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Che fine ha fatto Blasi, pittbull di Juventus e Napoli

Scudetti, nandrolone, vittorie e sfide dell’ex centrocampista

Una carriera sulle montagne russe. Vittorie e squalifiche, scudetti vinti sul campo e revocati, sfide continue. Manuele (senza la E iniziale) Blasi ne ha viste tante e continua a vederne. Ha smesso da poco di giocare (dopo le esperienze importanti in Italia ha vinto il campionato in India con lo Chennaiyin, poi ha giocato in Lega Pro con l’Ischia, anche se solo per 4 gare, è tornato nel campionato indiano e poi ha chiuso) ma ha subito iniziato ad allenare. La prima esperienza con la Compagnia Portuale Civitavecchia, poi a Malta agli Spartans dove ha rimpiazzato il vecchio compagno di squadra (ai tempi del Palermo) Giovanni Tedesco.

L’ESPERIENZA IN INDIA – Qui vuol mettere a frutto tutto quello che ha imparato, in A come in India. A Repubblica rivelò cosa gli ha lasciato l’Indian Super League. “E’ stata una parentesi bellissima, soprattutto dal punto di vista umano. Una di quelle esperienze che ti fanno prendere coscienza di come e quanto noi occidentali ci lamentiamo di cose inutili, superflue. In un paese ricco di contrasti ho visto sorridere persone ridotte alle miseria.

Quanto al calcio è seguitissimo e in netta crescita: dopo il cricket, è lo sport più apprezzato. Gli stadi sono sempre pieni, fino a 50 mila persone per una partita di cartello. Noi avevamo, in media, un pubblico di 25 mila persone. Che ha dovuto rinunciare a vederci giocare nella semifinale perché l’arrivo dei monsoni ci ha costretti a giocare altrove”. Tutte cose inedite per uno che ha giocato nella Juve.

SCUDETTI E DOPING – Con Capello vince due scudetti (poi revocati) e poi va alla Fiorentina prima e al Parma poi dove però, in seguito ad un controllo antidoping, risulta positivo al nandrolone e quindi viene prima sospeso in via cautelare e poi squalificato per sei mesi. Nell’estate 2007 torna quindi alla Juventus, neopromossa in Serie A, e nella seconda metà di agosto passa al Napoli dove conosce una seconda giovinezza.

Un vero pitbull del centrocampo che nella prima stagione in azzurro diventa un beniamino dei tifosi. Qui, a quasi 29 anni, sostiene l’esame di maturità in un istituto tecnico di Pianura, un quartiere della periferia, tornando tra i banchi di scuola, tra lo stupore di tutti i presenti. Finita l’avventura al Napoli passa al Palermo prima di affrontare le esperienze all’estero.

SPORTEVAI | 22-09-2019 12:26

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