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Morte Rebellin, ricostruzione drammatica: il camionista ha provato a rimuovere le tracce con la saliva

Attraverso le immagini delle telecamere di sicurezza di un ristorante nei pressi del luogo dell’incidente, è stata ricostruita la vicenda. Richiesta l’estradizione per Wolfgang Rieke

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Ha tentato di rimuovere gli schizzi di sangue con la saliva, segno evidente che ciò di cui si era macchiato l’aveva compreso perfettamente. Wolfgang Rieke, il camionista tedesco che lo scorso 30 novembre ha causato l’incidente che ha portato alla tragica scomparsa di Davide Rebellin, verrà presto estradato in Italia. E a sentire il suo avvocato non si sottrarrà al giudizio che lo attende.

È disponibile a collaborare con le autorità italiane

ha spiegato il legale Andrea Nardin.

Anche in questi mesi ha dimostrato di volerlo fare, rispondendo all’obbligo di firma quotidianamente. Non c’è alcun pericolo di fuga, tanto più che l’azienda per la quale lavora l’ha spostato come mansione da camionista a componente dell’ufficio amministrativo.

Da qui la decisione di presentare ricorso contro la richiesta di estradizione in Italia, ritenuta incompatibile con il comportamento tenuto da Rieke nei mesi scorsi.

La ricostruzione dei fatti dalle telecamere

In realtà, una volta acquisite le immagini delle telecamere di sicurezza di un ristorante che si trovava nei pressi del luogo dell’incidente, grazie alle quali è stato possibile ricostruire l’intera vicenda, hanno finito per avvalorare la tesi dell’estradizione, con Rieke che dovrà rispondere di numerosi capi d’accusa.

Intanto è emerso chiaramente come l’ex camionista non abbia inserito la freccia, cosa che ha impedito al sistema di sicurezza che mostra “in diretta” ciò che avviene lungo la fiancata del camion di avvisare il conducente della presenza di un altro mezzo (in questo caso Rebellin con la sua bici).

Il mezzo spostato e la saliva per rimuovere le tracce

Rieke, una volta entrato nel parcheggio, ha ben compreso subito la gravita della situazione: si è diretto verso lo sfortunato ciclista, e una volta sopraggiunte altre auto ha preferito spostare il mezzo, cercando poi di rimuovere con la saliva le tracce dell’impatto lontano da occhi indiscreti (ma le telecamere hanno ripreso tutto).

Dopo una quindicina di minuti, anziché prolungare la propria sosta, Rieke ha preferito riprendere la strada effettuando una manovra a velocità abbastanza sostenuta, dirigendosi prima a Montorso e poi a Verona, cioè proseguendo il proprio normale viaggio di lavoro.

Le strade secondarie per eludere i controlli

E una volta compreso che era stata diramata un’allerta in tutto il Nord da parte delle forze dell’ordine per provare a rintracciare il veicolo, anziché passare per i tratti autostradali (quindi per il Brennero) ha preferito utilizzare strade secondarie, riuscendo a raggiungere la cittadina di Recke, nella Renania (una cinquantina di chilometri sopra Dortmund) eludendo i controlli.

Wolfagang Rieke è insensibile a qualsiasi forma di scrupolo, e denota una stupefacente assenza di alcun segnale di rimorso

hanno spiegato dalla Procura di Vicenza, giustificando la richiesta di estradizione. Toccherà al Tribunale del Riesame di Venezia valutarne l’effettiva efficacia. La famiglia Rebellin ha chiesto giustizia: ma una morte tanto assurda rimarrà per sempre una ferita aperta.

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