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La denuncia della calciatrice: "Esclusa dalla squadra perché incinta"

Lo sfogo di Alice Pignagnoli, portiere della Lucchese: "Il club non voleva pagarmi". Ma la società nega.

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La denuncia della calciatrice: "Esclusa dalla squadra perché incinta" Fonte: Facebook

“Ho annunciato di essere incinta e mi hanno tolto lo stipendio”: è durissima la denuncia di Alice Pignagnoli, portiere di calcio professionista attualmente sotto contratto con la Lucchese nella Serie C femminile.

La donna, 33enne nata a Reggio Emilia, ha un passato nella Reggiana, nel Milan e nella Torres, con cui ha vinto uno scudetto nel 2012. Dopo lo sfogo sui social, la sua storia è stata ripresa da diversi media.

Alice Pignagnoli: “Sono incinta e il club non voleva pagarmi”

“A metà ottobre ho scoperto di essere incinta per la seconda volta – ha spiegato Pignagnoli -, l’ho comunicato al manager della Lucchese, e mi sono sentita dire che gli impegni presi in estate vanno rispettati: non era più loro intenzione pagarmi ciò che mi spetta”.

Il portiere ha specificato che sono solo i dirigenti ad averla delusa: “Il mister e le ragazze sono state fantastiche, la società invece mi ha detto che non mi avrebbe più pagato nonostante quello che era scritto nel contratto e piano piano ha cominciato a escludermi dalla squadra. Fino a ieri mattina non mi erano nemmeno state pagate le prime tre mensilità di questa stagione. Poi è uscita la notizia, ed ecco arrivati i soldi”.

Pignagnoli: “Mi hanno sbattuto fuori dalla squadra”

“Prima mi hanno chiesto di restituire il materiale sportivo nonostante io sia tesserata fino a fine stagione, poi di liberare il mio posto letto, e di fatto mi hanno sbattuto fuori dalla squadra senza dire una parola. Se proprio era necessario escludermi, e non ne capisco il motivo, potevano almeno dire qualcosa visto che ho giocato due mesi per loro e ho fatto la mia parte”.

“Se venisse fatto con un’impiegata, gli venisse tolto il computer, poi la scrivania, poi la possibilità di entrare in ufficio ci sarebbero cause da milioni di euro, quando lo fa una squadra di calcio è un tema nuovo perché di mamme che giocano ce ne sono poche – ha continuato la Pignagnoli -. Ma penso che il rispetto della dignità umana non si deve dimenticare”.

Pignagnoli: “A Cesena era stato diverso”

“A Cesena ero appena arrivata da due mesi e ho scoperto di essere incinta. Ma la società mi ha trattato da essere umano: mi hanno detto che per loro ero una giocatrice importante e che se volevo potevo restare vicino alla squadra. Hanno rescisso il contratto perché allora era prevista la risoluzione in caso di gravidanza, però mi hanno corrisposto il rimborso spese per stare con le mie compagne. Per me quello è stato un gesto importantissimo perché mi ha permesso di sentirmi parte di qualcosa anche se non potevo giocare, un po’ come quando uno si infortuna. L’atteggiamento è stato completamente opposto”.

Pignagnoli, la Lucchese: “Pagati gli arretrati”

“A giugno partorirò e dal primo luglio sarò svincolata. Chissà se ci sarà una società che avrà la forza di offrirmi un contratto. Ora mi godo la gravidanza, poi si vedrà se qualcuno vorrà dare un’opportunità ad una mamma bis”.

La Lucchese dal canto suo ha fatto sapere di “avere ricevuto la pec il 19 dicembre e di aver pagato gli arretrati il giorno dopo. È la prima volta che una nostra giocatrice è in dolce attesa e stavamo confrontandoci con la Lega per capire come fosse meglio fare: Alice Pignagnoli è a tutti gli effetti una nostra giocatrice”.

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