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Juve, scende in campo Elkann: la strategia e le rassicurazioni sul futuro

Dopo la nomina del nuovo organigramma societario John Elkann è in prima linea per definire il futuro della Juventus: la rassicurazione sull'aumento di capitale e la strategia difensiva

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Le dimissioni di massa dei membri del Consiglio di Amministrazione ha rappresentato, in casa Juventus, solo il primo di una serie di eventi in successione che hanno già stravolto o sono destinati a stravolgere l’immediato futuro del club bianconero almeno a livello di gestione societaria.

Bufera Juventus, Elkann detta la linea: nuovo organigramma e rassicurazioni ad Allegri

La speranza di John Elkann e dei tifosi è che la squadra, con un Max Allegri con pieni poteri nell’area tecnica insieme al ds Federico Cherubini, riesca a tenere la barra dritta, sulla scia della striscia di sei vittorie consecutive con cui si è chiuso il 2022, centrando l’obiettivo minimo della qualificazione alla prossima Champions League e riuscendo magari ad alzare un trofeo dopo che nella stagione 2021-’22 si è interrotta la striscia di 10 annate consecutive con almeno un titolo messo in bacheca.

I risultati del campo, tuttavia, saranno figli di una ritrovata stabilità societaria. Per questo lo stesso Elkann ha voluto prendere in mano la situazione in prima persona, assumendo decisioni forti ed immediate dopo l’azzeramento del Cda: la nomina di Giancarlo Ferrero come presidente e di Maurizio Scanavino come dg tratteggiano un futuro prossimo all’insegna di quello che è già stato ribattezzato come un “governo tecnico”, che potrebbe rivelarsi fondamentale più che prezioso in vista del possibile processo da affrontare.

Juve, Elkann tranquillizza soci e tifosi: “Aumento di capitale non necessario”

La decisione della Procura di Torino di chiedere il rinvio a giudizio per 11 dei 16 indagati (15 più la Juventus come soggetto giuridico) dell’inchiesta Prisma potrebbe essere infatti il preludio alla decisione del Gup di approvare la richiesta della Procura, dando quindi il via libera al processo.

In tal senso, se proprio le dimissioni del Cda hanno evitato il rischio che il Gip facesse ricorso contro la decisione di non accogliere le misure cautelari restrittive chieste nei confronti dei consiglieri in vista dell’assemblea degli azionisti che il 27 dicembre dovrà approvare il bilancio tuttora nel mirino della Procura, significativa è la presa di posizione dello stesso Elkann, che durante l’annuale conference call sull’andamento del gruppo Exor nella giornata del 30 novembre ha anticipato che non verrà effettuato alcun aumento di capitale, dal momento in cui il club si trova “in una situazione in cui le direzioni da seguire sono molto chiare”.

Un modo efficace per rassicurare i tifosi e lo stesso comparto tecnico circa la solidità della società e anche per dare forza e legittimazione alle nuove figure appena introdotte nei ruoli chiave di presidente e dg. “Il calcio è un settore di grande valore e pensiamo che gli ingredienti di cui dispone la Juventus, e la leadership che la dirige, la renderanno di valore superiore a quello che ha oggi” ha aggiunto Elkann.

La strategia della Juventus: il contrattacco del club e la richiesta di trasferimento dell’indagine

Così, mentre sul piano sportivo tutto si gioca sull’articolo 31 del Codice, che al comma 4 prevede “penalizzazione di uno o più punti in classifica” per la società che “mediante falsificazioni dei propri documenti contabili o amministrativi, si avvale delle prestazioni di sportivi professionisti con cui non avrebbe potuto stipulare contratti sulla base delle disposizioni federali vigenti”, le idee sembrano chiare anche in vista della battaglia legale che potrebbe prendere forma qualora gli indagati finissero davvero sotto processo.

A confermarlo la nota pubblicata dal club, in cui si ribadisce la ferma convinzione che i dirigenti abbiano operato in modo corretto: “Il trattamento contabile adottato nei bilanci contestati (2019-2020, 2020-2021 e 2021-2022, ndr) rientra tra quelli consentiti dagli applicabili principi contabili”. Ferma anche la presa di posizione sul fronte plusvalenze, manovra stipendi e falso in bilancio, con la sottolineatura come Consob contesti “un valore considerevolmente minore di plusvalenze, peraltro senza menzione di falso in bilancio”.

Altro punto importante è quello legato alla richiesta dei legali della Juventus di trasferimento dell’indagine dalla Procura di Torino a quella di Milano, articolata in un’istanza di 26 pagine nella quale si sottolinea come il reato più grave tra quelli contestati, la manipolazione del mercato, si sia consumato proprio nel capoluogo lombardo, sede della Borsa valori. La Procura di Torino è però pronta ad opporsi a tale richiesta.

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