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Warriors, Poole racconta la sua evoluzione come giocatore

Il numero 3 di Golden State si è ritagliato un ruolo sempre più di primo piano all’interno delle rotazioni di coach Steve Kerr.

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Warriors, Poole racconta la sua evoluzione come giocatore Fonte: Getty

Mettere a confronto il Jordan Poole di tre anni fa e quello che oggi sta lottando per accedere alle NBA Finals mette i brividi.

Il numero 3 degli Warriors infatti ha lavorato tantissimo producendo miglioramenti tali da diventare un giocatore chiave all’interno del sistema di coach Kerr il quale però inizialmente, come ha raccontato lo stesso Poole, aveva prospettato per lui una carriera diversa.

“Dal punto di vista cestistico volevano che somigliassi più a Klay Thompson e che facessi lo stesso lavoro off-the-ball e al tiro” ha rivelato al podcast Point Forward il classe 1999 raccontando poi il momento esatto in cui il coaching staff gialloblù ha deciso di cambiare indirizzo per lui.

“Posso dire con esattezza quand’è successo: era la mia stagione da rookie, probabilmente le ultime 20 partite o giù di lì, stavamo giocando contro Sacramento. Steve Kerr fu allontanato e Mike Brown subentrò da capo allenatore. Disse: ‘Facciamo giocare Jordan da point guard. […] Mettiamogli il pallone in mano’. Nel finale ha funzionato, poi causa Covid si è fermato tutto e ho avuto sei mesi per lavorarci” ha proseguito Poole spiegando come sia nata l’idea di farlo giocare come PG, ruolo per il quale il nativo di Milwaukee si ispira a più d’un giocatore.

“Prendo qualcosa da tanti giocatori diversi: Kyrie Irving, molto da Dame Lillard. Non penso di avere uno stile definito, quando mi vedo giocare non mi piace molto, ma non posso farci granché” ha chiosato Poole.

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