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Addio Sinisa, in duemila per l'ultimo saluto a Mihajlovic: i funerali

Il calcio si è fermato per l'ultimo saluto a Sinisa Mihajlovic, avvenuto presso la basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri: le lacrime della famiglia e degli amici di una vita

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Roma si è fermata per l’ultimo saluto a Sinisa Mihajlovic. Senza distinzione di colori e non solo perché lo sfortunato ex giocatore e allenatore serbo, ucciso il 16 dicembre dalla leucemia dopo tre anni e mezzo di strenua lotta, aveva indossato in carriera i colori di entrambe le squadre capitoline, la Roma che lo portò in Italia 30 anni e fa e la Lazio dove Sinisa si sarebbe affermato a suon di vittorie e di prestazioni che lo consacrarono tra i più forti e moderni difensori della storia.

Roma si ferma per l’ultimo saluto a Mihajlovic: in duemila ai funerali

Per una volta il calcio italiano si è unito e affratellato anche sulle due sponde del Tevere per rendere l’estremo omaggio a uno dei personaggi più popolari del calcio italiano degli ultimi sei lustri, i cui funerali si sono svolti nella Capitale presso la basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

Circa duemila persone hanno atteso l’arrivo del feretro, che aveva lasciato nella mattinata il Campidoglio, sede nelle ultime 48 ore di un’affollatissima camera ardente, accogliendolo con un lungo applauso, per poi attenderne l’uscita per l’ultimo abbraccio ideale da estendere alla famiglia, la moglie Arianna e i cinque figli. Presente ovviamente tantissimi rappresentanti del mondo del calcio, italiano e non solo, e una moltitudine di tifosi delle tante squadre per le quali Mihajlovic aveva lavorato, da giocatore e da allenatore. Dalla stessa Lazio all’Inter fino alla Sampdoria e al Bologna, ma anche la Stella Rossa, dove Sinisa iniziò la carriera da calciatore, rappresentata da una delegazione di sostenitori.

Da Mancini a Morandi, calcio, politica e spettacolo si mobilitano per salutare Mihajlovic

Presenti, tra gli altri, gli ex compagni alla Lazio Angelo Peruzzi e Fabio Liverani, quest’ultimo tornato in tutta fretta da Palermo dove domenica sera era stato impegnato con il suo Cagliari nel campionato di Serie B, al pari di Daniele De Rossi, tecnico della Spal e avversario di Sinisa in tanti derby. Non hanno voluto mancare neppure Massimo Ferrero e Urbano Cairo, che sono stati presidenti dell’allenatore Sinisa alla Sampdoria e al Torino, oltre agli ex compagni e amici più commossi, da Roberto Mancini al connazionale Dejan Stanjovic (che hanno portato la bara a spalla), fino a Luca Marchegiani.

Quest’ultimo non aveva saputo trattenere le lacrime domenica sera in tv a Sky nel mandare un saluto alla famiglia di Sinisa. Presenti anche uno stravolto Francesco Totti, giovanissimo compagno di squadra alla Roma di Mihajlovic, che ne caldeggiò storicamente il debutto in Serie A contro il Brescia, e Gianluigi Donnarumma, lanciato da Sinisa al Milan. Alla funzione hanno assistito anche l’amico Gianni Morandi e in rappresentanza delle istituzioni il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il ministro dello Sport Andrea Abodi e quello dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Addio Mihajlovic, al funerale anche l’aquila Olympia: la toccante omelia dell’arcivescovo di Bologna

Toccante la presenza all’interno della Basilica per qualche minuto dell’aquila Olympia, simbolo della Lazio, il club del cuore di Mihajlovic, rappresentato dal presidente Claudio Lotito, dal ds Igli Tare e dall’allenatore Maurizio Sarri.

Il funerale è stato celebrato dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, che ha svelato le emozioni provate da Sinisa durante una visita al santuario di Medjugorje:

“Grande è chi aiuta e ama la sua squadra, chi valorizza il talento, chi crede in lui quando non è nessuno. Sinisa lo ha fatto – le parole di Zuppi durante l’omelia – La famiglia era la sua squadra del cuore, per la quale ha dato tutto. A Medjugorje disse: ‘Ho cominciato a piangere, come un bambino, non riuscivo a trattenermi e mi sono sentito più forte e più uomo quel giorno che in tutta la mia vita’”.

Il commosso ricordo di Roberto Mancini

Roberto Mancini, amico di Sinisa Mihajlovic da ben 28 anni, ha contribuito a portare il feretro nel corso della cerimonia. Il tecnico di Jesolo, attuale CT della nazionale italiana campione d’Europa, ha salutato per l’ultima volta Sinisa con alcune brevi parole:

Una vita insieme, era una amicizia profonda. E’ stato un onore averlo come amico. E’ un grande dispiacere”.

Una ferita profonda e visibile sul volto di Mancini, come aveva detto nel giorno della scomparsa del serbo: “un dolore che non avrei mai voluto vivere”.

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