Quando sei Federica Pellegrini, inevitabilmente, ogni tua esternazione fa notizia. Anche se si tratta di ciò che non verte strettamente sulla carriera di enorme successo sportivo che ha condotto la Divina a entrare a pieno merito nella Hall of fame, a ricoprire ruoli istituzionali e a assumere posizioni anche scomode su temi e argomenti controversi.
Se, poi, il suo nome si abbina a quello di Jannik Sinner attuale numero 1 del ranking mondiale il quale ha accettato, ragionando con i suoi consulenti legali, l’accordo senza andare al TAS quanto dichiarato in forma pubblica assume una valenza potenziale enorme.
- Federica Pellegrini si espone su Sinner
- Pro o contro Sinner?
- L'inattesa convergenza di Pellegrini sulla responsabilità
Federica Pellegrini si espone su Sinner
Oggi, mercoledì 19 febbraio, Federica Pellegrini era presente alla presentazione dei pacchetti dei Giochi Olimpici invernali di On Location a Milano, in qualità di ambassador e importante riferimento sul piano dell’immagine delle istituzioni sportive. Come prevedibile le è stato chiesto del suo ruolo, della sua inarrivabile carriera segnata da medaglie olimpiche e primati mondiali. Come della strettissima attualità, ovvero di Sinner e della sua decisione in merito al caso Clostebol per il quale era stato già assolto.
Federica ha commentato l’accordo stipulato tra Jannik e la Wada (Agenzia mondiale antidoping) senza andare al Tas, dopo l’assoluzione per il caso Clostebol, una soluzione che ha evitato a Sinner di fatto di finire di nuovo sub iudice accettando in cambio uno stop di 3 mesi. Una scelta che, com’è noto ed è stato illustrato con dettagli approfonditi negli articoli dedicati, non comporterà un danno in classifica e un impedimento a iscriversi ai prossimi tornei del Grande Slam della stagione.
Pro o contro Sinner?
L’ex campionessa olimpica di nuoto ha destato un certo clamore per la sua risposta, non proprio schierata con l’attuale miglior giocatore del tennis mondiale. Pur non imputando responsabilità alcuna a Sinner, Federica ha parlato della responsabilità dello staff e del doverne sempre e comunque rispondere.
“Ciò che è successo è stato un problema di protocollo. Secondo me Jannik non ha voluto in nessun caso prendere delle scorciatoie, questo è quello che penso da atleta e non”, ha detto Pellegrini, ambassador dell’hospitality ufficiale di Milano-Cortina 2026, a margine dell’evento a Palazzo Giureconsulti per le Olimpiadi invernali.

Sinner vincitore degli Australian Open e Federica Pellegrini
L’inattesa convergenza di Pellegrini sulla responsabilità
Pellegrini ha poi aggiunto: “È vero che la storia ci rende un po’ responsabili tutti, anche per quello che fa il nostro team su di noi. Se un atleta, in qualsiasi altro sport, è stato trovato positivo a qualche sostanza, la negligenza è comune, purtroppo. Perché vai in farmacia e magari c’è un aminoacido contaminato o una crema venduta con una contaminazione dentro. I casi sono tantissimi, il problema è che tutti questi casi hanno avuto un periodo di sospensione di negligenza, che non è un doping conclamato con colpa effettiva ma una negligenza. Quindi una svista”, ha tenuto a precisare l’ex campionessa in una veste alquanto rara, se non inedita.
Affermazioni che, adesso, la mostrano più interprete delle istituzioni che ex sportiva convergendo sulla responsabilità che a simili livelli si pretendono dai team e dagli stessi atleti e atlete.
