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F1, GP Ungheria pagelle: Verstappen incontenibile. Ferrari preoccupante: Leclerc e Sainz svuotati

Voti, pagelle, top e flop in salsa magiara dal Gran Premio di Ungheria dodicesima prova del Mondiale di F1

23-07-2023 17:23

Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

Vince sempre lui e sono 7 di fila! Max Verstappen si è preso pure il Gran Premio di Ungheria, dodicesima prova del Mondiale di Formula 1 2023. Alle sue spalle il vuoto anche se Lando Norris emerge ancora una volta con la McLaren e Sergio Perez si prende la solita ridda di sorpassi facili dopo qualifica pessima. Hamilton dorme al via e spreca la pole, peggio fa Zhou ma ne parleremo… E le Ferrari? Verrebbe da stendere un velo pietoso, pure Sainz e Leclerc sembrano un po’ allo sbando. Li ritroveremo sicuramente tutti o quasi tra i “top e flop” della domenica magiara con le nostre pagelle.

F1, pagelle Gran Premio di Ungheria – Hungaroring

    • Max Verstappen (Red Bull) 10: manca l’aria condizionata di serie alla sua Red Bull, magari quel geniaccio di Newey ci sta pensando, per il resto c’è poco da dire. Domina e sembra avere anche del margine come quando in partenza tiene tutti alle spalle, illude i suoi avversari e poi pian piano va via in solitaria come ci fosse solo lui in pista. Ed infatti per la vittoria è così. Basta, chiuso, ci vediamo in Belgio per la stessa solfa…
    • Lewis Hamilton (Mercedes) 5: il suo week end meriterebbe 10 anche solo per al pole numero 104 della carriera ma da un vecchio volpone come lui una dormita del genere in partenza, proprio oggi, non ce la saremmo aspettata. Non avrebbe vinto, certo, ma in quel momento ha perso il podio perchè aveva un gran passo. Tirata d’orecchie che ci sta.
    • Lando Norris (McLaren) 9: in due settimane fa due podi di fila, ringrazia la McLaren che gli han messo su, ci mette del suo, e il resto vien da se. Bene, bravo, complimenti per il bis.
    • Oscar Piastri (McLaren) 6: come a Silverstone sente odore di podio ma nel finale gli manca ancora una volta qualcosa, un po’ di manico, forse anche un po’ di gomma nella gestione, e scivola indietro. Ma il passo c’è, il pilota pure. Sarà per la prossima volta.
    • Guanyu Zhou (Alfa Romeo) 4: riesce nell’impresa di fare un sabato da leone e una domenica da pecora, anzi da capra. Completamente piantato in partenza come quelli che si addormentano al semaforo, riesce pure nell’impresa di “imbruttire” in pochi metri la sua di gara, quella di Ricciardo e quella delle povere Alpine. Parte male, frena ancora peggio facendo strike. E ci fermiamo qua visto che a insultarlo ci avran pensato sicuramente Ocon e Gasly.
    • Charles Leclerc (Ferrari) 5: spento come tante volte lo si è visto quest’anno quando la Ferrari non va. L’impegno non manca ma l’errore in pit lane che gli costa 5″ di penalità e una posizione, è il classico segnale di chi vorrebbe fare di più ma non ci riesce, anzi combina pasticci, cosa peraltro che il team aveva già fatto al primo cambio gomme. Insomma un bel mix di orrori.
    • Fernando Alonso (Aston Martin) 5: la sua verdona è tornata nella sua dimensione, forse erano gli altri in ritardo a inizio stagione oppure son finiti i soldi di Stroll senior per gli sviluppi, fatto sta che ora Nando il podio lo vede col binocolo.
    • Sergio Perez (Red Bull) 6: sì ok il podio, sì ok i sorpassi a ripetizione ma un podio con la Red Bull non fa notizia se continua a “cannare” le qualifiche e se tre mesi fa parlavi di lottare per il titolo. Continuiamo a dargli una sufficienza striminzita in attesa di un week end pulito dal venerdì alla domenica.
    • Carlos Sainz (Ferrari) 6: si salva solo per la gran partenza che fa, dall’11° al 6° posto in una frenata e una curva e perchè a differenza di Leclerc non combina pasticci ma pure lui appare svuotato mai capace di fare tempi in linea con quelli che stavano davanti.

      • Daniel Ricciardo (AlphaTauri) 7: un bel voto di incoraggiamento ci sta per l’australiano che ha fatto il suo ritorno, senza infamia e senza lode sembrerebbe. Ma parte 13° e finisce 13°, nel mezzo la tamponata di Zhou con relativo effetto a catena sulle Alpine che bene non deve aver fatto alla sua AlphaTauri. Finisce comunque davanti a Tsunoda, sia in qualifica che in gara. Non c’è male ed Daniel?
      • George Russell (Mercedes) 7,5: tirata d’orecchie pure a lui che sbaglia le qualifiche compromettendo la sua gara, però ci mette il solito cuore e il solito manico. Risultato? Gran rimonta anche a danno delle Ferrari che gli partivano davanti.
      • Pierre Gasly e Esteban Ocon (Alpine) “premio simpatia”: finire la gara senza quasi cominciarla, dopo pochi metri per colpa di terzi è il massimo della sfiga. Solidali con i due francesi.

GP Ungheria: il top dei top, Norris

La McLaren si conferma e lui si conferma al tempo stesso. A inizio stagione c’era Alonso, ora c’è lui, primo degli sconfitti a prendersi il 2° gradino del podio con una costanza davvero di livello top. L’inglese ha stoffa da campione.

GP Ungheria: il flop dei flop, Ferrari… senza parole

“Senza parole” è il commento alla gara anonima delle due Ferrari. Forse sarebbe il caso che “senza parole” diventasse anche il motto dei proclami di Maranello. L’Ungheria, il riscatto, la pista favorevole, l’assenza di vento, le curve veloci, quelle lente, la McLaren a Silverstone è stato un unicum. Tutto “rinfacciato” e smentito dall’Hungaroring che riconsegna una rossa di nuovo in crisi o mai uscita dalla stessa. Possibile che non si possa cambiare il trend? Ci è riuscita la McLaren perchè non dovrebbe riuscirci la Ferrari? Altra domenica nera per le rosse. E dire che l’Ungheria doveva essere pista favorevole. Sì, ciao, buonanotte cavallino.

Mondiale F1: prossima tappa, Gp Belgio ultima fatica poi ferie

C’è una data segnata sul calendario di tutti i team di F1, è quella di domenica prossima, quando a Spa si correrà il Gran Premio del Belgio. Si tratta dell’ultima fatica prima delle meritate ferie d’estate per tutto il carrozzone. Si chiude in bellezza con tanto di Sprint Race al sabato e gara alla domenica. Poi rompete le righe e arrivederci in Olanda a fine agosto, a casa di Max Verstappen, unico, vero dominatore della F1.

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