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Addio Messi, parla Laporta: "Il club viene prima di tutto"

Il presidente del Barcellona, Joan Laporta, parla in conferenza dopo l'addio di Lionel Messi: "Avrei compromesso il club per i prossimi 50 anni".

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Addio Messi, parla Laporta: "Il club viene prima di tutto" Fonte: Getty

A sorpresa, inaspettato, ieri sera è arrivato l’annuncio ufficiale della separazione fra il Barcellona e Lionel Messi.  All’indomani della notizia che segna la fine di un’era calcistica, è intervenuto in conferenza stampa il presidente blaugrana Joan Laporta, che ha voluto chiarire meglio le ragioni che hanno portato allo storico addio. “Sono qui per spiegare la situazione Messi – le parole del numero 1 del Barça – Le regole della Liga sono basate sul Financial Fair Play, per cui non avevamo alcun margine. Non potevamo onorare l’accordo che avevamo raggiunto con Messi. L’eredità che abbiamo ricevuto è pessima, le perdite sono superiori a quelle che ci saremmo attesi. Non potevo prendere una decisione che avrebbe compromesso il club nei prossimi 50 anni. Il club viene prima dei giocatori, degli allenatori e dei presidenti”.

Poi aggiunge:“Voglio dirvi che i motivi per cui si è arrivati a questo punto dipendono dalla situazione economica del club e dal peso economico del giocatore. Avremmo voluto sostenere questa spesa, ma non abbiamo margini salariali. La gestione precedente è stata difficile e quindi non abbiamo possibilità di sistemare questa situazione e abbiamo deciso di prendere l’unica strada possibile perché altrimenti avremmo messo a rischio il club.  Quando abbiamo dovuto prendere la decisione le cose sono cambiate e non abbiamo potuto fare altrimenti”

Sul vuoto che lascerà Messi: “Leo lascia un’ottima eredità. È stato il giocatore di maggior successo nella storia del club, ha lasciato un segno splendido nella storia del Barça. Il migliore finora. Spero che possiamo superare questa cosa e ora inizia una nuova era. C’è un prima e un dopo Leo. Leo Messi è stato un riferimento. Quello che abbiamo nei suoi confronti è un’eterna gratitudine”.

Sulla trattativa per il rinnovo non andata a buon fine: “Non voglio dare false speranze a nessuno, quello che è certo è che le trattative si sono interrotte e il giocatore ha altre proposte. C’è un limite di tempo perché inizia il campionato ma anche per il giocatore che deve fare valutazioni e riflettere sul suo futuro per capire se le altre soluzioni per lui saranno migliori. Abbiamo valutato tutto, anche i pagamenti, Messi era d’accordo, il giocatore è sempre stato presente, pensavamo di poter trovare una soluzione per queste limitazioni, ci sono criteri che in altri Paesi funzionano e abbiamo provato a introdurre questi processi anche qui, poi abbiamo parlato di un contratto di 5 anni che Leo ha nuovamente accettato, abbiamo pensato anche al post Messi. Lo avevamo pensato per le norme del Fair play ma poi abbiamo sentito La Liga e dopo un’attenta analisi tecnica e condividendo le regole de La Liga abbiamo capito che non era possibile andare avanti”.

Poi entra nei dettagli economici dell’affare: “Per darvi un’idea su che limite di stipendii potremmo stare vale la regola del 4 a 1. Per avere 25 milioni di stipendi dobbiamo liberarne 100. Sono tanti giocatori. La direzione sportiva sta lavorando per ridurre la massa stipendi e ci sono alcuni giocatori con cui abbiamo trovato un accordo, ma con altri non è così facile. Siamo in un terreno molto paludoso, che comporta molti rischi per il club e richiede tempo. Contando quanto pianificato con Leo, eravamo arrivati al 110% della massa salariale rispetto al reddito del club. È una conseguenza degli investimenti eccessivi che sono stati fatti. Perché Kun, Memphis o Emerson sono arrivati? Sono venuti al Barça accettando alcune condizioni che sono da apprezzare”.

Lo spogliatoio è al corrente della situazione: “Ho detto ai giocatori che sta iniziando una nuova fase nella storia del Barça e che dobbiamo continuare a vincere senza giocatori del talento di Messi. Massimo impegno e professionalità. Abbiamo cercato di prendere decisioni giuste ed è stato un momento importante. Ho visto le facce dei giocatori e ho chiesto ai leader di dare il massimo, che ci sia un gruppo molto forte. I leader devono guidare questa nuova tappa, accogliendo i giovani giocatori che stanno dimostrando grande talento. Abbiamo attraversato molte fasi e ora hanno un’opportunità storica, una leadership e il massimo supporto”.

Infine ammette di non sentirsi in colpa: “Non mi sento affatto in colpa. Abbiamo fatto di tutto perché Messi continuasse al Barça, in questa situazione finanziaria. Avevamo concordato il contratto. Non mi piace ripetere che abbiamo dovuto sostenere un’eredità finanziaria brutta. C’era un budget molto peggiore di quello che sembrava. Si stava procedendo adeguatamente perché sembrava che LaLiga stesse per espandere il “fair play” e avevamo raggiunto un accordo con il giocatore. Stavamo aspettando. Ma c’è stato un momento in cui dovevamo prendere una decisione e l’abbiamo fatto”.

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