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Mancini ora può cambiare l'Italia: Pessina scala le gerarchie

Il centrocampista, a segno anche contro l'Austria, si candida ad una maglia da titolare contro il Belgio. Scalpitano Chiesa, Locatelli e Belotti.

28-06-2021 12:30

Nell’Italia che piega l’Austria e vola ai quarti di finale di Euro 2020 c’è l’impronta dei cosiddetti gregari di lusso. Etichetta che suona fortemente riduttiva se si pensa all’impatto che questi calciatori hanno avuto sul terreno di gioco di Wembley, trascinando gli Azzurri nel momento sicuramente più complicato e delicato del torneo. 

La rete di Arnautovic – poi annullata a seguito del check VAR – aveva prepotentemente rievocato vecchi fantasmi. Poi, scampato il pericolo, la svolta. Mancini attinge dalla panchina e attua una mini rivoluzione gettando nella mischia Pessina, Locatelli, Chiesa e Belotti, rigorosamente in ordine cronologico.

Il match, fino a quel momento condito da più ombre che luci, sfuma fino ai tempi supplementari ed è proprio qui che le forze fresche inserite dal Ct jesino marcano tutta la differenza di questo mondo: Locatelli avvia la trama, Chiesa la concretizza con il mancino in buca d’angolo già nel primo tempo supplementare. 

Passano dieci minuti e arriva il bis: Belotti lavora un pallone complicato tra le maglie della difesa austriaca e apparecchia per il blitz a rimorchio di Pessina che incrocia e fa 2-0.

Da gregari a trascinatori, insomma. L’Italia si ritrova in casa un importante quantitativo di alternative che, a questo punto, “rischiano” di tormentare i pensieri e le scelte del ‘Mancio’ chiamato a pianificare le giuste mosse in vista del match di venerdì contro i ‘Red Devils’, definendo un piano gerarchico che, prestazioni alla mano, rischia di essere puntualmente stravolto.

L’esperto in materia per eccellenza è sicuramente Matteo Pessina. Uno che, per intenderci, Euro 2020 nemmeno avrebbe dovuto giocarlo, e che oggi è il capocannoniere della spedizione a braccetto con Locatelli. Proprio così perché sono stati gli infortuni di Sensi e Lorenzo Pellegrini a “regalare” al centrocampista dell’Atalanta un posto nel ritiro azzurro. 

Il grande merito della mezzala brianzola è stato quello di saper sfruttare sempre al meglio le occasioni concesse e i goal contro Galles e Austria sono la mera conferma di un ragazzo nato pronto. Uno che cresce alla svelta.

Non a caso stiamo parlando di un calciatore che cinque anni fa giocava in Lega Pro e che oggi – dopo aver fatto le fortune del Verona di Juric – è un elemento prezioso nello scacchiere nerazzurro di Gian Piero Gasperini.

Pessina, però, non è solo. Anzi, si porta appresso una discreta compagnia di giovani rampanti: Manuel Locatelli è già una certezza e ha nelle corde colpi e numeri per insidiare l’apparentemente intoccabile titolarità di Verratti. Poi c’è Federico Chiesa che, del lotto, è uno di quelli che ha giocato meno di tutti ma che ha trovato la chiave per sbloccare la corsa verso i quarti di finale.

Quotazioni in rialzo anche per l’esterno della Juventus, dunque, viste le prove rivedibili del duo Insigne-Berardi. Non può dormire sonni tranquilli nemmeno Ciro Immobile perchè dalle retrovie scalpita anche Andrea Belotti – di certo non più giovanissimo come i sopracitati compagni – ma protagonista di un buon segmento di gara – con assist incluso nel pacchetto – in quel di Wembley. 

La palla passa ora a Mancini. Tra cinque giorni c’è il Belgio. Serviranno gli uomini giusti al momento giusto per una Nazionale che non vuole porsi limiti.

 

 

 

OMNISPORT

Mancini ora può cambiare l'Italia: Pessina scala le gerarchie Fonte: Getty

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