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Sette anni di porte in faccia: la nuova avventura di Mauri

Incubo finito per l'ex capitano della Lazio: estinta l'accusa di partecipazione ad associazione a delinquere nello scandalo scommesse

Lo scorso 17 luglio è sopraggiunta la prescrizione per 26 dei 31 imputati nel processo di Bologna sul calcioscommesse. Molti i big coinvolti nell’inchiesta, inaugurata nel 2011 dalla procura di Cremona e poi passata a Bologna. Tra i nomi illustri spiccano quelli di Cristiano Doni, Sergio Pellissier, Stefano Bettarini. E di Stefano Mauri. Per l’ex capitano della Lazio, come per tutti gli altri del resto, il tribunale ha dichiarato estinta l’accusa di partecipazione ad associazione a delinquere. La fine di un incubo. Per Mauri, soprattutto, che aveva sempre respinto sdegnato le accuse.

Sospiro di sollievo – In un’intervista a Mediaset il 39enne ha ribadito la propria soddisfazione per il felice epilogo della vicenda, non senza nascondere un pizzico di amarezza: “Finalmente è finita tutta questa brutta vicenda, me la metto alle spalle. Voltiamo pagina e cerchiamo di ritornare nel mondo che mi è sempre appartenuto, quello del calcio, anche perché negli ultimi anni la porta mi è stata chiusa in faccia diverse volte per questa vicenda. Il rammarico è di non essere riusciti ad arrivare alla conclusione di questo processo perché so della mia innocenza. Purtroppo la giustizia italiana è molto lenta e oggi a distanza di 7 anni e mezzo non si è ancora arrivati a capire qual è la competenza territoriale di questo processo. Per cui va bene così, andiamo avanti”. Arriveranno le scuse di qualcuno? “Credo che nessuno mi porrà mai le scuse – il rammarico di Mauri – anche se dal mio punto di vista dovrebbero essermi dovute. Penso proprio che nessuno mai me le porrà”.

Carriera macchiata – Alla Lazio dal gennaio 2006, dopo aver giocato anche con Modena, Brescia e Udinese, Mauri ha militato per dieci stagioni e mezza nella formazione biancoceleste, di cui è diventato anche capitano. È stato un ex calciatore, Gervasoni, a chiamarlo in causa nello scandalo scommesse. Per quella vicenda, il 28 maggio 2012, Mauri è stato posto sotto custodia cautelare dal gip di Cremona, Guido Salvini, con l’accusa che la sua scheda telefonica sarebbe servita ad aggiustare le ultime due gare del campionato 2010-11, Lazio-Genoa e Lecce-Lazio. Dopo gli arresti domiciliari concessi il 4 giugno, è stato scarcerato il 14. Ma la sua odissea giudiziaria non è finita. Negli anni a venire sono arrivate un’indagine per riciclaggio, una squalifica di 6 mesi nell’estate 2013 da parte della giustizia sportiva per omessa denuncia, poi aumentata a 9 mesi e infine tornata a 6 mesi dopo il ricorso al Tnas. In mezzo, una carriera segnata da voci negative e maldicenze, conclusa nel 2017 in Brescia, a serie B. Dopo quell’esperienza Mauri si è visto chiudere tante porte in faccia. Magari se ne riaprirà qualcuna, dopo la sentenza del tribunale bolognese che ha ribadito la sua innocenza.

SPORTEVAI | 21-07-2019 12:15

Sette anni di porte in faccia: la nuova avventura di Mauri Fonte: Ansa

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