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F1, Ferrari: il punto dopo il Gp del Canada, tutti gli errori da evitare

Dopo il Gran Premio del Canada è tempo di bilancio in casa Ferrari che ha visto un ottimo Sainz, una buona rimonta di Leclerc ma torna da Montreal con un -49 nel mondiale piloti

Pubblicato:

Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

Bene ma non benissimo. La Ferrari torna da Montreal dopo un Gran Premio del Canada all’attacco. La scuderia di Maranello ha ritrovato affidabilità, punti e prestazioni. Ma la vittoria di Max Verstappen sulla Red Bull proprio davanti a Carlos Sainz con Charles Leclerc costretto al 5° posto dalla partenza in fondo alla griglia, causa cambio della power unit, hanno compromesso la rincorsa mondiale del monegasco staccato ora di 49 punti dall’olandese. Difficile quindi stabilire se davvero la gara canadese possa essere stata la svolta della stagione della rossa.

Ferrari, gli aspetti positivi dopo il Gp del Canada

Una vittoria sfiorata, un pilota ritrovato, Sainz in entrambi i casi, la solidità mentale di un Leclerc sempre focalizzato sull’obiettivo, lui crede nel titolo mondiale anche a -49 da Verstappen. La Ferrari in Canada è stata la macchina più veloce in pista. Quella che ha sfruttato, una volta tanto, meglio le gomme, sia la mescola dura che quella media, specialmente con Sainz tornato finalmente in palla. Le note liete ci sono dentro un week end canadese costellato di pericoli dopo il doppio ritiro di Baku.

Il giro veloce dello spagnolo capace di restare in battaglia con Verstappen per tutta la gara sono buone notizie. Facendo il paio con la gara solida di Monaco, sporcata solamente dalla strategia e dalla sfortuna nelle stradine del Principato, si può ben dire che la Ferrari conta finalmente di due piloti top, come la Red Bull che per la prima volta ha mostrato invece un Perez non esattamente in palla, al di là del ritiro causa problema di affidabilità della sua Red Bull, altro aspetto positivo. Si rompono anche le “lattine”. E non è poco dopo Baku.

Ritardi al pit stop: il male oscuro della Ferrari

Lo ha riconosciuto lo stesso Mattia Binotto: “Gli errori ai pit stop sono troppo ricorrenti”. La Ferrari fa mea culpa, finalmente verrebbe da dire, dopo l’ennesima gara condizionata da un errore, che sia al muretto, vedi strategia a Monaco, o durante il cambio gomme, con quei due secondi persi sulla posteriore sinistra di Leclerc che ne hanno condizionato la rimonta, e costato forse il podio, facendo rientrare il monegasco dietro il trenino di Stroll e compagnia.

La Ferrari a Montreal è sembrata anche molto veloce sul rettilineo dimostrando, forse, di aver colmato il gap in termini di velocità massima, con la Red Bull, la difficoltà di Leclerc e Sainz di uscire dal tornantino che immetteva sul lungo rettilineo finale ha dimostrato qualche problema di trazione da parte della SF-175, anche in virtù di una scelta che ha privilegiato la frenata e la velocità a scapito dell’uscita di curva che impediva puntualmente a Sainz di restare attaccato a Verstappen, e a Leclerc di liberarsi agilmente di Ocon nella parte centrale della gara.

La Ferrari in Canada: da Vanzini a Terruzzi passando per Chinchero

Il telecronista ufficiale di SkySportF1, Carlo Vanzini dà un consiglio a Maranello dopo Montreal: “La Ferrari risponde al doppio ritiro di Baku con una prova solida a Montreal. Adesso per la Rossa non è il momento di guardare le classifiche, ma di pensare a tornare a vincere”. Insomma meglio, per ora, mettere da parte il Mondiale, e pensare gara dopo gara visto che è da un po’ che non si vince.

Più drastico il giornalista e opinionista Roberto Chincero su motorsport.com: “La Ferrari è veloce, ed in termine di prestazione pura ha tutto per provare a giocarsela, anche in chiave mondiale, ma serve una solidità perfetta, quella che Red Bull ha cementato lo scorso anno durante l’intensissimo duello con la Mercedes”. Il riferimento è alla sbavatura di Sainz in qualifica costata la prima fila, forse addirittura la pole, e l’erroraccio al pit di Leclerc.

Sempre istrionico, mai banale, Giorgio Terruzzi sul Corriere della Sera: “la Ferrari, dopo tre gare negative, ha mostrato una vivacità che raddrizza in parte il morale della truppa; attende una vera rivincita a Silverstone. Mentre i tifosi sperano, gufano, immaginano il momento in cui anche Verstappen dovrà pagare pegno tecnico”.

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