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Cristiana Laraspata, chi è l'arbitro donna eroe che ha cercato di salvare un tifoso colto da malore

Gesto eroico purtroppo vanno dell'arbitro donna Cristiana Laraspata che ha fermato la gara di serie D Vastogirardi-Avezzano per soccorrere, lei quasi medico, un tifoso colto da malore. Poi il triste epilogo

07-04-2023 10:30

Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

Eroica, comunque sia andata a finire. Lei si chiama Cristiana Laraspata, è un arbitro della sezione di Bari che ha provato di tutto per evitare la tragedia che purtroppo si è compiuta su un campo di provincia, in Molise. Un malore ha colto un tifoso sugli spalti dello stadio Di Tella di Vastogirardi (Isernia) dove era in corso l’incontro, di serie D, Vastogirardi-Avezzano. Cristiana ha fermato la gara e lei in prima persona ha cercato di rianimare l’uomo prima dell’arrivo dei soccorsi e del trasporto in ospedale, purtroppo vano. Ma resta il gesto della donna.

Cristiana Laraspata, il gesto eroico ma vano dell’arbitro

Tra le tante gare di questi giorni nei turni infrasettimanali prepasquali si giocava anche in serie D, per la precisione allo stadio Di Tella di Vastogirardi (Isernia, Molise). La partita vedeva di fronte i locali del Vastogirardi contro l’Avezzano. La partita verrà vinta poi 1-0 dai padroni di casa. A pochi minuti dalla fine però, secondo le prime ricostruzioni del caso, c’è stato un malore sugli spalti dello stadio molisano.

L’arbitro Cristiana Laraspata, arbitro 28enne della sezione di Bari, capendo la gravità di quanto stesse accadendo sugli spalti ha prontamente fermato il gioco per soccorre l’uomo colto da malore. Solo dopo l’arrivo dell’ambulanza e il trasferimento dell’uomo in ospedale la partita è ripresa. Cristiana è quasi laureata in medicina, ed è rianimatore: ha fatto il suo dovere fino in fondo praticando il massaggio cardiaco all’uomo privo di sensi fino all’arrivo dell’ambulanza del 118.

Purtroppo il massaggio cardiaco, le cure del caso dei sanitari del 118 e il trasporto repentino in ospedale non hanno prodotto gli effetti sperati. L’uomo infatti è deceduto poco dopo l’arrivo nel vicino nosocomio. Nel frattempo, ligia al suo dovere di arbitro, Cristiana Laraspata ha ripreso la partita, finita, come detto, 1-0 per la squadra locale.

Cristiana Laraspata, l’arbitro medico con un sogno nel cassetto

A livello emozionale, al di là del triste epilogo, non è stata insomma una partita qualunque quella di Cristiana Laraspata. Per lei inoltre si trattava dell’esordio assoluto in serie D. Cristiana ha 28 anni, è della sezione di Bari. Ed è specializzanda in Anestesia e rianimazione all’Università degli studi di Bari. La sua prima passione è l’arbitraggio. Tra le sue foto sui social anche una con uno dei miti arbitrali, Pierluigi Collina. Rileggendo una sua vecchia intervista in rete pare anche decisa sulle sempre meno presenti differenze con il mondo arbitrale maschile:

“L’aver affidato alla collega Stephanie Frappart la finale di Supercoppa Europea fra Chelsea e Liverpool, ha fatto crollare l’ultimo muro di diffidenza. Anche nei test atletici siamo tutte più tranquille. Io mi sento, come dire, molto normale. Sin da quando ho arbitrato in Eccellenza, sono sempre stata messa nella condizione di non avere sconti rispetto ai ragazzi”.

Cristiana Laraspata: “Ho fatto di tutto, sembrava essersi ripreso”

In un’intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, Cristiana ha espresso tutte le sue emozioni e il dispiacere per il triste epilogo della vicenda che l’ha vista suo malgrado protagonista:

“Sono stati momenti interminabili. Per un attimo il signore pareva anche essersi ripreso. Ho fatto di tutto per salvarlo

Sempre al quotidiano pugliese Nicola Favia, presidente del Comitato regionale arbitri Puglia ha elogiato l’operato di questo promettente arbitro della sezione di Bari:

“Ha vissuto il battesimo nella categoria in un giorno che non dimenticherà mai. L’ho sentita tranquilla per quanto dispiaciuta per l’accaduto, lo sfortunato destino di questa persona è sicuramente un aspetto più importante rispetto al contesto sportivo in cui ci si trovava. Cristiana ha rappresentato un esempio positivo, un messaggio valido sempre: la vita prima di ogni partita. Dobbiamo dire che è stata fredda e in attesa dei soccorsi ufficiali è stata la prima a precipitarsi dal campo alla tribuna per operare il primo intervento. Era all’esordio in serie D”.

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