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De Laurentiis dice la sua sul caso Insigne

"A Napoli ho sempre ricevuto critiche" aveva detto il giocatore del Napoli.

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De Laurentiis dice la sua sul caso Insigne Fonte: 123RF

Il caso Insigne continua ad agitare i tifosi del Napoli.

L’esterno partenopeo si era sfogato dopo il pareggio per 1-1 con il Sassuolo: “Come tutti sanno, a Napoli ho sempre ricevuto critiche – le sue parole in zona mista riportate da ‘Radio Kiss Kiss Napoli’ – Se mi si accetta così, bene, altrimenti non posso farci nulla. Forse alla gente non è arrivato al cento per cento il messaggio di quanto io ci tenga a questa maglia. Non ho nulla da dire e non voglio fare polemica, ho un carattere particolare: a volte ho sbagliato e ho chiesto scusa, è giusto se il tifoso critica. Più di così non posso fare, ho sbagliato un rigore e mi dispiace. Finché starò qua, darò il massimo”.

Qui vengo sempre criticato. Non voglio fare polemica ma sono l’unico che viene sempre preso di mira quando non segna o non fa prestazioni di livello. Questa cosa mi fa un po’ male” aveva detto l’attaccante di Frattamaggiore.
Parole dure che avevano fatto pensare a un’addio di Insigne a fine stagione, con Liverpool e Manchester City come mete più probabili.

Sulla questione è intervenuto Aurelio De Laurentiis: “Insigne non è sul mercato, nessuno finora ce l’ha chiesto e non mi risulta interesse da nessuna parte. E’ un giocatore appetibile, come lui ce ne sono pochi, ma un conto è considerare il desiderio, un altro è mettere denaro e vedere cammello. Non c’è nemmeno un prezzo per Insigne, altrimenti avremmo messo una clausola rescissoria”.

Il presidente del Napoli si è poi congratulato con la Juventus per l’impresa contro l’Atletico Madrid: “Ieri hanno fatto una bella gara. Stimo Simeone ma ha sbagliato la partita. Una Supercoppa Europea tutta italiana? Sarebbe un regalo per me e da fare a tutti i tifosi napoletani… Colmare il gap con loro? Io non mi posso indebitare. Sono considerato un virtuoso del calcio proprio perché non mi sono mai indebitato. La stessa Juve, per colmare il gap con le grandi d’Europa, dovrebbe indebitarsi perché gli altri fatturano 800-900 milioni e la Juve 400-450. Mi sono già indebitato con me stesso quando ho messo 180 milioni miei personali nei primi due anni per tornare in A ma il salto di qualità non si fa soltanto mettendo denaro, ma anche cambiando regolamenti. Servirebbe un nuovo decreto legge che stabilisca che i club sono società per azioni con finalità lucrative e invece si continua a pensare che siano i tifosi i proprietari dei club. E’ una vecchia mentalità che sento sempre nell’aria e che pure ieri mi ha fatto scappare dalle Universiadi visto che mi devo ritrovare al tavolo qualcuno che fa populismo”.

SPORTAL.IT

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