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Che fine ha fatto Luvanor, il brasiliano che ispirò Aristoteles di Banfi

Doveva essere il nuovo Zico ma assieme a Pedrinho si rivelò uno dei bidoni di sempre tra gli stranieri

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Quando nel 1980 vennero riaperte le frontiere in Italia tutti i club di serie A avevano la possibilità di tesserare un solo straniero: Bosman era un nome che non diceva niente a nessuno, il portiere poteva ancora prendere con le mani il retropassaggio di un compagno e non esistevano Sky e le pay-tv che trasmettevano tutti i campionati degli altri paesi. Chi poteva comprava i fenomeni, come Falcao e Krol, le piccole invece dovevano affidarsi agli scouting e un po’ all’improvvisazione. Così in A arrivarono meteore come Luis Silvio, il brasiliano bidone che durò poche partite alla Pistoiese, o Luvanor, altro brasiliano che insieme a Pedrinho avrebbe dovuto far sognare (e salvare) il Catania.

Di Marzio andò a visionare in Brasile Luvanor

Come arrivò in Sicilia Luvanor lo ha raccontato Gianluca Di Marzio, il giornalista di Sky. Fu il padre Gianni a sceglierlo: “Partì col presidente Massimino per comprare due giocatori in tre giorni. Ve li immaginate? Il cavaliere che parlava solo siciliano e non voleva spendere soldi, mio papà contattato da procuratori di ogni genere che proponevano presunti campioni.

Un produttore televisivo mi raccontò che Banfi si era ispirato proprio a quel viaggio nel suo film “L’allenatore nel pallone”: non ho mai saputo se mi prendesse in giro. Il mitico Oronzo Canà sbarcò in Brasile e fu scortato da Gigi e Andrea negli stadi carioca, tornando con Aristoteles. Di Marzio e Massimino incontrarono Careca e Paulo Isidoro, trattarono Casagrande, per poi comprare Donizete Luvanor e Pedro Luis Vincencoti detto “Pedrinho”. .

Luvanor veniva considerato l’erede di Zico

Fu proprio Luvanor a scatenare titoloni sui giornali, già si parlava dell’erede di Zico. I tifosi catanesi avevano inventato il seguente motivetto: “C’ho un sogno nello scrigno, veder volare il gran Pedrinho; c’ho un sogno in mezzo al cuor, vederlo insieme a Luvanor”.

Lui aizza le folle e dice: ““Non appena la squadra raggiungerà l’intesa tattica, vedrete che grandi cose!” Scapolo con il pallino per le Ferrari e per Julio Iglesias, la giovane mezzala era reduce da discrete stagioni in patria con il Goias ma quel Catania proprio non andava. Di Marzio si dimise, arrivò Gb Fabbri ma senza risultati. Luvanor rimane un oggetto misterioso ma viene confermato dopo la retrocessione, con la speranza che in B potesse fare la differenza.

Tre gol in tre anni, che flop Luvanor al Catania

I siciliani restano in serie cadetta, l’anno successivo dopo un girone d’andata anonimo, Luvanor timbra il cartellino con il gol della salvezza per il Catania ma finisce con il triste bottino di 3 gol in tre stagioni, diventando lo zimbello della tifoseria siciliana e non solo. Cosa ha fatto dopo Luvanor? Nell’86 passa al Santos, poi al Flamengo poi al club d’origine, il Goias dove chiude in bellezza e intraprende la carriera di allenatore della squadra giovanile del Goias per poi passare alla prima squadra, dove ha poi ricoperto un incarico dirigenziale.

Nel 2017 muore la moglie per una grave malattia

L’ultima volta che si è parlato di Luvanor è stato per un terribile lutto. Nel 2017 la moglie Suely Pashoal è morta in Brasile per una grave malattia all’età 70 anni. Cantante, ballerina e persona di indubbie qualità morali, Suely si era fatta molto apprezzare a Catania per la sua riservatezza.

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