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Ravezzani al veleno su partite in chiaro, la rivolta dei tifosi

La proposta del Governo bocciata dalla Lega fa discutere

07-03-2020 09:58

Ravezzani al veleno su partite in chiaro, la rivolta dei tifosi Fonte: Ansa

L’idea di trasmettere le partite in chiaro, viste la decisione di far giocare la serie A a porte chiuse per l’emergenza Corona Virus, per ora è stata bocciata. Il Governo, per bocca del ministro Spadafora, aveva lanciato l’idea che però è stata rimandata al mittente dalla Lega, lasciando a bocca asciutta tantissimi tifosi che pregustavano il pallone gratis in tv ma c’è chi ancora spera in un dietrofront.

GIUSTO O SBAGLIATO? – Gli addetti ai lavori intanto si dividono nel giudicare lecita o meno la proposta del Governo (che pure potrebbe portare vantaggi economici ai club dissanguati dalle porte chiuse) e tra chi si scaglia contro c’è Fabio Ravezzani.

IL TWEET – Il giornalista di TeleLombardia scrive su twitter: “Il ministro Spadafora e il Governo, dopo aver rinviato assurdamente per puro populismo una decisione indispensabile (giocare almeno a porte chiuse) adesso per puro populismo chiede che le partite vengano trasmesse in chiaro. Non c’è limite alla vergogna di certa classe politica”.

LE REAZIONI – Molte le voci contrarie: “Potrebbero trasmettere in chiaro le partite delle squadre solo per la provincia di residenza, es. Juve inter solo provincia di Torino, al massimo Regione Piemonte, Udinese Fiorentina provincia Udine o tutto il Friuli, così via”o anche: “È questione di sicurezza nazionale. Non possiamo rischiare assembramenti nei locali per guardare Juve-Inter. È drammaticamente pericoloso. Si può scrivere un decreto d’urgenza che sospenda temporaneamente la legge Melandri”.

PUBBLICITA’ – C’è chi suggerisce: “La legge Melandri si emenda in 5 minuti. Sky e Dazn potrebbero giovarsi della pubblicità molto ben pagata prima durante e dopo i match grazie ad audience quadruplicata. Non permettere le partite in chiaro a stadi chiusi per cavillare porterebbe a danni di immagine notevoli”.

SOLDI – Un altro follower osserva: “Per le leggi si fanno le modifiche, se si vuole, per quanto riguarda i soldi di Sky e DAZN, ha ragione, ma anche chi ha un abbonamento allo stadio ha tirato fuori dei soldi, e non è detto che abbia anche un abbonamento pay TV! Se si vuole una soluzione temporanea la si trova!”.

CONTRARI – Nutrita anche la fazione di coloro che non sono d’accordo con il calcio in chiaro: “Certo e chi ha pagato l’abbonamento alla Pay Tv? Non scherziamo” o anche: “Le partite di calcio non sono un bene di prima necessità..”.

NOSTALGICI – Infine i nostalgici: “Giusto così, chi ama il calcio si accende la radio e se le ascolta tutte minuto per minuto”, oppure: “Seriamente, c’è un urgenza sanitaria e non è il pallone la soluzione, ma il buon senso.. Fino a 30 anni da in chiaro si vedeva il secondo tempo di una partita, in differita per altro..e si sopravviveva tutti”.

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