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Lotito: "Berlusconi mi chiese di acquistare la Lazio". Poi fa il nome del prossimo presidente

La scorta, le minacce di morte, i debiti con l'Agenzia delle Entrate pagati in 23 anni, il futuro: Claudio Lotito si racconta e svela a chi intende lasciare la Lazio.

08-11-2023 11:50

Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Uno sguardo al passato, con un retroscena relativo all’acquisto della Lazio. Al presente, fatto di investimenti oculati e di grandi ambizioni. E al futuro, con l’indicazione del suo “erede” alla guida del club biancoceleste. Claudio Lotito protagonista della trasmissione “Storie di Serie A”, in onda sulla Radio Tv della Serie A con Rds. Il presidente laziale ha concesso una lunga intervista al giornalista Alessandro Alciato, ricca di spunti interessanti.

Lotito, la scorta e le minacce di morte

Il giorno dopo la bella e preziosa vittoria in Champions della squadra di Sarri sul Feyenoord, Lotito si è raccontato in diretta:

Ho solo tre cellulari e sono legati alle varie attività, tra calcio, aziende e vita privata. I rompiscatole mi chiamano a tutte le ore del giorno e della notte, ci sono abituato, anche se ricevo minacce di morte e altre cose sgradevoli. Sono venti anni che accade. A una persona normale possono incutere timore, a me più fanno così e più divento una persona che intende far valere il rispetto delle norme e delle istituzioni.

La scorta? Ci si abitua. Comporta limitazioni alla privacy, ma fa parte del mio ruolo. Sono uno che si adatta sempre alle varie situazioni, che sa usare un linguaggio diverso rispetto a chi ha davanti. Penso che bisognerebbe fare prevenzione, educare i giovani alla legalità. Per quello che mi riguarda, lo sto facendo con la squadra.

Il retroscena legato all’acquisto della Lazio

Quindi un retroscena legato all’acquisto del club, avvenuto su input e suggerimento di Silvio Berlusconi:

Sono sempre stato tifoso della Lazio, da quando avevo cinque anni. Lazio che in quel periodo non navigava in acque tranquille. Ho sempre provato affetto e stima per il presidente Berlusconi, è stato un genio, dove è intervenuto ha portato risultati. In quel periodo era premier ed eravamo molto amici, mi chiamò e mi disse che ero l’unico che poteva risolvere i problemi della Lazio che aveva 550 milioni di debiti. Era preoccupato per questioni di ordine pubblico, ci furono diverse situazioni pesanti, la tifoseria si faceva attraverso metodi non conformi al vivere civile.

Per tutti era una sfida impossibile, a me invece intrigava e alla fine ho accettato. Sarebbe stato più facile, per me, rilevare la Lazio dal fallimento. Mi sono caricato invece di tutti i debiti, compreso quello con l’Agenzia delle Entrate.

Lotiti e i debiti del club dilazionati in 23 anni

Il pagamento è iniziato nel 2004 e si concluderà nel 2027. Lotito e la Lazio hanno avuto l’opportunità di regolarizzare le proprie pendenze a rate:

Ho sfruttato una legge che esisteva dal 2002 e non era mai stata applicata, mica fu fatta ad hoc per me. Se un’azienda fallisce, meglio prendere quello che si può piuttosto che nulla. Mi è stata concessa la possibilità di pagare il debito in 23 anni e l’ho sempre fatto, sei milioni l’anno circa. Ne mancano soltanto quattro. Pago sempre in anticipo, dovrei farlo ad aprile ma tra ottobre e novembre saldo tutto. È giusto, perché sono soldi della collettività. Milioni che lo stato avrebbe perso, invece li ha riguadagnati con gli interessi. Debiti non accumulati dal sottoscritto, ma dalla gestione precedente.

Il prossimo presidente della Lazio: Enrico Lotito

Infine sulla gestione del club e sul suo successore, il figlio Enrico:

Ho sempre cercato di coniugare la gestione economica e quella sportiva. La Lazio dal punto di vista civilistico fa riferimento alla mia persona, ma essendo quotata c’è un azionariato diffuso. Io coltivo sentimenti e passioni di un’intera comunità e ho l’obbligo di mantenere e preservare questa passione. Per la Lazio ci ho rimesso molto, 50 miliardi di lire è quello che ho messo nella società quando sono entrato. Poi mi sono accollato 550 milioni di debiti. Ci metto tanto sentimento, punto sull’aspetto umano e valoriale.

Gli investimenti maggiori li ho fatti a livello infrastrutturale, ho patrimonializzato la società perché voglio tramandarla a mio figlio, che è un laziale appassionato. Enrico è entrato nel sistema, si occupa del settore giovanile, è un ragazzo appassionato con tanta voglia, laureato in Giurisprudenza e che fra poco diventerà avvocato, anche se non eserciterà.

E intanto la Lazio “vede” gli ottavi di Champions. Aumentano le possibilità che i biancocelesti possano passare il turno dopo i risultati di ieri sera.

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