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Ravezzani al veleno su partite in chiaro, la rivolta dei tifosi

La proposta del Governo bocciata dalla Lega fa discutere

L’idea di trasmettere le partite in chiaro, viste la decisione di far giocare la serie A a porte chiuse per l’emergenza Corona Virus, per ora è stata bocciata. Il Governo, per bocca del ministro Spadafora, aveva lanciato l’idea che però è stata rimandata al mittente dalla Lega, lasciando a bocca asciutta tantissimi tifosi che pregustavano il pallone gratis in tv ma c’è chi ancora spera in un dietrofront.

GIUSTO O SBAGLIATO? – Gli addetti ai lavori intanto si dividono nel giudicare lecita o meno la proposta del Governo (che pure potrebbe portare vantaggi economici ai club dissanguati dalle porte chiuse) e tra chi si scaglia contro c’è Fabio Ravezzani.

IL TWEET – Il giornalista di TeleLombardia scrive su twitter: “Il ministro Spadafora e il Governo, dopo aver rinviato assurdamente per puro populismo una decisione indispensabile (giocare almeno a porte chiuse) adesso per puro populismo chiede che le partite vengano trasmesse in chiaro. Non c’è limite alla vergogna di certa classe politica”.

LE REAZIONI – Molte le voci contrarie: “Potrebbero trasmettere in chiaro le partite delle squadre solo per la provincia di residenza, es. Juve inter solo provincia di Torino, al massimo Regione Piemonte, Udinese Fiorentina provincia Udine o tutto il Friuli, così via”o anche: “È questione di sicurezza nazionale. Non possiamo rischiare assembramenti nei locali per guardare Juve-Inter. È drammaticamente pericoloso. Si può scrivere un decreto d’urgenza che sospenda temporaneamente la legge Melandri”.

PUBBLICITA’ – C’è chi suggerisce: “La legge Melandri si emenda in 5 minuti. Sky e Dazn potrebbero giovarsi della pubblicità molto ben pagata prima durante e dopo i match grazie ad audience quadruplicata. Non permettere le partite in chiaro a stadi chiusi per cavillare porterebbe a danni di immagine notevoli”.

SOLDI – Un altro follower osserva: “Per le leggi si fanno le modifiche, se si vuole, per quanto riguarda i soldi di Sky e DAZN, ha ragione, ma anche chi ha un abbonamento allo stadio ha tirato fuori dei soldi, e non è detto che abbia anche un abbonamento pay TV! Se si vuole una soluzione temporanea la si trova!”.

CONTRARI – Nutrita anche la fazione di coloro che non sono d’accordo con il calcio in chiaro: “Certo e chi ha pagato l’abbonamento alla Pay Tv? Non scherziamo” o anche: “Le partite di calcio non sono un bene di prima necessità..”.

NOSTALGICI – Infine i nostalgici: “Giusto così, chi ama il calcio si accende la radio e se le ascolta tutte minuto per minuto”, oppure: “Seriamente, c’è un urgenza sanitaria e non è il pallone la soluzione, ma il buon senso.. Fino a 30 anni da in chiaro si vedeva il secondo tempo di una partita, in differita per altro..e si sopravviveva tutti”.

Ravezzani al veleno su partite in chiaro, la rivolta dei tifosi Ansa

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