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Sanremo 2020, Diletta Leotta incapace di difendersi: cresce astio

La conduttrice ha tentato di sostenere il suo monologo affermando di non essere stata capita

Nulla di quanto detto e fatto da Diletta Leotta, sul palco di Sanremo 2020, è scivolato via senza suscitare una qualche reazione – di indignazione o di compiacimento o approvazione – da parte di colleghi, addetti ai lavori e opinionisti. D’altronde Diletta – l’esperienza insegna – catalizza un’attenzione notevole suo malgrado. Ogni suo gesto, ogni sua parola a margine di questa edizione, già così controversa, desta un vortice mediatico inarrestabile capace di rompere il sottile confine tra ciò che rappresenta la televisione e quanto diventa materia sui social.

A Storie Italiane Diletta si difende, ma peggiora le cose

La sua difesa d’ufficio a Storie Italiane è parsa quasi artificiale, forzata in alcuni momenti dopo il monologo sulla bellezza recitato davanti al pubblico dell’Ariston e televisivo. “Mia nonna mi diceva ‘la bellezza ha un peso che, con il tempo, ti può far inciampare, se non la sai portare'”: con quest’ultime parole che la conduttrice aveva, poi, introdotto – nel suo monologo – il tema dello scorrere inesorabile del tempo e di come, inevitabilmente, la bellezza cambi nel tempo.

All’indomani dello tsunami di critiche feroci e taglienti – alcune avanzate anche sul piano personale – Diletta si è espressa con pacatezza, ma altrettanta fermezza nel corso dello spazio riservato, all’interno del programma di Eleonora Daniele, alla kermesse canora.

“Non è stato compreso il mio monologo, le persone hanno capito solo una parte”, ha replicato la conduttrice e volto di Dazn. La stessa ha sottolineato che il suo discorso non fosse un elogio – discutibile – sulla bellezza e il ruolo nella società fluida, ma sul tempo che passa per tutti e non fa sconti a niente e a nessuno; neanche alla bellezza. Una puntualizzazione a cui è seguita la difesa, via Instagram, di sua madre Ofelia. La figura più centrale nella formazione di Diletta e con cui ha un legame indissolubile sancito da un tatuaggio sul polso.

Diletta Leotta, il post di mamma Ofelia

“Come al solito siamo proprio noi donne le peggiori odiatrici -ha scritto su Instagram la madre della presentatrice, in difesa della neo valletta di Sanremo-, le peggiori nemiche di noi stesse. Ci facciamo prendere non so da cosa. Il monologo di Diletta voleva essere un inno ironico rivolto a tutti, specialmente alle giovani donne, alle ragazze, per spronarle a studiare e a fare sacrifici pur di realizzare i propri sogni”. “Una grande delusione assistere agli attacchi di donne, giornaliste e donne dello spettacolo, tutte donne, anche donne che contano”. Un messaggio gradito alla conduttrice, ma contro cui si sono già scagliate le possibili destinatarie del post.

Una posizione, quella materna, che allude a quanto asserito con una veemenza inedita da colleghe della Leotta che hanno riservato osservazioni precise, circoscritte smontando pezzo per pezzo un monologo che avrebbe dovuto consacrare l’astro Diletta. Invece, per questo testo – debole e parziale – è costretta a difendersi dagli attacchi impietosi di professioniste, giornaliste e presentatrici come Monica Leofreddi (che ha già risposto con un post che ha raccolto un plauso variegato, da parte di numerosi personaggi pubblici), Francesca Barra o Selvaggia Lucarelli, autrice proprio dell’emozionante e apprezzato monologo sulla violenza sulle donne interpretato da Rula Jebreal.

VIRGILIO SPORT | 07-02-2020 10:35

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