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Basket serie A 3a giornata top e flop: Logan, eterno ragazzo. Bilan, uno da poster anni '80. La via Crucis di Brindisi

Migliori e peggiori della terza giornata del campionato di serie A di basket: Bilan e Logan devastanti, Happy Casa senza pace, oltre che orfana di Sneed e Senglin

16-10-2023 15:35

Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Fate largo ai giovani. Pardon, ai “diversamente” giovani. Come David Logan, che a 40 anni suonato fa cose che i ragazzini ancora si sognano. O come Miro Bilan, che sembra uscito da un poster anni ’80, totalmente “fuori” da questa epoca con quel modo di giocare vecchia maniera col quale, però, porta a spasso intere difese avversarie. Sono loro gli uomini copertina di un week-end che ha sorriso di nuovo alle due favorite nella corsa tricolore, con Milano che continua a zoppicare (stavolta Tonut la prende per mano: Reggio Emilia tiene si spegne dopo un tempo) e Bologna che invece non conosce altro risultato all’infuori della vittoria.

In testa, a punteggio pieno, c’è però anche Venezia, trascinata dai canestri di Simms e senza troppe pressioni addosso, insomma l’idea per provare a lanciarsi in avanscoperta. E così anche Brescia, che ferma la sorprendente corsa iniziale di Napoli. Dietro la lavagna, ancora una volta, ci finisce Brindisi: più che Happy Casa, sin qui per i pugliesi è stata davvero una stagione da incubo.

I top della 3a giornata

MIRO BILAN 10. In Italia non ci sono più i centri di una volta, ma questo qua li porta a spasso uno per uno come se fosse la cosa più normale del mondo. Perché è vero, Miro Bilan sembra uscito da un gioco arcade anni ’80, da un modo di fare e di vivere la pallacanestro distante anni luce da quello odierno. Come usa il piede perno lui, però, nessuno mai: porta a scuola la banda della GeVi, che dopo aver inondato (giustamente) copertine e titoli di giornali inciampa sul favoloso lungo di Brescia, che sotto gli occhi di Marcell Jacobs (e Blanco) si regala la quinta doppia doppia in altrettante gare disputate in stagione. Questa però è per veri intenditori: 15 punti, 14 rimbalzi (5 offensivi), 4 assist e una marea di piccole cose fatte alla perfezione. Musica per le orecchie di coach Magro, che si gode il suo centro “vecchia maniera” che viaggia peraltro in doppia cifra di rimbalzi dopo 3 partite, unico giocatore di tutto il pianeta LBA.

DAVID LOGAN 9,5. Clonatelo, se siete ancora in tempo. Perché uno così sul pianeta basket non capita di ammirarlo tutti i giorni. Logan è una furia: esce dalla panchina ben sapendo che Sacripanti pende dalle sue mani, perché Scafati dopo due ko di fila ha bisogno di una vittoria e l’americano naturalizzato polacco intuisce quanto sia importante la posta. In 29’ manda a referto altrettanti punti, con il 68% dal campo (6/9 da tre: in totale con la maglia dei campani ne ha messe a referto 99, e la tripla cifra ormai è a un passo) e con una naturalezza da far paura. Soprattutto è la bomba che riconsegna due possessi pieni di vantaggio a un minuto dalla fine a spegnere l’ardore di Pistoia, che lentamente s’era rifatta sotto. Logan ha l’elisir di lunga vita: solo Mario Boni nel 2004-05 seppe realizzare più punti (32) con più primavere sulle spalle (41 anni, 4 mesi e 29 giorni). Logan ieri segnava 40 anni, 9 mesi e 19 giorni: di questo passo a fine stagione può ritoccare ulteriori record. Intanto pensa a come portare Scafati fuori dal guado. Se gioca così, non dovrebbe avere grossi problemi.

BREEIN TYREE 8,5. A Sassari lo aspettavano a mani giunte, e lui ha risposto presente non appena ha messo piede sul parquet. Lo ha fatto con una prestazione di grande sostanza, utile per regalare alla Dinamo i primi due punti stagionali e mettere in naftalina il brutto avvio di stagione. Già le due triple con le quali si presenta nei primi minuti giocati danno il termometro della sua serata: Tyree è bravo anche a mettere in ritmo i compagni (3 assist), ma sa anche attaccare il ferro (svernicia Bowman partendo da dietro l’arco e andando a schiacciare con incredibile potenza). Nel finale paga un po’ dazio alla fatica e dalla lunetta non è irreprensibile, ma la sua è una firma in calce sui primi due punti dei sardi.

AWUDU ABASS 8. Nella Virtus delle prime firme, con 5 giocatori in doppia cifra, Abass è “l’intruso” che tutti hanno piacere di vedere protagonista. Uno che in 3’ minuti manda a referto 12 punti con i quali stende ogni velleità di Trento, che parte male, si riallaccia ma poi viene rispedita definitivamente lontano dall’ala di origine ghanese. Un gregario di fiducia per Banchi, che non indugia a tenerlo tanto sul parquet nella ripresa, ripagato da 15 punti (4/6 da tre) e 4 rimbalzi. Se Bologna viaggia a punteggio pieno è anche perché ha tante soluzioni alle quali attingere.

I flop della 3a giornata

SHAVON SHIELDS 5. Due settimane fa eravamo qui a incensarlo per lo straordinario impatto avuto nel debutto contro Treviso. Da allora però qualcosa s’è inceppato: Shavon contro Reggio Emilia ha tirato 1/7 dal campo, addirittura 0/4 da tre, e i 6 punti trovati dalla lunetta non bastano certo a salvargli la pagella. Piccola involuzione che preoccupa in una Milano che, adesso che Pangos ha ritrovato la vena giusta, ha bisogno anche dei suoi canestri. Come di quelli di Ricci e Flaccadori, altri grandi delusi di questo primissimo scorcio di stagione.

HAPPY CASA BRINDISI 4,5. Habitué della “parte sbagliata” delle pagelle, la Happy Casa continua la propria personale via Crucis di inizio torneo. Vero, senza Sneed e Senglin non si può chiedere troppo a una squadra in evidente difficoltà a livello di interpreti e di soluzioni. Ma il 20-0 di parziale incassato nel primo quarto nel ko interno contro Pesaro è qualcosa di inspiegabile, perché denota una mancanza di concentrazione inaccettabile a questi livelli. La rimonta abbozzata nel terzo quarto (in risalita fino a -4), annacquata dal 4/25 dall’arco, è solo un’illusione. E adesso Corbani è davvero sulla graticola: la sagoma di Walter De Raffaele incombe…

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