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Chiellini, dal labiale dello Stadium a Dybala: ecco il capitano

Il Capitano si vede nel momento della tempesta, e Chiellini è un capitano vero. Nessun alibi, un'iniezione di fiducia alla squadra e un'investitura importante.

11-09-2021 23:24

Parole da vero e proprio capitano quelle che Giorgio Chiellini regala ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta della Vecchia Signora allo Stadio Diego Armando Maradona contro il Napoli di Luciano Spalletti, protagonista di un accesso diverbio col collega Massimiliano Allegri nel post partita.

Il Chiello, ancora in palla nonostante l’età ormai abbastanza avanazata per un calciatorie di questi livelli (ha compiuto 37 anni ad agosto), non cerca alibi dopo la sconfitta contro i partenopei:

“In questo momento ci sono da fare pochi proclami, dobbiamo parlare poco, e tanto lavoro, migliorare. Sicuramente non pensavamo di ritrovarci qui dopo tre partite, ma tra tre giorni si scende in campo e avremo una mano in più dai sudamericani che sono rientrati in giornata. Bisogna essere lucidi, tranquilli, calmi e mettere la voglia che abbiamo messo anche oggi. Io credo che la squadra abbia avuto compattezza per tutta la partita, non solo a tratti. Bisogna essere soddisfatti e orgogliosi di quanto messo in campo con tutte le situazioni che avevamo. Abbiamo fatto una partita ordinata, e secondo me meritavamo di fare risultato, anche al netto di tutti gli episodi”.

Giorgio è anche tornato a parlare sull’ormai famoso labiale dell‘Allianz Stadium, dove era stato ripreso dalle telecamere mentre diceva “Non è una squadra“, frase ovviamente riferita all’attuale Juventus di Allegri, infarcita di giovani in rampa di lancio e non di giocatori fatti e finiti come invece usuale nella tradizione juventina:

“Gli ho detto né più né meno quello che sto dicendo oggi, che c’è da lavorare. Rispetto anche alla squadra che aveva lasciato Max, con campioni e uomini e giocatori già fatti e pronti. Poi sono state fatte polemiche e interpretazioni del labiale che sinceramente ho visto riportate con tanta fantasia. Semplicemente bisogna diventare più squadra. C’è stata una grande crescita di applicazione e anche di solidità. Sicuramente usciamo arrabbiati e non soddisfatti per il risultato, almeno un pari lo avremmo meritato al netto di tutto. Però andiamo avanti, tanto queste situazioni le abbiamo vissute, le abbiamo viste negli anni passati, non bisogna darci obiettivi e pensare al quotidiano e piano piano poi risaliremo. Sono orgoglioso dei compagni perché la prestazione c’è stata: il risultato non ci ha premiato, ma siamo consapevoli delle aspettative”.

Chiellini poi si sofferma sulla prestazione odierna offerta contro il Napoli:

“Abbiamo giocatori di velocità e contropiede e difensori che negli spazi possono essere meno a loro agio, e oggi per scelta abbiamo giocato così: l’avevamo fatto molto bene, alla fine non sono mai stati pericolosi e non mi pare che in tanti riescano a concedere così poco al Napoli. Ma è chiaro che quando le partite lo concederanno dovremo tenere un po’ di più la palla e creare qualcosa di più. Poi con i rientri dei vari Dybala e Cuadrado ci sarà anche qualcosa di diverso. Nel primo tempo forse potevamo spingere di più, ma vi avrei fatto vedere in che condizioni erano Kulusevski e Morata giovedì all’allenamento dopo il rientro, non potevamo chiedergli di più”.

Infine, il capitano bianconero incorona Paulo Dybala come prossimo leader tecnico della squadra. Assente oggi come tutti gli altri sudamericani per scelta di Allegri, Paulo è destinato a prendersi la Vecchia Signora anche nelle idee di Allegri:

“Il modo di giocare andrà cambiato. Quando hai un fuoriclasse come Cristiano non puoi non giocare per lui, si è visto oggi e si è visto negli anni passati. Dobbiamo essere grati a Cristiano per questi anni alla Juventus, ma andiamo avanti. Credo che questa sarà la squadra di Paulo, un giocatore che inevitabilmente in questi anni ha abbassato un po’ le sue medie proprio per la presenza di Cristiano ma lui è il giocatore chiave per questa squadra ed è una cosa riconosciuta da tutti all’interno. Lo aspettiamo a braccia aperte poi deve fare quello che sa fare meglio: giocare a calcio e farci giocare a calcio”.

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