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Sabatini, Milan ricordi i casi di Paloschi e Cristante?

Il giornalista di Mediaset giudica una cessione, il web si spacca

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Sabatini, Milan ricordi i casi di Paloschi e Cristante? Fonte: Ansa

Il bicchiere si può vedere mezzo pieno o mezzo vuoto: un’occasione da non farsi scappare o un clamoroso autogol? La cessione sempre più vicina di Cutrone continua a far discutere in casa-Milan. Da possibile bandiera rossonera a esubero da piazzare anche a costo di deprezzarne il valore ce ne passa e l’opinione generale è che i circa 20 milioni che si dovrebbero incassare non rendano giustizia all’effettiva potenzialità dell’attaccante. Di promesse che il Milan ha ceduto in passato ce ne sono parecchie e Sandro Sabatini ne ricorda due su tutti: Paloschi, che doveva essere il nuovo Inzaghi, e Cristante che divenne un piccolo fenomeno solo quando lasciò il Milan per l’Atalanta.

IL PARAGONE – Il giornalista di Mediaset parla a Radio sportiva e dice: “Per Cutrone mi è sembrato di rivedere Paloschi: un giocatore che non sarà mai titolare. Il Cutrone di due anni fa prometteva di più, quello dell’anno scorso meno. Questa situazione mi ricorda la rivolta della cessione di Cristante al Benfica, che poi l’Atalanta ha rivitalizzato. Anche come sensazioni mi ricorda quel momento. Le cifre non sono alte, ma tutte le operazioni o quasi si fanno con la possibilità di futuro riacquisto, quindi andrei cauto. Però finalmente vedo un buon mercato per il Milan, mentre nelle scorse sessioni i soldi erano stati sperperati”.

LE REAZIONI – Divisi i tifosi rossoneri sui social: “Magari quest’anno avrebbe fatto ancora peggio dell’anno scorso e l’avremmo venduto ancora a meno… È tutto relativo…” o anche: “L’Inter ha venduto Zaniolo, la Juve mille giovani. Lo fa il Milan ed è subito “ha bisogno di soldi”, oppure: “Lo cedono perché sennò l’ anno prossimo rischiano di doverlo regalare, visto che è fuori dalle logiche di Giampaolo“. Non mancano i fan preoccupati: “E’ possibile che il Milan faccia la fine del Nottingham Forrest? D’altronde è la fine che stava facendo dopo ben 2 retrocessioni prima che arrivasse Silvio Berlusconi” e infine: “Il Milan non è più una società indipendente ma è totalmente nelle mani di Mendes. Il grande Milan è finito. Sarà un Wolverhampton qualunque nelle mani di un procuratore che gli porterà tanta m… in squadra con l’unico interesse di guadagnarci”.

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