Una vera e propria masterclass, altro che semplice lezione di Italiano. Il Bologna contro il Milan ha giocato ad armi pari, mettendo in campo la sua identità e organizzazione. I rossoblù ormai non sono più una sorpresa, hanno fermato Juve, Inter e ora anche i rossoneri. Una bella realtà della Serie A, figlia di un progetto convincente. L’autostima della Champions è servita nonostante la veloce eliminazione. Ha permesso alla squadra di maturare e assorbire nel tempo le idee del proprio tecnico. La base era già buona e l’ex Fiorentina ha dovuto solo plasmarla a sua immagine e somiglianza.
- Da Motta a Italiano, "Bologna è una regola"
- Le fatiche iniziali e il volo
- Italiano e la mentalità da big
Da Motta a Italiano, “Bologna è una regola”
Lo ha detto Carboni e noi ci fidiamo. Se vuoi raggiungere gli obiettivi, devi passare indenne da Bologna. Il Milan non è riuscito a farlo e ora ha complicato notevolmente la lotta alla Champions League e deve guardarsi intorno per difendere l’Europa. Italiano quest’estate ha avuto un arduo compito: dimostrare che quella degli emiliani non era stata soltanto una stagione di passaggio. Ha preso in mano il miracolo di Thiago Motta e ha cercato di renderlo qualcosa di più vicino alla realtà.
Le fatiche iniziali e il volo
All’inizio Italiano ha faticato e non è riuscito a caricare molto una squadra che veniva da una grande stagione. Nessuna vittoria nelle prime quattro giornate di Serie A e primo successo arrivato solo contro il Monza. Poi è iniziata la pareggite, lo stesso sintomo che ha avuto la squadra del loro ex allenatore, la Juventus. Un periodo difficile, ma il tecnico non si è mai arreso e a novembre è arrivata la svolta.
Ora nel 2025 hanno perso solo una partita contro il Parma e hanno arricchito la storia del club con la vittoria in Champions League contro il Borussia Dortmund. Giocare con i migliori ti porta a tirare fuori il massimo. Così è stato e ora i felsinei non vogliono fermarsi, grazie anche a un Castro versione Zirkzee 2.0. Qualche differenza nello stile di gioco, più simile a quello di Lautaro, ma decisivo proprio come l’olandese.
Italiano e la mentalità da big
Italiano non vuole di certo frenare ora la corsa del Bologna e pensa già da big ma ha un appunto da fare: il calendario poco amico. Dopo giovedì sera subito in campo domenica alle 15. “Noi giocheremo domenica alle 15, abbiamo poco tempo per recuperare. Stiamo recuperando qualche giocatore, domenica siamo di nuovo in campo e oggi abbiamo spinto tanto e faticato tanto” – ha detto l’allenatore al termine della partita. Occhi puntati sulla prossima sfida contro il Cagliari. Per sognare in grande, i felsinei non possono perdere punti per strada, ogni dettaglio farà la differenza.