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Chi è Tommaso Pobega, il nuovo talento della Nazionale di Mancini

Tommaso Pobega è la nuova sorpresa della Nazionale di Mancini impegnata contro la Svizzera. Ecco chi è e come gioca

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Tommaso Pobega è il nuovo e interessante centrocampista classe ’99 inserito da Mancini nella lista dei convocati per le partite dell’Italia contro la Svizzera e Irlanda del Nord in programma rispettivamente il 12 e 15 novembre. Si tratta dell’uomo nuovo e di uno dei giovani più attesi che contribuiranno al rush finale per il girone di qualificazione ai Mondiali in Qatar del 2022, in una rosa che al momento è in piena emergenza.

Tommaso Pobega è nato a Trieste il 15 luglio 1999, è alto 188 cm e pesa 75 kg. Centrocampista centrale ambidestro, forte fisicamente, è in grado di disimpegnarsi anche come mediano o mezz’ala. Soprannominato “il mulo”, le sue caratteristiche da tipico centrocampista box to box lo rendono un’ottima risorsa sia in fase di interdizione che di impostazione e negli inserimenti offensivi quando la squadra è in possesso di palla. Inoltre, è dotato di un buon tiro dalla distanza che lo rende un giocatore imprevedibile per le difese avversarie.

Attualmente Pobega è di proprietà del Milan che, per questa stagione, lo ha girato al Torino di Juric con la formula del prestito secco. Il valore del suo cartellino, secondo Transfermarkt, è di 8 milioni.

Dove gioca Pobega

Cresciuto calcisticamente nelle giovanili di Triestina e Milan, Pobega esordisce in prima squadra a 19 anni in serie C nella Ternana, dove viene ceduto in prestito dal Milan per farsi le ossa. L’anno successivo viene girato in prestito al Pordenone, neo-promosso in serie B, e gioca le gare interne al Friuli di Udine e al Nereo Rocco, stadio della sua Trieste che è intitolato ad un grande allenatore, triestino come lui. Con il Pordenone riesce a sfiorare una storica doppia promozione, ma i neroverdi vengono fermati ai play-off dal Frosinone.

L‘anno successivo è quello della definitiva consacrazione: viene ceduto sempre in prestito allo Spezia, neo-promosso in Serie A. Pobega riesce a far vedere le sue qualità nella massima serie e partecipa come titolare all’Europeo Under 21. Con gli aquilotti disputa una stagione sorprendente, conclusa con la storica salvezza e con la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia, miglior piazzamento di sempre nella storia dello Spezia.

Nella stagione attuale, Pobega è stato girato in prestito al Torino di Juric ed è diventato presto uno dei cardini del centrocampo granata insieme al compagno di reparto Mandragora. Le prestazioni convincenti in questo inizio di stagione hanno convinto Mancini a convocarlo per la prima volta in Nazionale maggiore.

  • 2007-2009: San Luigi (giovanili)
  • 2009-2013: Triestina (giovanili)
  • 2013-2018: Milan (giovanili)
  • 2018-2019: Ternana (prestito), 32 presenze e 3 gol
  • 2019-2020: Pordenone (prestito), 31 presenze e 5 gol
  • 2020-2021: Spezia (prestito), 20 presenze e 6 gol
  • 2021: Torino (prestito), 8 presenze e 2 gol

Pobega in Nazionale

Pobega è un calciatore che brucia le tappe sia nelle squadre di club, dove in 3 anni passa dalla serie C alla serie A, che in Nazionale dove riesce rapidamente a conquistare la convocazione tra i big. Il suo esordio in azzurro è con l’Under 20 negli anni della sua esperienza nel Pordenone, ma riesce a fare solo due apparizioni.

L’anno successivo, durante la stagione in A con lo Spezia, viene convocato nell’Under 21 di Nicolato in occasione delle qualificazioni all’Europeo: segna una doppietta all’esordio contro l’Islanda e da quel momento non si muove più. Partecipa a tutte le gare degli azzurrini durante gli Europei in Ungheria e Slovenia e ai quarti segna una rete nella sfida contro il Portogallo nel match poi perso ai rigori dall’Italia.

Adesso si apre una nuova stagione in azzurro per Pobega. Convocato da Mancini per le partite di qualificazione della Nazionale maggiore ai prossimi Mondiali, ancora una volta è pronto a mostrare le grandi doti fisiche e tecniche del mulo, una delle promesse più brillanti del campionato italiano.

Pobega nel Toro

Pobega è arrivato al Torino in prestito il 27 agosto, a pochi giorni dalla chiusura della finestra dei trasferimenti per le società di serie A. Il tecnico Juric ne ha subito lodato le grandi qualità, ma in conferenza stampa non ha nascosto il disappunto per il fatto che sia arrivato solo in prestito.

Il centrocampista è riuscito subito a ritagliarsi uno spazio tra i titolari e l’ottima intesa con il compagno di reparto Mandragora ha contribuito a ridare ai granata il gioco e l’intensità che sono venuti a mancare nelle ultime stagioni.

Pobega non è il primo triestino della storia del Toro e i suoi concittadini hanno lasciato ricordi molto positivi tra i tifosi. Andando indietro nel tempo, agli anni del Grande Torino, ricordiamo un altro mediano di Trieste, Giuseppe Grezar. C’è qualcosa nel gioco di Pobega che per certi versi ricorda il campione che, con gli altri Invincibili, fu vittima della tragedia di Superga. Grezar era in grado di coprire molto attentamente in fase di non possesso e di far ripartire le azioni granata insieme al compagno di mediana Castigliano. Qualità che anche il giovane Pobega sta iniziando a mostrare.

Scavando nella gloriosa storia del Toro, troviamo un altro celebre triestino, ancora una volta un centrocampista. Stiamo parlando di Giorgio Ferrini, capitano e colonna granata con 566 presenze all’attivo in 17 stagioni. Fu uno dei pilastri della squadra costruita dal “paròn” Nereo Rocco che gettò le basi per il Toro che vinse lo Scudetto nel 1976.

Un’altra curiosità che forse fa pensare a Pobega come ad un predestinato in granata è il suo esordio nella prima squadra della Ternana il 7 ottobre 2018 contro il Renate. Il giovane centrocampista triestino entrò a partita in corso e sostituì Giuseppe Vives che fino a qualche anno prima aveva giocato proprio nel Toro. Un passaggio di consegne al giovane centrocampista che ora viene chiamato per restituire ai granata il carattere degli anni migliori.

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Chi è Tommaso Pobega, il nuovo talento della Nazionale di Mancini Fonte: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

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