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Champions League, Ancelotti nella storia: un doppio record lo consacra

L’allenatore di Reggiolo, approdato ieri sera per l’ennesima volta alle semifinali del massimo torneo continentale, ha scritto una nuova incredibile pagina del calcio europeo.

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Ancora una volta, come già accaduto spesso in passato, dietro all’ennesima impresa e qualificazione alle semifinali del Real Madrid c’è la firma di Carlo Ancelotti.

È stato infatti lui il regista del due successi conseguiti dalle merengues nei quarti di finali contro il Chelsea, un doppio confronto che ha consegnato ancor di più alla storia il tecnico di Reggiolo.

Ancelotti, una costante ad altissimo livello

Costui infatti, qualificando i blancos alle semifinali di Champions League, è riuscito in una volta sola a far registrare due incredibili primati personali che ne testimoniano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la grandezza.

Innanzitutto, con l’approdo tra le migliori quattro d’Europa ottenuto ieri sera, Ancelotti è diventato il primo allenatore nella storia moderna della Champions League a raggiungere il traguardo delle semifinali in quattro decenni diversi. In questo caso il passato non mente: l’allenatore emiliano le ha conquistate con quattro delle otto squadre allenate da lui nella , ovvero con la Juventus nel 1999, col Milan nel 2003, 2005, 2006 e 2007 e infine col Real Madrid nel 2014, 2015 e 2022.

Ancelotti fra i grandissimi

Non solo. Estromettendo dalla competizione il Chelsea, Ancelotti è entrato nel ristrettissimo club di allenatori capaci di raggiungere le semifinali della Champions League per otto volte.

Come lui, infatti, ci sono riusciti solamente José Mourinho e Pep Guardiola con quest’ultimo che stasera, con il City impegnato sul campo dell’Atletico Madrid, potrebbe presto abbandonare la loro compagnia.

La forza e le qualità di Ancelotti

I record scritti da Ancelotti, dunque, confermano come l’ex allenatore di Milan e Juventus sia legittimamente da considerare uno dei più grandi tecnici di sempre, un titolo questo che il classe 1959 ha fatto suo portando in tutti i posti dove ha allenato carisma e idee ben precise.

Anche nella sua seconda avventura madrilena Ancelotti è riuscito a lasciare il segno gestendo mirabilmente lo spogliatoio ed esaltando le qualità di una rosa che, seppur meno ricca di campioni rispetto al passato, ha dimostrato avere le credenziali per puntare in alto.

Sfruttando la difesa a “4”, la qualità e la leadership del duo Modric e Benzema, la velocità dei giovani e la capacità di aprire il campo e muoversi negli spazi di molti suoi elementi, Ancelotti (vittorioso in 26 delle 35 gare di Champions disputate dal Madrid con lui in panchina) ha messo le bassi per l’ennesima campagna europea di successo del Real che ora, col traguardo in vista, proverà certamente ad arrivare fino in fondo.

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