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Volley femminile, Coppa Italia: sarà ancora Conegliano-Milano. Egonu batte Antropova al tiebreak

A Trieste domani andrà in scena la finale che tutti aspettavano: facile Conegliano contro Chieri, Milano la spunta al tiebreak contro una generosissima Scandicci

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Era la finale che tutti volevano, e puntuale è arrivata: Prosecoc Doc Imoco Conegliano e Allianz Milano si contenderanno il secondo trofeo stagionale, dopo la Supercoppa che a fine ottobre vide il successo delle venete per 3-1. Domani, con diretta su Rai 2 a partire dalle 14,15, la classica recente del volley femminile nazionale manderà in scena il quarto atto stagionale, reso tale dai risultati scaturiti al termine di due semifinali che come previsto non hanno tradito le attese, sebbene tutti gli occhi degli appassionati erano rivolti soprattutto sulla sfida tra Milano e Scandicci che ha regalato oltre due ore di puro spettacolo e adrenalina.

Milano la spunta al tiebreak grazie a una super Folie

Alla fine l’ha spuntata il Vero Volley al tiebreak (21-25, 25-16, 25-17, 14-25, 15-10), con una protagonista assoluta che forse era difficile pronosticare. Perché Raphaela Folie è una giocatrice che spesso e volentieri ha lasciato i riflettori alle compagne, ma che stavolta ha capito che gran parte del lavoro avrebbe dovuto sbrigarselo da solo, se avesse voluto evitare di ritrovarsi già in serata a fare le valigie.

Folie ha risposto con una prova da assoluta leader: 18 punti, di cui 5 arrivati a muro, per rispedire indietro le velleità di Scandicci, che a tratti ha decisamente giocato meglio (vedi nel primo e soprattutto nel quarto set), ma che nel finale non ha trovato la forza per restare attaccata all’onda d’urto dell’Allianz.

Che ha trovato dividendi dalla solita Paola Egonu, il cui score di serata ha raccontato di 25 punti (4 direttamente dal servizio e due a muro: 43% la percentuale di attacchi andati a segno), con Orro che l’ha cercata in 44 occasioni. Numeri piuttosto scontati, ma che domani contro la miglior versione di Conegliano potrebbero non bastare.

Antropova da applausi, ma in finale va ancora Paola

Soprattutto Milano dovrà cercare di mostrarsi un po’ più continua, cosa che non è riuscita a fare nel corso di una prima parte di gara nella quale la Savino Del Bene è scappata via senza assilli, trascinata da una Kate Antropova che a tratti è sembrata davvero giocare su un altro pianeta (29 punti di serata con 4 ace e il 45% in attacco). Alla quale però l’aver vinto la sfida diretta con Egonu (sono stati i loro turni al servizio a spaccare in due i momenti chiave del match) può risultare poco consolatorio.

Scandicci ha fiutato l’impresa, smarrendosi un po’ nel terzo set ma soprattutto perdendo contatto a metà del tiebreak, quando l’asticella l’ha alzato non soltanto Paoletta, ma anche Nika Daalderop, il cui score di serata è molto più “sostanzioso” di quanto non dicano i numeri. Alla fine è stato spettacolo puro fino all’ultimo punto, quello realizzato a muro da Folie su Antropova.

Conegliano facile con Chieri (grazie a una super Fahr)

Non c’è stata storia nella prima semifinale, quella che vedeva impegnata Conegliano contro la rivelazione Chieri. Che ha cercato di onorare al massimo l’impegno, senza però riuscire a opporre resistenza alla netta superiorità delle Pantere, che hanno vinto in tre comodi set per 25-18, 25-16, 25-12. E che hanno trovato in Sarah Fahr il grimaldello perfetto per togliere tutte le certezze alle piemontesi: la centrale, di nuovo in odore di convocazione in nazionale dopo i problemi che ne avevano impedito la chiamata nella passata estate, ha firmato una prestazione super realizzando 16 punti (più di Haak e Plummer!), firmando 13 dei 16 attacchi tentati (più un muro e un paio di ace) e dando l’impressione di trovarsi a meraviglia nei dettami tattici di Wolosz.

Una prova che mette ulteriore pressione alla difesa di Milano, che domani dovrà cercare di prevenire non soltanto gli attacchi dalla banda, ma anche e soprattutto le giocate delle centrali (occhio anche a Lubian). Conegliano ha giocato sul velluto, consapevole della propria forza: la 29esima vittoria stagionale (su 29 gare) dimostra che la squadra da battere è ancora una volta quella di Santarelli. Che pure dovrà cercare di arginare la voglia matta di regalarsi il primo trofeo in terra meneghina di Paola Egonu, che al solito sarà l’osservata speciale di tutti. Meglio di così, Trieste non avrebbe potuto proprio chiedere.

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