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Ancelotti a processo per frode fiscale in Spagna: il tecnico del Real non patteggia e tira in ballo Mourinho 

L’allenatore è stato ascoltato oggi nella prima udienza presso il tribunale provinciale di Madrid: con lui anche la moglie Mariann e il figlio Davide 

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Fabrizio Napoli

Fabrizio Napoli

Giornalista

Giornalista professionista, per Virgilio Sport segue anche il calcio ma è con la pallanuoto che esalta competenze e passioni. Cura la comunicazione di HaBaWaBa, il più grande festival di waterpolo per bambini al mondo

“Non ho mai voluto frodare il fisco spagnolo, mai”. Con queste parole Carlo Ancelotti si è difeso nella prima udienza del processo per frode fiscale tenutasi oggi a Madrid. Il tecnico del Real ha confermato di non voler patteggiare e spiegato che il club lo ha pagato con la stessa formula utilizzata per gli emolumenti del suo predecessore José Mourinho: “Ma visto che sono qui, credo che le cose non fossero del tutto corrette”, ha poi aggiunto.

Ancelotti al processo per frode fiscale

Carlo Ancelotti è uscito piuttosto rilassato e sorridente dalla prima udienza del processo per frode fiscale intentato contro di lui dal fisco spagnolo, tenuta oggi presso il tribunale provinciale di Madrid. Il tecnico del Real si è presentato alla corte attorno alle ore 9:30 insieme alla moglie Mariann e al figlio Davide, suo assistente nello staff tecnico dei Blancos: tutti e tre hanno testimoniato davanti al giudice, che ha sentito anche in videoconferenza dagli Stati Uniti Chloe, la figlia di Mariann.

L’accusa del fisco spagnolo ad Ancelotti

“È andata molto bene”, il commento a caldo di Ancelotti lasciando il tribunale attorno alle ore 12:30. L’allenatore è accusato di irregolarità legate alla sua prima esperienza al Real Madrid: per la precisione, il fisco iberico ha chiesto 4 anni e 9 mesi di prigione per una frode all’erario pari a un milione di euro, realizzatasi tra il 2014 e il 2015.

Secondo l’accusa, Ancelotti avrebbe utilizzato società di comodo all’estero per nascondere i proventi dei diritti d’immagine: il Real Madrid, infatti, gli versava parte dello stipendio proprio come diritti d’immagine.

Processo per frode fiscale, Ancelotti tira in ballo Mourinho

Ai giudici Ancelotti ha spiegato che il club di Madrid aveva già utilizzato quel sistema di pagamento in passato con calciatori e anche con suo illustre predecessore. “Al Psg guadagnavo 5 milioni netti a stagione, arrivando a Madrid ne chiedo 6 – le parole in aula del tecnico emiliano, riportate dalla Gazzetta dello Sport – . Per il pagamento il Real Madrid mi offre una struttura 85-15, ovvero il versamento del 15% dei miei emolumenti sotto forma di diritti d’immagine. Non mi era mai successo prima, né mi è mai successo dopo, perché i diritti d’immagine non sono cose da allenatori, noi non vendiamo magliette. Però visto che questa struttura all’epoca veniva utilizzata per tanti giocatori del Madrid ed era stata utilizzata per Mourinho, il tecnico che c’era prima di me, ho accettato mettendo in contatto i miei commercialisti con quelli del Madrid”.

Frode fiscale, Ancelotti non patteggia

Non a caso anche Mourinho ha avuto problemi col fisco, ricevendo una condanna a un anno con sospensione della pena dopo essersi dichiarato colpevole nel 2019. La stessa strada è stata seguita da altri calciatori ed ex del Real, come Cristiano Ronaldo, che si sono riconosciuti colpevoli.

Ancelotti, invece, ha scelto un’altra strada: ai giudici ha confermato oggi di non voler procedere per il patteggiamento. “Io non ho mai avuto alcuna intenzione di frodare il fisco spagnolo, mai”, ha dichiarato il tecnico che poi, con la sua consueta ironia, ha ammesso che qualche errore da parte del Real. “Non pensavo che ci fosse una frode anche se ora, visto che sono qui, credo che le cose non fossero del tutto corrette”, ha dichiarato l’allenatore.

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