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Roma, De Rossi in panchina ma il collaboratore Pinzi è costretto a rinunciare: c’entra la Lazio

Daniele De Rossi arriva sulla panchina della Roma e deve raccogliere un’eredità importante, quella di Josè Mourinho ma c’è già il primo caso che riguarda il suo staff con Giampiero Pinzi costretto a rinunciare

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Comincia l’era di Daniele De Rossi sulla panchina della Roma. L’addio di José Mourinho apre le porte ad una leggenda giallorossa che ora però avrà un compito molto complicato davanti, quello di non far rimpiangere lo Special One e dimostrare di essere un allenatore vero e non solo una bandiera da sventolare di fronte ai tifosi.

Il caso Pinzi

Il primo caso riguarda lo staff di Daniele De Rossi con uno dei suoi collaboratori tecnico, Giampiero Pinzi, costretto a rinunciare all’incarico che gli era stato offerto per far parte dello staff del nuovo allenatore giallorosso. Il 42enne ex giocatore, cresciuto elle giovanili della Lazio, è un tifoso della formazione biancoceleste e secondo alcuni addetti ai lavori sarebbero arrivate delle pressioni da parte del club per farlo rinunciare all’incarico che gli era stato proposto per entrare all’interno dello staff.

Lo staff di De Rossi

La panchina della Roma sembrava essere nel destino di “Capitan Futuro” anche se per qualcuno è arrivata troppo presto rispetto alla carriera da allenatore dell’ex centrocampista. Nella sua nuova avventura De Rossi porta con sé sicuramente l’amico e storico collaboratore Emanuele Mancini e ci sarà anche una vecchia conoscenza del calcio italiano come Guillermo Giacomazzi; le altre posizioni invece sono ancora tutte da stabilire.

L’esperienza alla Spal e il modulo

La prima vera esperienza da allenatore per Daniele De Rossi è avvenuta sulla panchina della Spal dove il tecnico ha collezionato 17 partite prima dell’esonero avvenuto lo scorso 14 febbraio dopo tre sconfitte consecutive e con la squadra al penultimo posto in classifica. La somiglianza è sinistra visto che anche in quel caso alla guida del club c’era un presidente statunitense (Joe Tacopina, ndr).

Le ispirazioni tattiche di De Rossi fanno riferimento agli allenatori che ha avuto nel passato, in particolare Luciano Spalletti, ma con la scelta di schierare la difesa a 3 e in questo il passaggio di consegne da Mourinho dovrebbe essere facilitato.

La scelta di Pinzi divide i social

Il primo piccolo caso che accompagna l’arrivo alla Roma di Daniele De Rossi e che riguarda Pinzi divide i social. Tanti tifosi hanno sottolineato come la scelta di non “accettare” un professionista solo per la sua fede calcistica sia un retaggio del passato e che poco ha a che vedere con il calcio moderno; altri tifosi soprattutto di Roma e Lazio, tendono invece vederla come una cosa positiva.

La sensazione è che la scelta di De Rossi sia stata spinta e motivata soprattutto con il suo grande legame con la piazza capitolina, i tifosi giallorossi che con Mourinho avevano un rapporto viscerale difficilmente avrebbero accettato altri tipi di soluzione che non fossero a forti tinte gialle e rosse.

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