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Totò Schillaci, che fa oggi l'eroe delle Notti Magiche di Italia '90

Lo sguardo spiritato e tante vite già vissute per l'ex bomber della Juve

29-03-2022 14:31

Quegli occhi spiritati, cerchiati di rosso e degni di un film horror come di un quadro neorealista, hanno caratterizzato la sua carriera. Totò Schillaci ha compiuto da pochissimo 57 anni, ma di vite ne ha vissute tante. Dal Cep di Palermo, quartiere povero dove si fece notare da giovanissimo come centravanti dell’Amat, al volto simbolo degli azzurri durante il Mondiale di Italia ’90.

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Totò Schillaci, gli inizi a Palermo

La sua Palermo gli è rimasta addosso, sempre:

“Ce l’ho fatta, perché ho avuto il coraggio, magari l’incoscienza, di puntare tutto sul calcio: dopo un anno e mezzo che aggiustavo le gomme, e dopo, sfinito, mi andavo ad allenare, ho deciso che dovevo scegliere. E ho scelto il calcio, dandomi una scadenza. Se non avessi sfondato, mi sarei rimesso a bottega”, ha dichiarato anni addietro, quando gli fu chiesto di narrare i suoi inizi.

Totò Schillaci e l’avventura di Italia ’90: le sue Notti Magiche

Un gol dietro l’altro (“Vuol dire che qualcuno, da lassù, ha deciso che Totò Schillaci dovesse diventare l’eroe di Italia ’90. Peccato che poi si sia distratto durante la semifinale con l’Argentina. Una disdetta: abbiamo preso solo un goal in quell’edizione dei Mondiali, e quel gol ci ha condannati”) prima della delusione ai rigori contro Maradona in semifinale. Fu lui a chiedere a Vicini di non tirare dal dischetto per poi ammettere lo sbaglio:

“Dopo ho passato due ore dentro lo spogliatoio a fumare, non ho trattenuto le lacrime. E’ stato un sogno che ci è scivolato dalle mani”.

Dal Messina il salto grande fino alla Juve dove diventa Totò-gol. Poi litiga con la società, perché dirà “non mi perdonarono che avevo lasciato mia moglie”. Poi fu l’era dell’avventura incolore all’Inter.

Totò Schillaci e la decisione di trasferirsi in Giappone

Da lì in Giappone per concludere lì, dove la sua immagine viene quasi idolatrata, la sua carriera.

L’esperienza di “Totò-san”, come lui stesso dichiarerà, non fu facile. Gioca comunque per due anni, dal 1993 al 1994, con la maglia dello Jubilo Iwata. La favola del signor Nessuno salito sul tetto della popolarità mondiale è però farcita di aneddoti e storie.

Totò Schillaci: la vita privata

Due matrimoni (la prima moglie, Rina Bonaccorso vive in condizioni di estrema difficoltà ed è stata costretta a dormire in una roulotte), i cori razzisti in ogni stadio (“Ed è triste che siano state le città del Sud, Bari e Napoli, ad avermi insultato di più”); il «Ti faccio sparare» rivolto al bolognese Poli (“Era una frase detta così, nella foga del momento, ma non dovevo dirla: ne pagai a lungo le conseguenze”); il pugno contro Baggio (“Nella Juventus e in Nazionale siamo diventati amici. Dividevamo la stessa camera, lui parlava poco, io niente. Eppure, nonostante questo, una volta facemmo a cazzotti. Anzi, fui io a rifilargli un pugno”) e in testa solo e sempre una cosa. Fare gol.

“Da quando ero ancora un moccioso, l’unica cosa che contava per me era segnare, a dispetto di tutti, compagni e avversari. Una voglia sfrenata, che non è mai finita. Ma io non potevo cambiare, perché se perdevo quella mia voglia matta di goal perdevo tutta la mia forza di calciatore. Da noi, per emergere, devi avere la fortuna che qualcuno venga a scovarti. Non ci sono scuole calcio, i club investono poco nel settore giovanile. Ho conosciuto tanti ragazzi che potenzialmente sarebbero stati dei talenti e che si sono scoraggiati. Ho sempre cercato di giocare per la squadra, almeno finché non vedo la porta. In quel momento scompare tutto. Siamo io, lei e il portiere. Se capisco che c’è il varco giusto, io ci provo. Un attaccante deve ragionare così e fidarsi del proprio istinto. Altrimenti quando segna?”. In sintesi, la sua filosofia.

Che cosa fa oggi Totò Schillaci: dalla tv alla scuola

Con i soldi guadagnati in Giappone, Totò torna poi in Italia, e nella sua Palermo apre un centro sportivo, comprensivo di campi di calcio in erba sintetica e gestisce dal 2000 la “Scuola calcio Louis Ribolla”.

Il personaggio Schillaci, anche con l’obiettivo dichiarato di voler lavorare in tv, è tornato alla ribalta grazie alla sua partecipazione al reality “L’isola dei famosi”, “Quelli che il calcio” e ad apparizioni in alcune fiction. L’ultimo programma, in ordine di tempo, in cui figura è “Back to school”, format condotto da Nicola Savino e in onda su Italia1.

Un personaggio istrionico, sfaccettato e che non ha mai negato di godere di secondo opportunità, nella sua esistenza. Ma per tutti rimarrà sempre Totò-gol, quello delle Notti Magiche.

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