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Var, ci sarà la rivoluzione: ecco cosa cambia

Il presidente della Figc svela le modalità future del supporto tecnologico.

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Var, ci sarà la rivoluzione: ecco cosa cambia Fonte: 123RF

Il presidente della Figc Gabriele Gravina ai microfoni di Radio CRC annuncia cambiamenti importanti riguardo il supporto tecnologico agli arbitri durante le partite,ovvero la Var, al centro di molte polemiche negli ultimi mesi.

“La FIGC ritiene che il ricorso alla VAR debba essere costante e continuo. Primo o poi, arriveremo al challenge, è una mia intuizione. Due challenge, due chiamate per ogni squadra. Noi siamo per l’applicazione alla tecnologia, poi dipende sempre dall’IFAB se approvare o no. L’anno scorso l’applicazione è stata straordinaria, quest’anno non mi è piaciuta la stretta, io sono per l’applicazione costante. Quando c’è lo strumento bisogna applicarlo, bisogna restringere la discrezionalità dell’arbitro

Gravina parla anche del razzismo negli stadi e delle norme per sospendere la partita: “C’è solo da applicare una procedura molto chiara e far scattare eventuali sanzioni. Speriamo che tutto questo serva solo come analisi verso un fenomeno che col calcio non c’entra nulla. La procedura è molto chiara, al netto delle interpretazioni. Prevede, comunque, che ci sarà un responsabile della procura federale o un addetto deputato all’ordine pubblico a stabilire che in caso di discriminazioni territoriali o razziali che l’arbitro dovrà portare le squadre a centrocampo per sospendere momentaneamente la gara: se non termina l’atteggiamento di discriminazione, le squadre tornano nello spogliatoio e sarà l’addetto alla sicurezza a stabilire quale sarà l’epilogo. C’è un’ipotesi di reintroduzione di esimenti, come per esempio se larga parte dello stadio isola quelli che si macchiano di inciviltà”. 

“C’è sempre la decisione finale dell’uomo dell’ordine che può adottare anche una decisione più drastica. Se c’è uno sparuto gruppo, bisogna applicare la procedura. Ma, c’è da fare attenzione a quelli che sono i cori ed alla psicosi sugli stessi. Quando sono 50 o 100, un numero così esiguo è facilmente identificabile e la società può impedire per lungo tempo l’ingresso negli stadi. Sono convinto che le società hanno voglia di collaborare. La FIGC ha cambiato lo scenario: si fa l’annuncio a gioco fermo deresponsabilizzando l’arbitro che deve pensare ad arbitrare. Faremo in modo che queste innovazioni ci siano in Milan-Napoli, anche se le novità saranno formalizzate il 30 gennaio”.

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