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La Lazio condanna i cori antisemiti della curva e l'orrore della maglia "Hitlerson": duro comunicato

La società biancoceleste è alla ricerca dei responsabili. Il mondo del calcio ribadisce i valori positivi di #UnitiDagliStessiColori

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Quanto sentito all’Olimpico, durante Lazio-Roma, ha inorridito tifosi e non appassionati provocando una sollevazione completa contro i cori antisemiti intonati da una parte della tifoseria biancoceleste, domenica scorsa in occasione del derby. A iniziare dalla società romana che ha affidato a un lungo comunicato la sua indignazione, anche per ribadire la totale estraneità rispetto a determinate azioni.

Il comunicato della Lazio sui cori antisemiti

La Lazio ha pubblicato e diffuso ai media un comunicato stampa nel quale condanna le gesta dei tifosi – definite azioni “che nulla hanno a che fare con il tifo sano” e comportamento “illegale e anacronistico” – e ribadisce che “si ispira a valori opposti: inclusione, sportività e rispetto di tutti”. Inoltre, la società ha annunciato che si è già attivata per individuare i responsabili.

“La Lazio – si legge nel comunicato – è sempre stata in prima linea, in particolare con l’attuale presidenza, nel condannare pubblicamente, prevenire e reprimere senza riserve qualsiasi manifestazione o azione discriminatoria, razzista o antisemita. Le condanne della Società contro azioni di questo tipo, che nulla hanno a che fare con il tifo sano come viene rappresentato dalla Società, sono sempre state puntuali e mai generiche, supportate da iniziative specifiche volte a prevenire e combattere tali fenomeni. La Lazio si dissocia da qualsiasi comportamento di questo tipo, illegale e anacronistico, essendo innanzitutto parte lesa da tali comportamenti”.

Parole molto dure, quelle adottate dal club capitolino contro i tifosi o presunti tali che avrebbero intonato quei cori:

“L’ignoranza, l’inciviltà e la superficialità di molti – continua la nota del club – hanno diffuso negli stadi d’Italia e non solo un germe pericoloso, indotto da pochissimi: molti replicano comportamenti di cui non conoscono neppure il significato e la portata. Siamo stati spesso i primi e gli unici ad intervenire, denunciando pubblicamente, chiedendo collaborazione alle forze dell’ordine per la repressione e attivando iniziative di carattere educativo. Abbiamo cercato di evitare, isolare e contrastare questi fenomeni. Continueremo a farlo senza esitazioni, per difendere in Italia e all’estero l’immagine della Società, che è anche Ente Morale e non ha mai avuto nulla a che fare con queste azioni. La Lazio si ispira a valori opposti: inclusione, sportività e rispetto di tutti. Anche in questo caso abbiamo messo in campo già prima e durante la partita di domenica scorsa Lazio-Roma la nostra organizzazione per la sicurezza, presieduta dal Prefetto Nicolò D’Angelo, già vicecapo della Polizia, per applicare severamente il codice etico, individuare i responsabili, inibirne l’accesso allo stadio e costituendoci parte civile per il risarcimento dei danni provocati. Nelle prossime ore comunicheremo gli esiti, già positivi, della nostra attività, confidando sulla fattiva collaborazione delle istituzioni preposte alla salvaguardia delle regole democratiche”, si legge.

Le campagne anti odio

Come detto, non è soltanto la società ad aver reagito all’accaduto. Nell’ambito della campagna #UnitiDagliStessiColori, che è stata promossa dalla Figc e che ha visto coinvolti i principali protagonisti del calcio, sono previste una serie di iniziative che riguarderanno tutti il mondo del calcio: i campi di serie A, B e C maschile (9-10 aprile), il calcio dilettantistico (25-26 marzo e 1-2 aprile), il calcio femminile e la Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale.

Nei campi saranno esposti gli striscioni della campagna e i direttori di gara (serie A, B e C maschile più Inter-Juventus femminile) indosseranno la t-shirt di #UnitiDagliStessiColori durante l’ingresso in campo delle squadre.

La vergognosa vicenda della maglia

Oltre ai cori, altro capitolo vergognoso è poi scritto dal tifoso laziale in tribuna che indossa la maglia della sua squadra del cuore. Sulle sue spalle spicca il nome ‘Hitlerson‘, accompagnato dal numero 88 (di chiara matrice nazista), mentre la curva Nord intona cori antisemiti che troppo spesso risuonano negli stadi italiani e non solo all’Olimpico.

A denunciare l’accaduto, rinvenibile anche sui social in un post è stata la presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello (che ha pubblicato video e foto dell’accaduto). Su questi specifici episodi, il giudice Mastrandrea ha chiesto un supplemento di indagine.

La decisione del Giudice Sportivo

Il procuratore federale della Figc, Giuseppe Chinè, procederà ad acquisire video e audio dei cori registrati dal personale della polizia della Questura di Roma. Entro il 4 aprile prossimo, in relazione anche all’esito degli accertamenti in corso, la decisione.

La Lazio condanna i cori antisemiti della curva e l'orrore della maglia "Hitlerson": duro comunicato Fonte: Getty Images

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