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Marelli: Aia sveglia, stanno massacrando Abisso: ora basta

Il retroscena rivelato dall'ex arbitro comasco

19-12-2020 09:10

“Critiche sì, linciaggi pubblici no”. Con questo post su twitter Luca Marelli annuncia il suo lungo sfogo affidato al profilo Facebook in cui invita l’Aia, il designatore Rizzoli e l’arbitro Nicchi a darsi una svegliata per l’eccessivo accanimento nei confronti dell’arbitro Abisso dopo gli errori commessi in Roma-Torino. Per l’ex arbitro comasco non si può far finta di niente.

Marelli chiede rispetto per Abisso

Marelli spiega di non aver niente contro il Torino ma di non accettare la doppia pagina della Gazzetta sui presunti torti arbitrali dei granata: “Quello che sta accadendo adesso, però, è decisamente oltre il tollerabile….Rosario Abisso non è un solo un arbitro, è soprattutto un UOMO. Ogni uomo ha diritto inalienabile al rispetto”.

Marelli sottolinea: “Può anche aver sbagliato qualche decisione ma non è accettabile che venga pubblicamente linciato per due giorni di fila…di fronte ad un attacco frontale continuo del genere non si può star zitti. Allo stesso tempo una domanda si impone: ma l’AIA, questa AIA, che cosa fa per i propri associati? La difesa della dignità di una risorsa umana come si concretizza? Facendo silenzio? Non dicendo una parola?”.

Marelli attacca l’Aia

Dopo aver invitato l’Aia a “interrompere immediatamente qualsiasi contatto con la redazione fino al momento in cui non finiranno questi attacchi vergognosi” Marelli insiste sull’accanimento su Abisso: “Mi ricorda i titoli di quotidiani e siti online sulla vicenda PSG-Besaksehir: tutti pronti ad etichettare la vicenda come “razzismo”, non una riga nei giorni successivi sul chiarimento di Demba Ba-Coltescu da cui è emerso il colossale equivoco e nemmeno una parola sulla richiesta di inchiesta UEFA sulle espressioni razziste nei confronti della terna prima dell’episodio incriminato.

Prima o poi i campionati riprenderanno e tra attacchi mediatici, arbitri che possono essere “mandati a ca…” perché devono capire il momento ed altre assurdità, si sta passando il limite. Datevi una svegliata tutti. Fuori c’è un mondo di arbitri che è allibita dal silenzio di chi dovrebbe urlare contro questi attacchi senza senso”.

Le reazioni dei tifosi sui social

Fioccano le reazioni sui social: “Aggiungo: anni a parlare di inaccettabile violenza verso gli arbitri e minacce di sciopero…nei fatti non è mai stata fatta un’azione concreta” o anche:  “Concordo. Il primo passo, però, a mio avviso, dovrebbe essere quello di consentire agli arbitri di parlare dopo la partita. Come un allenatore può spiegare le sue scelte così deve essere consentito all’arbitro di spiegare le sue decisioni” e infine: “Il tema é delicato, in questo periodo storico, serve la maggior attenzione possibile. Difendere Abisso non può essere uguale a difendere Coltescu. Direi che sono due piani molto diversi, é un accostamento che non c’entra niente”.

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