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Juventus, il giallo della fattura corretta a penna: rivelato il retroscena

Nelle motivazioni della Procura federale sulla sentenza sul -15 ai bianconeri c'è anche un documento che scotta

31-01-2023 08:50

Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua lunga carriera ha vissuto da inviato importanti eventi come i Giochi Olimpici, i Giochi del Mediterraneo e gli Europei di Calcio. Ha collaborato con importanti agenzie di stampa e quotidiani nazionali. Se fosse un calciatore, sarebbe sicuramente l’uomo d’ordine (e il capitano in pectore). Per Virgilio Sport cura specialmente la sezione dedicata al Calcio

Ci sono volute 37 pagine per spiegare tutte le motivazioni della sentenza che ha portato la Procura della Figc a penalizzare la Juventus di 15 punti per false plusvalenze. Un faldone ricco di intercettazioni, email, carte e prove che testimonierebbero l’esistenza di un vero e proprio sistema continuato per alterare i bilanci e sopravvalutare il valore dei giocatori con la complicità più o meno tacita e consapevole di altri club ma c’è anche un altro documento bollente su cui si basa l’accusa.

Juventus, nelle motivazioni c’è anche una fattura corretta a penna

Agli atti è stata depositata anche una carta con una fattura corretta a penna in relazione allo scambio Akè/Tongya con l’Olympique De Marseille. Un caso giudicato “eclatante” dalla procura, in attesa dell’annunciato ricorso del club bianconero. Questi gli estratti della sentenza

L’operazione, apparentemente costruita con contratti indipendenti, è in realtà un vero e proprio scambio e viene così qualificato dalle mail interne: “scambiamo Tongya con Akè, entrambi trasferimenti definitivi identici” . E alla richiesta se “dobbiamo condizionarli l’uno all’altro?” la risposta è “li abbiamo condizionati l’uno all’altro” . Il punto maggiormente significativo è quello riferibile alla fatturazione.

La fattura emessa dall’Olympique De Marseille con destinatario la FC Juventus S.p.A. e con causale “compensazione” dell’operazione di scambio viene materialmente corretta a penna e “barrata” in ogni dove e riscritta dalla FC Juventus S.p.A. e rispedita al mittente chiedendo di modificarla per evitare che potesse essere compreso all’esterno che l’operazione era effettivamente di mero scambio (cioè permuta) e non certo composta da atti indipendenti.

Juventus, le prove sulla falsificazione della fattura

I dirigenti della FC Juventus S.p.A. dicono espressamente che si deve evitare di evidenziare la compensazione.  Ed è anche interessante notare come i dirigenti della FC Juventus S.p.A. debbano persino superare una iniziale resistenza dell’Olympique De Marseille nel recepire le correzioni inserite a penna dalla FC Juventus S.p.A., tanto da costringere l’Olympique De Marseille ad un richiamo a buona fede nel chiedere che sia mantenuta la dicitura “compensazione” nella fatturazione da essa inviata”

Juventus, per Tuttosport c’è la soluzione al giallo

Cosa sia effettivamente avvenuto prova a chiarirlo Tuttosport, che nega la versione della Corte d’Appello Federale e ricostruisce diversamente la vicenda scrivendo: Il Marsiglia spedisce la fattura per l’operazione Akè/Tongya e ci sono due problemi. Il primo è l’indirizzo sbagliato della sede della Juventus: Corso Galileo Ferraris 32, dove la palazzina che ospitava la sede bianconera fino a qualche anno fa è in fase di radicale ristrutturazione.

il secondo riguarda la modalità del Marsiglia e la compilazione della causale: trattasi di ‘compensazione’ per i francesi, ma la Juve non può registrare la permuta tra i due giocatori. La Juve allora rispedisce la fattura correggendo l’indirizzo e scrivendo un appunto. Di fatto chiede di ricompilare il tutto e di cambiare. Ma la fattura non è stata corretta a penna: è arrivata poi giusta a Torino.

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