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Mino Raiola attacca la FIFA e svela un retroscena su Pogba

Il procuratore del campione francese ha parlato del contestato passaggio del giocatore dalla Juventus al Manchester United.

“Non voglio essere arrogante, ma credo di aver creato io questo mercato. Il calcio è diventato uno show, un intrattenimento, in più di venticinque anni in cui sono attivo ho inventato il calciomercato”. Parole e musica di Mino Raiola, procuratore tra gli altri di campioni come Zlatan Ibrahimovic, Matthjis De Ligt e Paul Pogba, che in un’intervista alla testata olandese ‘Sport Voetbal Magazine’ ha parlato a tutto tondo del suo ruolo e dei suoi giocatori, soffermandosi in modo particolare sul campione francese del Manchester United, più volte accostato alla Juventus.

“Pogba è come un’opera di Basquiat – ha detto Raiola -, un artista di arte espressiva un po’ ribelle, lui è così. Il suo passaggio dalla Juventus al Manchester United? Non ho minacciato nessuno con una pistola per riportarlo indietro in Inghilterra. Quell’affare ritorna sempre perché ne parlano i miei amici della FIFA. Ma noi stiamo per istituire un nuovo sistema. La FIFA è la FIFA, buona fortuna con loro, ma noi non vogliamo più avere nulla a che fare con loro. La FIFA è finita, il vecchio sistema è finito, questo è l’inizio di una nuova era, siamo alle basi: è tempo di una rivoluzione”.

Raiola ha poi parlato delle imprese sportive di Ering Braut Haaland, attaccante norvegese corteggiato da Juventus e Manchester United ma acquistato a gennaio dal Borussia Dortmund, con la cui maglia ha già realizzato diversi gol: “Sto lavorando con lui da circa un anno e suo padre è coinvolto da vicino. Ho parlato con tanti club, ascoltato progetti, viste cifre e negoziato. Questo ha consentito ad Haaland di prendere una scelta consapevole”.

Tornando ai paragoni tra calcio e arte, Raiola si è poi espresso sullo juventino De Ligt: “E’ come un Rembrandt, lo sta dimostrando con le ultime prestazioni – ha detto -. Ho sentito che starebbe facendo fatica alla Juve, ma io vedo un Matthijs cresciuto: è la prima volta da solo in un club straniero, una cultura differente, mentre lui era abituato solo a quella dell’Ajax. Adesso, però, progredisce costantemente e non si fermerà”.

“Il rapporto con i miei giocatori? è come un clic: o c’è, o non c’è – ha aggiunto ancora il procuratore -. Non posso lavorare sotto contratto, se non sono soddisfatto devo poter chiudere il rapporto. La relazione deve essere basata su fiducia e rispetto, e questi non si possono di certo comprare. Ma i giocatori si fidano di me, lo vedo perché continuano ad arrivare”.

Sulle conseguenze della squalifica comminatagli dalla FIFA, Raiola ha infine dichiarato: “Ho avuto un po’ di stress per questa vicenda. Il fatto di aver perso la licenza in Italia non mi interessava. La FIFA ha adottato la sospensione senza sapere quale fosse l’argomentazione della FIGC per la sanzione. Perché? Perché sono un grande oppositore della FIFA come sistema, e anche delle persone che sono lì e che sono al comando. Io voglio invitare tutti a cambiare le cose”.

SPORTAL.IT | 05-02-2020 23:56

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