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Sergio Ramos verso il Boca Juniors: il cuore dell’ex Galactico spinge per la Bombonera e gli xeneizes

Italia, Turchia, Arabia, America del Nord, America del Sud. La platea resta in attesa: lui annuncerà il futuro a breve ma la prossima avventura professionale potrebbe portarlo in Argentina per chiudere con un desiderio

05-08-2023 00:10

Auden Bavaro

Auden Bavaro

Giornalista

Lo sporco lavoro del coordinamento: qualcuno lo deve pur fare. Eppure, quando ha modo di pigiare le dita sulla tastiera, restituisce storie e racconti di sport che valgono il biglietto

Il futuro di Sergio Ramos al Boca Juniors? Non solo una suggestione: c’è del vero. Italia, Turchia, Arabia, America del Nord, America del Sud: una di queste mete sarà la sua prossima avventura calcistica.

Eterno, Ramos. Ha vinto tutto, calcato i campi degli stadi più illustri, riempito bacheche di titoli di squadra e individuali. Ha fatto la storia del Real Madrid più di quanto l’abbia segnata uno come Cristiano Ronaldo, più di Karim Benzema: siamo dalle parti di Alfredo Di Stefano. 469 partite ufficiali, 72 gol: trovatelo un altro difensore così.

Ramos rilancia, ancora in campo

L’ex capitano dei Blancos ha messo la maglia dei Galacticos nel 2005 e l’ha tolta nel 2021. Avrebbe chiuso lì, non è successo, nessun rimpianto. Ma due anni di Psg, quelli successivi, possono bastare così. A 37 anni o vai avanti perché ancora ne hai oppure ti fermi per sempre.

E lui, Sergio Ramos, l’eterno, non lo fermi nemmeno se di mestiere fai il freno motore. Salutata Parigi, Ramos rilancia: avanti tutta, si gioca ancora. E la prossima meta è una suggestione: quel desiderio latente, c’è ma provi a non dargli spazio finché non reclama anche gli interessi.

Italia, Turchia, Arabia, America del Nord, America del Sud

Che fine farà, adesso, Sergio Ramos? Il suo calcio non è ancora finito: ce li ha dentro, ancora un paio di anni. Le opzioni sono un ventaglio: raccontano di proiezioni che lo vedono ancora protagonista a lottare per traguardi importanti, lo portano dritto nei mondi dorati dove si va per portarsi via il tfr tutto in un colpo oppure aprono a varchi dove ti ci infili solo perché a spingerti dentro, in quelle rientranze lì, sono i calci che ti arrivano dal cuore.

Italia, Turchia, Arabia, America del Nord, America del Sud. La platea resta in attesa: lui annuncerà il futuro a breve. Le opzioni sul tavolo sono una cinquina di destinazioni cui si arriva per motivi differenti.

Italia o Turchia: lo dice la voglia di vincere

Inter, Milano. Ci sono possibilità: il nome del difensore è arrivato dalle parti di Porta Nuova. Marotta e Ausilio lo sanno: è una pista. Non ancora privilegiata perché il progetto nerazzurra punta a guardare a un futuro con orizzonti più lunghi e non a toppare un buco con una pezza destinata a tamponare in maniera non definitiva.

Però: in difesa qualcuno serve per forza, Ramos sarebbe una certezza granitica. Tutto aperto ma nulla porta a una pista allo stato attuale battuta con convinzione.

Galatasaray, Turchia. Farebbero a scatola chiusa, da quelle parti: lo scenario di una Champions League ancora da blindare resta forse uno scoglio importante nella decisione dello spagnolo che – competere per competere – non si priverebbe del palcoscenico migliore. Non è, tra tutte, la destinazione più ambita ma il ritorno in termini economici lo soddisferebbe. Contratto di un anno a non meno di 7 milioni di euro.

Arabia o Nord America: lo dice il conto in banca

Dite agli arabi cosa fare per blindarlo, lo farebbero seduta stante. L’Al-Hilal, di questi tempi, sta distribuendo pensioni a otto cifre anche a calciatori che altrove hanno dovuto lottare per evitare la panchina, figurarsi quale scenario può attendere Sergio Ramos.

Tradotto: due anni a trenta milioni a stagione. Alzi la mano chi direbbe no. Forse lui, Ramos, un mezzo braccio alzato ce l’ha.

Los Angeles, dalle parti di Hollywood. Giorgio Chiellini aspetta a braccia aperte. Forse è desiderio di entrambi riuscire a comporre una coppia di difesa che, insieme, avrebbe issato un muro invalicabile.

Invece i due non hanno mai giocato per lo stesso club, anzi: le vittorie del primo erano le sconfitte del secondo. E viceversa. Quanti soldi è pronta a sborsare LA? Tanti: non quanto gli arabi, ma le cifre restano quelle, otto zeri senza virgola davanti.

Il Sud America: lo dice il cuore

Boca Juniors, Argentina. Era il 2021. Ramos intervenne a una trasmissione su Twitch con lo streamer Ibai Llanos e lì non nascose più nulla.

Il calcio argentino mi ha sempre entusiasmato: dicono che somiglio a un calciatore di lì. Perché mi hanno sempre detto che ho molte somiglianze con il giocatore argentino. Capelli lunghi, lineamenti latini, gioco aggressivo e alta intensità Mi è sempre piaciuto il Boca Juniors: un po’ più del River nonostante sia amico del Pipita Higuaín o di Saviola. Il Boca, ho sempre detto, ha avuto Román Riquelme e ha La Bombonera. È li che non ho ancora giocato, è lì che devo giocare.

L’estate 2023 non ha stravolto quel legame: nelle settimane in cui Edinson Cavani sta già facendo sognare il popolo Boca, il sogno nemeno troppo segreto di Juan Roman Riquelme – vice presidente del club – porta dritto verso Ramos.

Farà di tutto per realizzare un desiderio reciproco: il suo e quello dello spagnolo. Le indiscrezioni di As danno Ramos molto tentato dall’esperienza con gli xeneizes. Questione di cuore, dicono. Il Boca è il Boca: allora, forse, andrà proprio così. L’eterno Ramos sulle orme di Daniele De Rossi.

Quando De Rossi scelse il Boca Juniors

Quando De Rossi venne svestito della maglia della sua Roma, Capitan futuro aveva smesso di aspettare quel futuro da un pezzo. Francesco Totti era un ologramma – lo sarà sempre per i romanisti – ma in campo non c’era più da un pezzo.

Dismise anche la fascia, De Rossi, insieme alla maglia: il contratto non venne rinnovato e restammo in attesa di capire quale sarebbe stato il poi. Eravamo a cavallo tra la primavera e l’estate del 2019. Quanta incidenza hanno le scelte di cuore in un contesto nel quale si ragiona con le mani sul portafogli?

Le hanno: si insinuano tra una banconota e l’altra, rischiano di vivere sopraffatte ma resistono e reclamano spazio. De Rossi, poi: una carriera intera con una maglia sola, tante volte a fare come Ulisse in mezzo alle sirene (di mercato, nel caso di DDR) e, più di Ulisse, la capacità di ignorarle bellamente.

“Mi innamoro dei tifosi che mi fanno piangere”

Dopo la Roma che poteva esserci d’altro, per uno così? Glielo disse il cuore: vai al Boca Juniors. In Argentina. In mezzo alla passione vera, viscerale, autentica. Atterra a Ezeiza, immergiti dentro La Plata, pesta l’erba della Bombonera:

Ho iniziato a vedere il Boca da piccolo per Maradona. Mi innamoro dei tifosi quando sono passionali e mi fanno piangere. Il Boca mi fa effetto. Non ha bisogno di me ma salire quelle scale, fare ingresso alla Bombonera da giocatore del Boca: sarebbe un piacere”.

Andò proprio così. Coi brividi mentre nella Bombonera riecheggiava un bisillabo: “Olè olè olè olè, Tano, Tano”.

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