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Chirico provoca: Chi vuole una nuova Calciopoli?

Da Del Piero a Marotta torna d'attualità un vecchio tema

22-02-2020 09:30

Chirico provoca: Chi vuole una nuova Calciopoli? Fonte: Facebook

Calciopoli, fine discussione mai. Le recenti uscite di Del Piero prima e Marotta poi, unite alle parole di chi evoca una calciopoli-2, fanno tornare d’attualità lo scandalo che ha squassato il mondo del calcio nel 2006. Una ferita mai riemarginata, un’ombra del passato che ad intervalli irregolari torna ad agitare pensieri e persone.

L’INTERVENTO – Di recente ne ha parlato Moratti dicendo: “Dovemmo fronteggiare una Juventus che si comportava come si comportava e lottare contro un muro che sembrava incrollabile. Poi però riuscimmo a sfondarlo e trovare soddisfazione”. Con tanto di replica piccata di Moggi.

LA REPLICA – Nel dibattitto è intervenuto anche Marcello Chirico. Su Il Bianconero il giornalista, volto noto di 7Gold, ricorda che  l’accusa di fondo fu che la dirigenza bianconera esercitava un tale potere condizionante sugli arbitraggi da assicurarsi in automatico gli scudetti ma scrive: “Di fatto, non venne trovata una sola telefonata di Moggi o Giraudo con gli arbitri, tanto meno prove di una  sola partita truccata”.

DEL PIERO – Chirico cita anche Del Piero che ha battezzato Calciopoli così: “Un po’ folle ed insolito, strano  da molti punti di vista”   e dice: Del Piero ha ragione a stupirsi ancora, anche a 14 anni di distanza. Qualcosa di anomalo accadde quell’estate, e l’anomalia si perpetrò pure negli anni a venire, col processo ordinario e i successivi ricorsi. Le telefonate maggiormente compromettenti coi designatori  (autorizzate dal sistema di allora, è sempre bene ricordarlo) le fecero altri club, e non la Juve. È  tutto documentato. La Juventus venne però  spedita lo stesso in Serie B e qualcun’ altro , che chiedeva esplicitamente di poter vincere una partita e di pilotare il sorteggio arbitrale, ricevette in dono uno scudetto. Tutto documentato pure questo, attraverso  tabulati di telefonate parecchio espliciti”.

L’AFFONDO – Infine Chirico attacca: “Nonostante la prima Calciopoli sia zeppa di ombre e buchi neri, c’è chi in queste ultime settimane spinge perché se ne possa aprire un’altra, sobillando continuamente l’opinione pubblica con accuse pesanti e dirette nei confronti di un sistema arbitrale – a loro dire – poco trasparente e autoritario. E il “sentimento popolare” dal vago sapore giacobino,  monta sempre di più, proprio come avvenne in quei primi anni 2000,  nella speranza che sfoci in un finale analogo. È una tattica. Sarebbe però altrettanto interessante indagare  se esista qualcuno che a sua volta sobilla i così insistenti sobillatori. Nell’epoca del sospetto, non sarebbe poi così “folle e insolito”.

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