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Ziliani e il caos Juve-Napoli: anche Mancini nel pallone

Il giornalista critica i vertici federali per la scelta di far disputare la gara di domenica prossima tra Juventus e Napoli

03-10-2020 08:41

Ziliani e il caos Juve-Napoli: anche Mancini nel pallone Fonte: Getty Images

Juventus e Napoli si giocherà regolarmente, a meno di clamorose decisioni e dietrofront nei prossimi due giorni. La positività riscontrata ieri a Piotr Zielinski e a un altro collaboratore della società però ha creato molte polemiche nel mondo del calcio e in molti hanno già preso una posizione sull’argomento.

La Federazione e la Lega hanno però deciso di adottare il protocollo Uefa che preveda che si debba scendere in campo con 13 calciatori disponibili compreso un portiere. L’unica deroga concessa è quella di una squadra che ha 10 giocatori positivi riscontrati nell’arco di una settima può chiedere il rinvio di una partita, una deroga al regolamento che però è utilizzabile solo una volta nel corso della stagione.

L’attacco di Ziliani

Sull’argomento è intervenuto in maniera molto decisa il giornalista Paolo Ziliani che ha attaccato i vertici federali senza mezzi termini: “Ricapitolando. Mancini esclude i napoletani dalla convocazione in nazionale temendo che portino il Covid, timore che per il match contro la Juventus, che arriva prima, pare non esiste. La mia proposta è un TSO obbligatorio in FIGC per tutti: subito però, domani è troppo tardi”.

Sui social divampa la polemica per le parole del giornalista. “Siamo alle comiche, un campionato che viene disputato solo per non perdere i soldi assomiglia al Trofeo Birra Moretti”, scrive Franco. Della stessa opinione anche Massimiliano Baldanza: “Cioè fatemi capire, Meret e Di Lorenzo non convocati in nazionale a scopo precauzionale, causa Covid19, ma saranno in campo contro la Juve, dove invece i nazionali sono convocati?”.

Tanti tifosi si scagliano contro i vertici federali rei di non essere stati in grado di riuscire a gestire questa situazione: “Dopo i due positivi al Genoa come si fa a ricadere nello stesso errore. Chi ha deciso così deve andare a casa, vertici FIGC e arbitri, da riformare”.

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