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Julia Ituma, la stella del volley azzurro morta a 18 anni: l'oratorio, Club Italia e i record della nuova Paola Egonu

Chi era la giovanissima campionessa morta a Istanbul, nella notte del 12 aprile dopo la partita disputata con la Igor Volley Novara. Dai campi della periferia di Milano al palco europeo

13-04-2023 14:53

Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Julia Ituma aveva solo 18 anni, spesi tra i campi per giocare a pallavolo. La sua esistenza si è conclusa a Istanbul, in Turchia, dove si trovava in trasferta con la sua squadra, la Igor Gorgonzola Novara, per inseguire un sogno, per chi come lei si allenava nella struttura parrocchiale di San Filippo Neri fino a pochi anni prima. Quell’obiettivo era la semifinale di Champions League, disputata contro l’Eczacibasi il 12 aprile.

Julia Ituma, la tragica morte di un talento unico

Invece quell’enorme talento sprigionato dalle qualità che la avevano resa unica, magica tra le tante pallavoliste che a quell’età cercano di emergere è rimasto quasi sospeso, potenziale in questa tragedia umana prima che sportiva. Julia aveva solo 18 anni ed era arrivata da poco a indossare la maglia della Igor Volley dopo un cammino esemplare.

Tant’è che da quando giocava come opposto, ruolo in cui eccelle la nostra Paola Egonu, i paragoni si sprecavano come se fosse ovvio, per lei, affrontare simili parallelismi con la più grande campionessa italiana e mondiale.

D’altronde, quando nella periferia milanese su quel campo parrocchiale la aveva notata il rappresentante del Comitato Territoriale di Milano Monza Lecco, qualcosa era già scritto. per quella ragazzina che giocava, per divertirsi, in via Gabbro. Classe 2004, si fece notare per la sua altezza notevole e le indubbie possibilità. Il giorno dopo, pare, era già reclutata dal Club Italia per una causa che è diventata anche la sua.

Chi era Julia Ituma

Nata a Milano, 18 anni fa l’8 ottobre 2004 da genitori di origine nigeriana, Julia aveva effettuato un percorso coerente con il talento dimostrato nel corso della sua infanzia e adolescenza: aveva anche fatto le solite trafile per le pallavoliste del suo livello.

Fonte: IPA

Notata quando giocava in una piccola palestra parrocchiale di Milano, all’oratorio San Filippo Neri di via Gabbro, poco più che bambina, il suo talento l’ha condotta subito lontano. Aveva un idolo che è anche fonte di ispirazione per lei che si imponeva miglioramenti continui: Robertlandy Simon.

Le premesse e la stima di Bellano

In un’intervista di circa tre anni fa a Sportmediaset, il tecnico del Club Italia aveva spiegato o tentato quell’unicum che portava con sé Julia.

Come consapevolezza e professionalità è molto più avanti di altre colleghe più grandi di lei“, disse Massimo Bellano. “Ha già l’idea chiara di dove e come vuole arrivare. Giorno dopo giorno si mette a disposizione per capire e apprende molto velocemente attraverso il suo talento. Si capisce perché nel giro di pochi mesi ha fatto un salto di qualità così importante”.

Pasquale D’Aniello, ct dell’U16, aveva detto e fatto di più: “Di ragazzine ne ho viste tante, ma lei ha qualcosa in più. La prima volta al Pavesi, senza mai aver allenato la tecnica del salto, ha fatto dati impressionanti. Nel giro di un anno e mezzo è diventata una delle giocatrici più importanti in questa categoria”.

“Per lei Paola (Egonu, ndr) deve essere un punto di riferimento, così come per chiunque metta la maglia Azzurra. Paola è un’atleta di importanza mondiale e per Julia sarà una bella stella polare da raggiungere”, aveva aggiunto.

Già allora i grandi club, come Scandicci e Busto Arsizio si contendevano le prestazioni di Julia Ituma quando era ancora 15enne e poco nota al grande pubblico di appassionati. Invece l’estate scorsa si è aggiudicato questo talento la Igor Volley Novara, con la quale era in trasferta a Istanbul dove si è consumata la tragedia.

Fonte: ANSA

I successi con la maglia azzurra

Con la nazionale U18, Julia è arrivata nella finale del Mondiale di categoria, ma soprattutto si è fatta conoscere ed apprezzare a livello individuale chiudendo da Best Scorer con 139 punti realizzati la rassegna iridata (seconda nella classifica dei servizi vincenti). Numeri che spiegano e consentono di comprendere come, a 17 anni, fosse già indicata come una promessa se non oltre. Una futura maglia azzurra, nella nazionale maggiore.

Ituma aveva seguito un percorso di crescita con il Club Italia, come accennavamo. Un giovanissimo talento che la scuola federale aveva plasmato e che si proiettava già verso successi importanti e che i numeri suggerivano, anche nelle esperienze precedenti a Novara.

Alta 192 centimetri, di ruolo opposto dopo aver provato in campo anche quello di schiacciatrice, Julia era una promessa del volley italiano e aveva già dimostrato una maturità sportiva impressionante quando era poco più che una ragazzina, studentessa del Liceo Scienze Applicate Ettore Conti. Julia era stata protagonista con la Nazionale Under 19 (oro europeo la scorsa estate e riconoscimento di miglior giocatrice del torneo) e con l’Under 18 vicecampione del mondo nel 2021.

Chi la indicava, tre anni fa, come la pallavolista del futuro non ha sbagliato nulla. Immaginava un presente. E un futuro che si interrotto a Istanbul, in Turchia, nella notte successiva ai suoi punti messi a segno in Champions.

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