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Alex Zanardi: le condizioni a 10 mesi dall'incidente in handbike

Dopo il grave incidente del giugno scorso in Toscana a bordo della sua handbike, il campione ed ex pilota Alex Zanardi continua la sua lotta per la vita

Il 19 giugno 2020 è nato, per la terza volta, Alex Zanardi: l’uomo che non si arrende, il pilota sopravvissuto a uno degli incidenti in gara più devastanti della storia dell’automobilismo, il campione che ha vissuto secondo la regola dei 5 secondi e si è fatto egli stesso regola e fonte di ispirazione. Per quanti hanno subito il medesimo dolore e per quanti sono accanto a chi lo ha provato, il suo sconforto e la sua tenacia. Per quanto attiene alla vicenda giudiziaria derivata da quel drammatico incidente, il 26 maggio prossimo è in calendario l’udienza davanti al gip per decidere l’archiviazione o meno sul caso Zanardi.

Alex Zanardi trasferito all’Ospedale di Vicenza: si riaccende la speranza

Dopo quanto emerso, relativamente allo sviluppo dell’inchiesta giudiziaria scaturita dal terribile incidente subito da Alex Zanardi in prossimità di Pienza, un significativo e importante segnale di speranza riaccende l’insieme di emozioni sul campione paralimpico e pilota. Secondo quanto riporta Il Giornale di Vicenza, Zanardi è stato trasferito – nella massima discrezione – nella sezione gravi cerebrolesi del reparto di riabilitazione diretto dal dottor Giannettore Bertagnoni dell’Ospedale San Bortolo.

Ora si trova in una camera singola, sotto strettissimo controllo e circondato da una rete di protezione accentuata secondo la volontà della famiglia, la moglie Daniela e il figlio Niccolò in primis, per tutelarne la privacy e favorire il migliore sviluppo delle terapie in quello che si preannuncia un percorso di recupero fisico e cognitivo che va in continuità e che richiederà  estrema attenzione. Proprio Niccolò ha spiegato a Repubblica in che condizioni versa suo padre:

“Passi avanti, passi indietro”, ha affermato in merito a quei miglioramenti. “Papà è cosciente già da un po’ di tempo… ormai da alcuni mesi. Piano piano le sue condizioni stanno migliorando. Sono piccoli passi. Ma lo sappiamo che è un percorso lungo, ci vorrà molto tempo. Nessuno sa dirci cosa potrà tornare a fare”, la descrizione fatta dal figlio del pilota nelle dichiarazioni rilasciate e diffuse il 27 aprile.

La decisione del gip: richiesta archiviazione per il camionista

Il  nuovo capitolo a cui si è accennato investe l’inchiesta giudiziaria seguita al drammatico incidente in handbike, in cui Alex Zanardi è rimasto gravemente ferito il 19 giugno 2020. La procura di Siena, stando a quanto riporta l’agenzia ANSA, ha chiesto al gip l’archiviazione dell’accusa di lesioni colpose nei confronti dell’unico indagato, l’autista del camion che impegnava la corsia opposta e contro cui si andò a schiantare Zanardi, il quale urtò contro la pedalina del mezzo riportando un importante trauma cranico e fratture. La famiglia dell’ex pilota ha fatto subito sapere che presenterà opposizione all’archiviazione al gip, basandosi sugli elementi emersi dalle perizie di parte.

Massimiliano Arcioni è l’avvocato di Marco Ciacci, l’autista del camion. “E’ dispiaciuto ma consapevole di aver fatto quel che ha potuto per cercare di evitare l’impatto. E come c’è la famiglia Zanardi che soffre da una parte, ce n’è anche una dall’altra che, seppur in misura diversa, soffre per le accuse che sono mosse al proprio caro”, ha detto a mowmag.com, ribadendo che: “a volte si rifiuta l’idea che possa essersi trattato di un banale evento tragico. Capisco il voler provare a cercare una risposta diversa, ma andrebbe presa in considerazione l’ipotesi della tragica fatalità”.

Le dichiarazioni del consulente del camionista sull’inchiesta Zanardi

Tornando all’inchiesta, l’edizione del 4 maggio 2021 de La Nazione riporta le dichiarazioni del consulente del camionista, l’ingegner Mattia Strangi che si è occupato anche del caso Hayden. Il perito ha definito “corretta la decisione del pubblico ministero che si allinea con quanto, sin dall’inizio, avevamo sostenuto. Purtroppo – prosegue – è un tragico evento a si tratta di un incidente che, come tale, non sempre prevede una colpa da parte dell’indagato”.

“Ribadisco quanto scritto già nella relazione che l’eventuale quanto modesta invasione di corsia da parte del camionista non ha un nesso casuale con la perdita di controllo della handbike da parte di Zanardi. Aspettiamo dunque con fiducia i tempi della giustizia”.

La staffetta Obiettivo 3 e l’impatto fatale per Zanardi

Alex è stato ricoverato a Padova fino ai primi di aprile, vicino ai suoi cari che mantengono stretto riserbo sui suoi progressi, lenti ma presenti. In quella giornata di 10 mesi fa, che sarebbe dovuta essere di festa dopo il primo lockdown, Alex Zanardi era sulla sua handbike per gareggiare e attraversare l’Italia con un progetto nel cuore e nelle ruote. Obiettivo 3 sarebbe dovuta essere una staffetta di reazione, di significati, invece si è tramutata in una tragedia da cui, ancora una volta, imparare il grande attaccamento alla vita di Zanardi.

Come ha ricordato la campionessa Claudia Cretti tornata in bici (e a vincere) anche grazie al suo esempio. “Direi che il mio motto adesso è ‘fai il meglio che puoi, con quello che hai’, che assomiglia molto a quello che ha sempre detto Alex Zanardi“, ha detto la Cretti, vittima di un incidente al Giro gravissimo e oggi di nuovo in sella.

L’incidente in handbike di Alex Zanardi il 19 giugno 2020

Zanardi si trovava a San Quirico d’Orcia (in Toscana), durante una delle tappe della staffetta, quando perse il controllo della sua handbike in una curva schiantandosi contro un camion che procedeva in direzione opposta sulla statale che non era chiusa al traffico se non nella direzione della staffetta. Il pilota e campione paralimpico fu soccorsa immediatamente dalla moglie Daniela e trasferito al nosocomio di Siena “Le Scotte” in elisoccorso. Aveva le ossa del cranio e del viso frantumate, letteralmente. Ma non si è mai arreso.

Il trasferimento a Milano, al San Raffaele: Zanardi di nuovo operato

A Siena, Zanardi è stato ripetutamente operato e una volta stabilizzato venne deciso il trasferimento in Lombardia, nella clinica specializzata nella riabilitazione Villa Beretta in provincia di Lecco. Alex lì rimase pochissimo, a causa di un peggioramento: portato al San Raffaele di Milano, è rimasto nel reparto di terapia intensiva a lungo ed è stato operato più volte. Un lungo percorso chirurgico, il suo per il gravissimo trauma cranico subito e dovuto all’impatto con la pedalina del camion e parallelo alla ricostruzione facciale.

Zanardi: il ruolo della moglie Daniela e del figlio

Per volere della famiglia, la moglie Daniela e del figlio Niccolò che gli sono sempre stati accanto nella lotta per la vita intrapresa da quel giorno, Alex Zanardi è stato trasferito appena è stato possibile, in sicurezza, all’ospedale di Padova il 21 novembre scorso, dove è assistito nel lungo percorso di riabilitazione fisica e cognitiva.

La famiglia ha scelto la via della riservatezza e della discrezione, oggi che sembra meno drammatica la situazione che riguarda il campione paralimpico. E dopo le dichiarazioni raccolte da La Stampa, Daniela ha aggiunto molto poco.

“Mi cercano in tanti per sapere come sta Alex”, ha detto nei giorni seguiti alle parole della dottoressa Federica Alemanno, che ha rivelato come l’ex pilota abbia ricominciato a comunicare con la famiglia.

A tale proposito, Daniela ha tenuto a chiarire che cosa si intenda per parlare:

“Lui fa delle cose, ma non sempre. Ci sono stati dei momenti in cui quelle cose effettivamente venivano fatte. Ci sono stati dei passi avanti, e ci sono stati dei passi indietro. Il suo è un percorso molto lungo”.

Zanardi: l’iter giudiziario per arrivare alla verità sull’incidente

Altrettanto lungo è l’iter giudiziario, scattato inevitabilmente dopo il grave incidente e che vede quale indagato l’autista del camion contro cui si è scontrato Alex e che sta portando a una progressiva ricostruzione dei fatti.

VIRGILIO SPORT | 05-05-2021 08:30

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