall’assemblea di Serie A, è finita all’interno della cifra complessiva dei diritti tv distribuita tra tutti i club della massima serie.

Paracadute Serie A: le cifre anno per anno

Per appoggiare e supportare la finalità del paracadute, che ricordiamolo serve a sostenere i club retrocessi per i minori introiti e i costi da categoria superiore, la somma viene erogata nel breve termine:

  • 40% entro il giorno successivo alla fine del campionato di Serie A;
  • 60% entro la 15 giorni dalla prima partita ufficiale disputata nella stagione successiva alla retrocessione.

Quanto hanno incassato Cagliari, Genoa e Venezia

  • Cagliari: 25 milioni di euro;
  • Genoa: 25 milioni di euro;
  • Venezia: 10 milioni di euro.

Quanto hanno incassato le squadre retrocesse negli ultimi campionati:

  • 2020/2021
    – Benevento: 10 milioni
    – Crotone: 10 milioni
    – Parma: 25 milioni
  • 2019/2020
    – Lecce:  10 milioni
    – Brescia:  10 milioni
    – Spal:  25 milioni
  • 2018/2019
    – Empoli: 25 milioni
    – Frosinone: 10 milioni
    – Chievo: 25 milioni
  • 2017/2018
    – Crotone: 15 milioni
    – Verona: 25 milioni
    – Benevento: 10 milioni
  • 2016/2017
    – Empoli: 25 milioni
    – Palermo: 25 milioni
    – Pescara: 10 milioni
  • 2015/2016
    – Carpi:  10 milioni
    – Frosinone:  10 milioni
    – Verona:  25 milioni

Fino alla stagione 2014/2015 la cifra totale garantita per il paracadute era di 30 milioni di euro totali (15 milioni fascia A, 10 milioni Fascia B e 5 milioni Fascia C) rispetto ai 60 ad oggi deliberati.

In quell’anno era stato garantito a Bologna e Catania un totale di 12,5 milioni ciascuno e 5 milioni al Livorno.

Un’altra sostanziale modifica al rialzo era stata introdotta nel 2012 quando l’importo totale stanziato per il “paracadute” era stato alzato da 15 a 30 milioni di euro.

L’idea del paracadute non è tipica del calcio italiano ma piuttosto importata, come tanto altro, dalla Premier League.

La lega di calcio inglese, che aiuta i club retrocessi tramite il “Paracadute Payment“, garantisce ai club retrocessi in Championship circa 90 milioni di euro spalmati in 4 anni, interrompendo l’erogazione in caso di successiva ritorno in Premier della squadra interessata.

La tematica del paracadute aiuta le squadre retrocesse a sostenere i costi (principalmente ammortamenti e stipendi) e gli investimenti sostenuti per fronteggiare la Serie A che restano allo stesso livello in caso di retrocessione in Serie B, a fronte di minori ricavi da diritti tv e ticketing.

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