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Di Canio, bordate su due della Juve e inno a Conte

L'ex tornante su Sky demolisce i bianconeri ed esalta il tecnico nerazzurro

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Se in passato il suo bersaglio preferito era Lukaku, che segue dai tempi della Premier e che ha sempre criticato senza mai rinnegare nulla anche quando il belga sembrava inarrestabile, ora Paolo Di Canio ha messo nel mirino la Juve. L’ex tornante di Lazio, Milan, Napoli e Juventus su Sky boccia tutti e se la prende in prende in particolare con due giocatori della Vecchia Signora.

Di Canio stronca Ronaldo

Sotto accusa Ronaldo e non solo per la prova del tutto deludente con la Fiorentina. Di Canio risale all’episodio di Cr7 in barriera contro il Parma e dice: “Mi aveva deluso contro il Porto, questa è ancora peggio. Dopo il Porto si era messo di nuovo in posa con gli addominali, poi su quella barriera si chiude come uno Startac per non prendere una pallonata. Da piccoli tutti abbiamo giocato per tornare a casa con occhi neri e ginocchia sbucciate, per me è un grandissimo atleta e campione, ma qui non si può vedere dai. Poi un’altra cosa, metti il coccodrillo e non salti. Ma se la prima volta si toglie, la seconda ce lo rimetti”.

Poi tocca a Pirlo e alla squadra tutta: “Approcci quasi tutti sbagliati e non riconosciamo nessuna identità. Non sappiamo cosa voglia fare in campionato: la sensazione è che se la giochi alla pari con tutti. Nessuno ha paura di lei. Dal punto di vista tecnico non è stata superiore a Benevento e Crotone. I 13 punti di distacco dall’Inter non sono solo i 13 punti, ma come stanno arrivando. Con non prestazioni. La Juve è soddisfatta? Solo per capire, trova qualcosa di positivo?”.

Rabiot paragonato a un giraffone

Di Canio era stato criticato per aver definito Lukaku un panterone moscio ma ora va oltre: “vado al manicomio. L’anno scorso sentivo parlare di Rabiot come tecnico, forte e poi… Se Lukaku è il panterone moscione per me, lui è il giraffone moscione. E’ un metro e 91 perde i contrasti con giocatori di un metro e 28″.

Di Canio elogia il lavoro di Conte

Infine Di Canio si sofferma su Conte: «Lui, quando sceglie di epurare alcuni giocatori per particolari atteggiamenti e frizioni interne in seno al gruppo, va a prendere persone serie e giocatori importanti. All’inizio faticano perché è difficile, però quando capiscono che è la via per arrivare ai risultati ti seguono. Questa è la grande forza di tutti: tiene il gruppo a 360°. Secondo me non esiste giocare bene o male, esiste il gradimento, il senso di sacrifico e l’abnegazione. Escono fuori tutte queste caratteristiche: è vicino l’obiettivo, ma già dall’anno scorso è lì a prendersi tutto».

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