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Roland Garros, Fognini: "Io l'opposto di Sinner" poi la rivelazione su Davis e ritiro

Le dichiarazioni di Fabio Fognini in conferenza stampa al Roland Garros dopo il successo su Botic van de Zandschulp: dal ritiro alla mancata chiamata per la Davis passando per il paragone con Jannik Sinner

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Matteo Morace

Matteo Morace

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Tra gli azzurri che hanno strappato il pass per il secondo turno del Roland Garros troviamo anche Fabio Fognini che, alla sua diciassettesima partecipazione all’Open di Francia – dove nel 2011 raggiunse il suo unico quarto di finale a livello slam -, ha eliminato nettamente al primo turno Botic van de Zandschulp. Proprio nella conferenza stampa dopo il successo sull’olandese, il tennista ligure ha raccontato come vive il tennis alla sua età, di quando è stato vicino al ritiro e di cosa gli ha fatto cambiare idea, lanciandosi anche in un paragone con Jannik Sinner.

Fognini: “Non sono come Sinner”. Poi il pensiero sul ritiro

Fognini ha fatto un analisi della sua carriera fatta di tanti alti – che per un periodo sono stati anche gli unici nel movimento maschile italiano – e qualche basso, complice anche un carattere molto differente per esempio da quello di Sinner: “Sono fiero di quanto ho fatto nella mia carriera, nel bene e nel male. Ho commesso i miei errori e ne ho pagato le conseguenze, ma fa parte della vita di tutti. Di certo non sono come Sinner: lui è perfetto, tutti lo amano. Io invece sono imperfetto, o mi amavi o mi odiavi. Gioco ancora perché amo questo sport e la competizione. Ero molto vicino al ritiro. Ho attraversato un periodo complicato, infelice. La passata stagione dopo questo torneo sono stato fermo ai box per due mesi e con il passare degli anni il recupero è sempre più difficile. Ho disputato tornei per risalire nel ranking e in quel momento mi sono domandato perché lo stessi facendo: anche se li avessi conquistati non sarebbe cambiato nulla”.

La rivelazione sulla Davis

Una grande delusione per Fognini è stata l’esclusione da parte di Filippo Volandri dalla squadra di Davis che poi avrebbe alzato l’insalatiera. Una delusione che invece di abbatterlo lo ha aiutato a reagire e tornare a ruggire nel circuito, come dimostrato anche contro van de Zandschulp: “Quanto accaduto con la Davis mi ha scatenato una reazione. Quella beffa mi ha portato a reagire. Stavo perdendo la passione e l’esclusione dalla Davis mi ha aiutato a svoltare. Sono tornato vicino alla top 100 in due tornei. Poi mi sono infortunato nuovamente, ma ora sono 90esimo. Sono queste piccole cose a ripagare l’amore che provo per il tennis e la voglia che ho sempre avuto di competere anche quando non ero al 100%”.

La vittoria su van de Zandschulp e la sfida a Paul

Infine Fognini ha parlato della vittoria in tre set (6-1 6-1 7-5) contro van de Zandschulp e di Tommy Paul, suo prossimo avversario al Roland Garros: “Sono soddisfatto. Sono stato veramente solido nei primi due set, lui al contrario ha commesso tanti errori. Sto giocando bene in questo periodo. Se il fisico regge, il tennis risponde. Desideravo giocare più partite possibili sulla terra ma non ho potuto. Dopo Marrakech ero cotto e poi ho avuto altri acciacchi come è normale che accada a 37 anni. Sono comunque ancora lì e riesco a dire la mia contro tanti. Mi diverto. Paul lo conosco bene. A livello junior ha conquistato il Roland Garros. Da quando ci siamo affrontati nel 2019 a Montecarlo è cresciuto tanto. È molto solido e regolare, dovrò fare la partita perfetta. Comunque cercherò di rendergli la vita difficile”.

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