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Stramaccioni: "Io sui social per una questione di necessità"

La scelta dell’allenatore è dovuta a problemi con profili fake e notizie finte create ad arte

18-11-2020 18:39

Stramaccioni: "Io sui social per una questione di necessità" Fonte: ANSA

Nel panel “The Social Dilemma” Andrea Stramaccioni, coadiuvato dalla moderazione di Max Sardella e le domande di Giorgia Rossi, ha raccontato al Social Football Summit la recente esperienza social, un esempio molto particolare che può fare scuole per molti altri profili.

“Nel mio primo periodo di lavoro sono sorti molti profili fake ma con pochissimi follower, qui invece (in Iran, ndr) diventavano di circa 100 mila follower e qualsiasi dichiarazione diventava autorevole per alcuni giornalisti”.

Più che di volontà, la scelta di Stramaccioni è diventata quindi una scelta di necessità.

“Nella mia visione, per la mia professione un allenatore non necessariamente ha bisogno di un profilo social come allegato alla sua professione. Io sono dell’idea che ne parliamo anche troppo di calcio anche per obblighi con la stampa. Quindi l’allenatore ha più occasioni per mettere la faccia rispetto ad un giocatore. Dipende dalla funzione che si vuole percorrere e la funzione che si vuole avere”.

Stramaccioni ha anche raccontato nello specifico quanto successo nell’ultima esperienza iraniana: “L’avventura in Iran è una avventura iniziata con tanto entusiasmo ma anche iniziata male con una dirigenza che si è comportata male nei confronti del club e dei tifosi. In questo caso il mezzo social ha avuto una funzione dirompente e positiva. Ogni cosa poco chiara che avveniva attorno alla squadra veniva raccontata da un flusso di notizie da più parti e questo aiutava i tifosi a ricevere notizie vere”.

A proposito di social, Stramaccioni ha confessato che tornando indietro nel tempo, anche all’Inter non avrebbe aperto i suoi profili social, a conferma che l’apertura di Instagram dell’ultimo periodo è stata una necessita.

I social oggi sono l’ufficio stampa dei calciatori e degli allenatori, uno strumento che come sottolinea l’esperto Max Sardella devono esserci, devono essere la casa digitale di ognuno di noi, “Poi possono essere arredati da un grande designer come Fedez o Ferragni, oppure essere un monolocale ma comunque di proprietà”.

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