Nulla era, nella ginnastica ritmica azzurra, se non plasmata dall’estro della figura più influente, significativa e creativa dell’ultimo trentennio in Federazione: la guida indiscussa delle Farfalle, Emanuela Maccarani. Dt della Nazionale, allenatrice capace di montare e smontare autentici pezzi di storia rappresentati in figure sempre più sofisticate, complesse, elaborate ma dall’indubbio potere narrativo.
Una rara combinazione, da allenatrice più che sortiva, di tecnica e qualità creativa che ha attraversato la storia della ginnastica azzurra per più di 30 anni ha costituita la colonna vertebrale dello sport e che oggi ha chiuso il suo ciclo.
- Maccarani, la decisione del presidente della Federazione
- La reazione della dt della ritmica all'epurazione
- Chi è Emanuela Maccarani, gli anni da atleta
- Gli inizi da allenatrice
- Premi e riconoscimenti
- L'inchiesta che ha portato all'addio
Maccarani, la decisione del presidente della Federazione
Meglio, c’è chi lo ha chiuso per lei che avrebbe probabilmente occupato ancora volentieri il suo post, a livello federale in attesa di rinvio a giudizio. Andrea Facci ha deciso, per lei e su di lei nella convinzione di operare la valutazione più saggia, appropriata visto e considerato lo stato critico in cui versa il suo ruolo. Quanto si sta consumando a livello giudiziario incombe, pesa sulla sorte della dt azzurra, plurimedagliata e insignita dei più prestigiosi titoli sportivi per quanto raccolto nella sua lunga carriera frastagliato da successi. Maccarani è accusata di maltrattamenti e il presidente si è assunto questa responsabilità, condivisa dal Consiglio.
Emanuela Maccarani è stata informata nella mattinata di mercoledì via mail e le è stato intimato di lasciare l’accademia di Desio entro le 24 di mercoledì 26 marzo 2025. Quel portone del centro sportivo di Desio si chiuderà alle sue spalle definitivamente, dopo decenni e decenni di quotidiana frequentazione e a seguito di un reintegro vissuto con altrettanta intensità.
La reazione della dt della ritmica all’epurazione
Differente la ricostruzione della diretta interessata che ha fornito questa rilettura degli avvenimenti che hanno portato alla sua epurazione:
“L’ho saputo dai social mentre mi arrivava una lettera di licenziamento da parte del presidente — è la diversa versione di Maccarani affidata all’agenzia Lapresse — che non mi aveva detto nulla né al telefono né di persona. La situazione è drammatica. Ero con alcune delle farfalle quando è arrivata la comunicazione, eravamo in allenamento, le ho viste piangere. Sono molto adirate, incredule”.

Emanuela Maccarani durante le Olimpiadi di Parigi 2o24
Chi è Emanuela Maccarani, gli anni da atleta
Classe 1966, milanese, da atleta si appassiona bambina alla ginnastica che pratica con successo tant’è che è lo sport la sua priorità, sempre e comunque. Si diploma in ragioneria e studia all’Isef, all’epoca in cui il percorso universitario si limita a questo, per poter conciliare i suoi impegni in palestra con lo studio che prosegue con l’intento di riuscire a seguire una passione crescente, una autentica inclinazione: Maccarani partecipa, come atleta, dal 1982 al 1984 nella squadra nazionale a due campionati europei (a Stavanger e Vienna) e a due coppe del mondo.
Gli inizi da allenatrice
Ma è solo l’inizio. Già nel lontano 1988, la sua qualità maggiore la esprime altrove, nel ruolo di allenatrice che svolge prima in società private nell’hinterland milanese per crescere e riuscire a ritagliarsi un posto al sole nell’ambito federale dove mantiene fermi prima il ruolo di assistente tecnica per poi crescere.
In relativamente pochi anni di attività, grazie alla sua creatività, diventa allenatrice responsabile della squadra juniores ottenendo nel 1996 agli Europei di Oslo due medaglie di bronzo. Siamo al principio di una sequenza di riconoscimenti e medaglie dal numero impressionante.
Dal 1996 è allenatrice responsabile della Nazionale di ginnastica ritmica dell’Italia. Il debutto da dt giunge al Campionato mondiale di Siviglia nel 1998, ma le prime medaglie arrivano ai Campionati Europei di Riesa (due medaglie di bronzo) e da allora le Farfalle acquisiscono prestigio, risultati e Maccarani una visibilità internazionale rafforzata dall’argento olimpico ad Atene 2004 e la medaglia d’oro ai campionati del mondo di Baku beffando la Russia, rivale temibile e da sempre egemone nella ritmica.
Nel corso dei decenni, nulla scalfisce il suo successo: continua ad accumulare così tante medaglie (suddivise tra Olimpiadi, Mondiali, Europei e World Cup) fino a conquistare un record che rimarrà intatto fino a nuovo primato, quello di allenatrice italiana più medagliata di sempre.
Premi e riconoscimenti
Tra i premi e i riconoscimenti, Maccarani ha ricevuto i più rilevanti nell’ambito sortivo italiano e internazionale a conferma che la sua fama – la stima – nei suoi riguardi era trasversale, riconosciuta nell’ambiente della ginnastica per quanto apportato e conquistato nei decenni di lavoro: l’Oscar per la ginnastica nel 2004, 2015, 2016 e 2018, Stella d’oro al merito sportivo, Palma di bronzo per i meriti sportivi Coni Milano, Palma d’oro al merito tecnico Coni Nazionale.
Non ci dilunghiamo oltre, ma il curriculum vitae della ex dt azzurra è estremamente articolato e ricco di pubbliche ammissioni di superiorità del suo talento sportivo, nel ruolo federale ricoperto fino a marzo 2025.

Emanuela Maccarani con i suoi avvocati
L’inchiesta che ha portato all’addio
Nel 2022, esplode nella sua drammaticità l’inchiesta su abusi e maltrattamenti pubblicata dal quotidiano Repubblica che conferisce voce ad alcune delle ginnaste vittime di rituali, pressioni e offese che le giovani donne fissano in racconti divenuti deposizioni; dopo l’assoluzione nel 2023 nel processo sportivo, è stata rimandata a giudizio per maltrattamenti dalla giustizia nel marzo 2025.
Nessun commento social ma solo una story sui propri account Instagram nel quale repostano la notizia che la dt delle Farfalle non allenerà più la Nazionale italiana di ritmica: per Anna Basta e Nina Corradini, che denunciarono di aver subito abusi e soprusi durante la preparazione quando erano a Desio, quanto annunciato e un punto a loro favore.
Le due ragazze lo scorso novembre hanno chiesto e ottenuto la riapertura delle indagini, da cui la decisione della Procura di chiedere l’archiviazione. Il Tribunale di Monza, invece, ha disposto l’imputazione coatta per la direttrice tecnica dell’Accademia di Desio: la giustizia farà il suo corso, a tempo debito.
Per Maccarani e la sua assistente Olga Tishina era stata aperta anche un’inchiesta sportiva, come accennato sopra. Il processo sportivo si era concluso alla fine del 2023 con l’assoluzione di entrambe e il lavoro di Maccarani, in seno alla Federazione, era proseguito senza interruzione in prospettiva delle imminenti Olimpiadi di Parigi 2024.
Tuttavia, nel dicembre del 2024, il procuratore generale del Coni aveva deciso che il processo sportivo sarebbe stato rifatto, ritenendo fosse stato condotto in modo iniquo. Ugo Taucer, procuratore CONI, ha deciso in tale direzione perché sono emersi elementi che fanno credere che non si sia svolto in modo equo: per esempio, sarebbero state privilegiate solo alcune testimonianze, a favore di Maccarani. Questi elementi sono emersi nel corso dell’inchiesta giudiziaria, soprattutto dopo che il Corriere della Sera sul finire del 2024 aveva pubblicato alcune intercettazioni della procura di Monza che avvaloravano l’ipotesi di un processo sportivo che aveva risentito di alcune manipolazioni.