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Si è spenta a 102 anni Celina Seghi, mito e pioniera dello sci alpino femminile italiano

Nata all'Abetone, conterranea di Zeno Colò, è stata tre volte quarta ai Giochi olimpici, ha vinto un bronzo mondiale, due volte la combinata dell'Arlberg-Kandahar e 25 titoli italiani.

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Si è spenta a 102 anni Celina Seghi, mito e pioniera dello sci alpino femminile italiano Fonte: Getty Images

Insieme all’altoatesina Paula Wiesinger, vincitrice dell’oro mondiale in discesa a Cortina 1932, è stata la pioniera dello sci alpino femminile italiano e la nostra prima, vera fuoriclasse di questo sport, alla quale tutte quelle che sono arrivate subito dopo di lei si sono ispirate. Alla bella età di 102 anni è mancata stanotte a Pistoia, città dove abitava dopo aver concluso l’attività agonistica ed essere diventata maestra di sci, Celina Seghi.

Nata il 6 marzo 1920 all’Abetone, poco meno di quattro mesi prima del suo conterraneo Zeno Colò, che fu per lo sci alpino maschile quello che fu lei nel femminile, era soprannominata il “topolino delle nevi”. Dal 1934 al 1954 vinse 37 medaglie ai campionati italiani assoluti, delle quali 25 d’oro: 7 in discesa, 1 in gigante, 10 in slalom e 7 in combinata. La sua carriera è durata oltre 20 anni, fino alla vigilia dei Giochi invernali di Cortina 1956, ed è stata ricca di successi anche in campo internazionale, in un periodo in cui le nazioni dominanti erano soprattutto Austria e Svizzera. L’unico alloro che le manca è una medaglia olimpica: arrivò tre volte quarta, in discesa e combinata a St. Moritz 1948, e in slalom a Oslo 1952.

Ai Mondiali è stata bronzo in slalom ad Aspen, mentre a Cortina 1941, edizione poi non riconosciuta ufficialmente dalla FIS per le troppo poche nazioni partecipanti, fu oro in slalom e argento in combinata. Ha vinto due volte consecutive la combinata dell’Arlberg-Kandahar, la gara itinerante che, a parte Mondiali e Olimpiadi, era la più importante a livello internazionale prima della Coppa del Mondo: nel 1947 a Mürren oltre alla classifica complessiva vinse la discesa, nel 1948 a Chamonix anche lo slalom. Anche a Grindelwald, luogo di gare molto prestigiose, fece incetta di successi: gigante nel 1947 e 1948, slalom nel 1948 e 1949 e combinata nel 1948. Nel 1949 si impose nella Coppa Foemina all’Abetone, sulla porta di casa sua.

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