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Gigi Datome racconta la sua preoccupazione

Il cestista azzurro, sotto contratto con il Fenerbahce, si trova a Istanbul.

05-04-2020 14:48

Gigi Datome racconta la sua preoccupazione Fonte: 123RF

Dalla sua casa di Istanbul, in attesa di capire quali decisioni che saranno prese sul destino dei tornei di basket, Gigi Datome racconta la sua esperienza personale: “Qui in Turchia, come in altri paesi, siamo un po’ in ritardo, rispetto a quello che e’ successo in Italia – ha detto nel corso di un’intervista a ‘Radio1 Rai’. Sembra un film gia’ visto: all’inizio quelli che giravano con la mascherina venivano quasi presi in giro, sembravano esagerati. Qui non ci sono ancora restrizioni ma tante persone, vedendo quello che sta succedendo in tutto il mondo, hanno deciso di stare a casa”.

“Io resto in casa e cerco di rispettare le regole – ha aggiunto il cestista della Nazionale -. Sono costantemente in contatto con quello che succede in Italia e spero che tutto questo finisca al più presto”.

Datome ha parlato anche della possibile ripresa dei tornei: “Ci dovranno essere delle sicurezze per poter pensare solo alla pallacanestro – ha detto -. Se, supponiamo a luglio, ci saranno le condizioni di poter giocare, di poterci allenare e di viaggiare, se le persone potranno venire a vederci nei palazzetti, allora potremmo riprendere a giocare, e lo vorremmo tutti. Se non ci saranno queste condizioni bisognerà pensare a come affrontare la prossima stagione, perché comunque la vita non sarà più la stessa e neppure lo sport”.

Sul possibile taglio degli stipendi dei professionisti, Datome ha aggiunto: “Noi non ci stiamo allenando e non stiamo più giocando, mentre i club hanno perso le entrate dai botteghini e dai diritti tv. Basta aprire gli occhi e vedere che cosa sta succedendo nel mondo per rendersi conto che lo sport non è l’unico settore che sta subendo un danno economico, quindi un taglio agli stipendi è inevitabile. In che termini ancora non so, prima bisognerà capire se c’è una possibilità di andare avanti e poi sarà naturale affrontare il discorso”.

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