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Tennis, Madrid: Nadal intramontabile, agli ottavi. La richiesta di Cachin e il gesto di Rafa

Emozioni a non finire al "Manolo Santana": Rafa s'illude nel primo set, vinto 6-1, poi deve rincorrere l'argentino che lo porta al terzo, chiedendogli la maglia a fine partita

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Dove c’è lotta c’è Rafa. Dove c’è Rafa, c’è gioia. Anche sofferenza, perché ormai non esiste partita in cui ci si può permettere di andare sul velluto (tolta quella col baby Blanch). Pedro Cachin ce la mette tutta per far sudare le proverbiali sette camicie al mancino di Manacor, portandolo anche al terzo set (con tanti errori di Nadal, che nel secondo spreca, risale e poi spreca nuovamente). Alla fine il 6-1 6-7 6-3 qualifica Rafa agli ottavi di finale, dove troverà una bestiaccia come Jiri Lehecka, ma dove soprattutto troverà un’altra partita sull’amato “Manolo Santana”, sempre pronto a sostenerlo come si conviene a un figlio del popolo.

Cachin chiede la maglia al suo idolo: richiesta accolta

Cachin è stato stoico nel riuscire a mettere in grossa difficoltà l’ex numero uno al mondo. Al quale lo lega una reverenza quasi totale, al punto che a fine partita l’argentino gli ha chiesto addirittura di poter avere una sua maglia come ricordo, in barba ai protocolli ATP. Richiesta prontamente accolta da Nadal, che ha rivolto un complimento sincero all’indirizzo del rivale, che a Madrid ha interrotto una striscia fatta di 15 sconfitte consecutive battendo Ofner e Tiafoe, e riuscendo comunque a far sudare (e nemmeno poco) il grande idolo della folla assiepata sugli spalti.

Felice di potersi godere un’altra partita di Rafa, che ha accusato la fatica, ma che al solito non s’è risparmiato, meritandosi di andare avanti. “Non giocando da tanto tempo, non riesco a capire come possa riuscire a controllare le partite. È una sensazione particolare: ci sono momenti in cui mi sento bene, altri in cui faccio più fatica a trovare ritmo. Ogni giorno per me è una scoperta: dopo questa battaglia voglio solo andare a riposare, poi domani appena mi sarò svegliato capirò che giornata potrebbe essere. Mi godo il momento e guardo avanti”.

Partita pazza: 13 break in totale e colpi da manuale

Cachin è stato ammirevole dopo aver ceduto senza fronzoli nel primo set, tradito forse anche da un po’ di naturale tensione (tre break per Nadal, decisamente apparso di un altro pianeta). L’argentino però nel secondo apre subito col primo break a suo favore e la partita entra nel vivo: Rafa nel quarto spreca due palle per pareggiare, poi inopinatamente nel quinto cede ancora la battuta.

La tavola sembra apparecchiata per un inevitabile epilogo al terzo, ma lo spagnolo reagisce: trova un primo break per avvicinarsi sul 4-2, poi sul 5-4 deve annullare due palle set al rivale, che non riesce invece ad annullare l’ennesima palla break che rimette Nadal in parità a quota 5.

Tenere il servizio è un problema per entrambi: Rafa va di nuovo sotto, poi però brekka nuovamente Cachin, che nel tiebreak va avanti 3-0 e su quel mini parziale costruisce il castello che lo porta a chiudere sul 7-5, spedendo la partita al terzo. Dove Nadal strappa subito il servizio e poi ancora una volta nel quinto game, dopo che Cachin (al quale si rompe pure la suola di una scarpa) aveva nuovamente rimesso le cose in parità. Alla fine però nel quinto gioco Rafa scappa via definitivamente, riuscendo a chiudere sul 6-3 e guadagnandosi la standing ovation del “Santana”. C’è ancora vita sul pianeta Rafa.

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