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Monica De Gennaro, il motore dell'Italia che sogna

Il libero della Nazionale di volley è una delle più esperte del gruppo di Mazzanti: "Ci intendiamo con uno sguardo".

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Monica De Gennaro, il motore dell'Italia che sogna Fonte: 123RF

Nell’Italia del volley femminile che sta provando a riscattare la delusione dei colleghi maschi, partiti con tante aspettative nel Mondiale giocato in casa, ma fermatisi di fronte agli ostacoli Serbia e Polonia, quest’ultima poi campione, dopo un ottimo percorso nella prima fase, sono tante le storie da copertina. Dall’amore che unisce i coniugi Davide Mazzanti, commissario tecnico, e Serena Ortolani, una delle più esperte del gruppo, fino all’orgoglio delle oriunde Paola Egonu e e Myriam Sylla, italianissime e fiere di indossare la maglia azzurra.

Ma c’è anche quella di Monica De Gennaaro, professione libero, per tutti “Moki”, soprannome che inevitabilmente rimanda alle dimensioni “tascabili” della giocatrice sorrentina, che dal basso dei suoi 171 centimetri è però un architrave fondamentale della cavalcata delle azzurre. Perché anche nel volley, come in tutti gli sport, oltre che schiacciare bisogna saper difendere e allora senza i tanti salvataggi della giocatrice in forza a Conegliano le undici vittorie di fila che hanno permesso all’Italia di approdare in semifinale non ci sarebbero state.

De Gennaro è peraltro l’unica over 30 del sestetto-base nonché l’unica reduce del trionfo Mondiale di sette anni fa come pure della delusione del 2014, quando le ragazze… anticiparono quanto successo agli uomini quest’anno, non riuscendo ad andare a medaglia nell’edizione casalinga. A sbarrare la strada fu la Cina: “Un po’ di fatica comincia a sentirsi, ma l’elettricità se la porta via. Siamo in ballo, vogliamo farlo fino in fondo” ha detto Monica, che attribuisce parecchi meriti al ct, suo allenatore a Conegliano nel 2016, anno concluso con la vittoria dello scudetto: “Non è cambiato, chiarezza, disponibilità e capacità di dialogo sono le sue armi. Ci dà le linee guida, ma poi ci responsabilizza spingendoci a essere creative. Vuole un gioco veloce e farlo al primo anno non era facile, adesso ci capiamo al primo sguardo”.

Vista l’età media del gruppo si può pensare di aprire un ciclo che conduca al Mondiale 2022, che forse si giocherà proprio in Italia: “Il gruppo ha prospettive impressionanti – assicura ‘Moki’ – Il percorso è ancora lungo, ma più gioca insieme e più migliora. Adesso pensiamo al Mondiale e poi a Tokyo 2020, che resta un obiettivo fondamentale. Come mi trovo io? Benissimo, mi faccio contagiare
dalla loro follia. Spesso non si rendono nemmeno conto di cosa fanno e di dove sono. È una sana incoscienza, una leggerezza che aiuta anche chi come me è ormai molto più inquadrata”.

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