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Serie A, gli stadi possono riaprire prima della fine della stagione

Il presidente della Figc Gravina è possibilista: "Sarebbe una straordinaria iniezione di entusiasmo".

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Il calcio italiano è pronto per ripartire. L’antipasto sarà la Coppa Italia, che consumerà il proprio programma restante tra il 12 e il 17 giugno, poi, appena 48 ore più tardi, via alla maratona della Serie A con dodici giornate compresse in poco più di 40 giorni.

Il calendario è già pronto e la pandemia di Coronavirus fa meno paura. Molta di meno, se è vero che le istituzioni calcistiche hanno aperto alla clamorosa possibilità che gli stadi tornino a popolarsi non dalla prossima stagione, che inizierà verso la metà settembre, bensì già dallo scorcio finale di quella attuale.

A dirlo è stato il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, in un’intervista rilasciata al ‘Mattino’: “Rivedere in estate i tifosi allo stadio? Me lo auguro. Migliorando l’andamento dei contagi, spero si possa consentire l’accesso parziale agli impianti di calcio. Sarebbe una straordinaria iniezione di fiducia e di entusiasmo. Il mio auspicio è che l’Italia riesca a superare definitivamente la fase critica, a quel punto si potrà riaffrontare l’argomento con governo e Cts, che su questo aspetto ha sempre mostrato grande cautela”.

Le parole di Gravina seguono quelle pronunciate nella serata di mercoledì da Sandra Zampa, sottosegretaria alla salute: “Se la curva dei contagi continuerà ad abbassarsi è ipotizzabile che, gradualmente, gli stadi possano riaprire – ha detto Zampa a ‘Radio Kiss Kiss’ – Ovviamente le società sportive sarebbero chiamate ad uno sforzo importante in termini di sicurezza, ma, se ci saranno le condizioni, perché no?”.

Ovvio che tale decisione farebbe la felicità delle società, già costrette ad affrontare notevoli perdite economiche causate dalla lunga sospensione del campionato e dal fatto che almeno buona parte della fetta finale di Serie A si disputerà a porte chiuse. A esprimersi a favore di una riapertura degli stadi è stato il presidente del’Hellas Verona, Maurizio Setti: “La nostra speranza è quella di riportare i tifosi allo stadio – ha sottolineato Setti – Abbiamo oltre 30.000 posti agibili al Bentegodi e circa 10.000 abbonati. Con la giusta procedura, in un numero congruo al momento e con le giuste precauzioni, penso si possa restituire ai tifosi la possibilità di esserci, specie se la curva dei contagi scenderà ulteriormente. Ne guadagnerebbe anche lo spettacolo”.

Gravina ha anche affrontato il delicato tema legato a un’eventuale nuova sospensione del campionato e all’utilizzo del chiacchierato “algoritmo“: “Se il campionato si dovesse fermare un’altra volta, non ritengo giusto cristallizzare la classifica senza tenere conto delle gare che restano da giocare, con club che magari ne hanno giocate di meno rispetto ad altri. Sarà ispirato a un principio di equità e buon senso. Se non vogliamo chiamarlo algoritmo chiamiamolo criterio per la definizione delle graduatorie ispirato al merito sportivo”.

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