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Moses all'Inter: il legame con Conte e l'assassinio dei genitori

La vita drammatica, intensa irripetibile del pupillo di Antonio Conte

Si chiama Victor Moses ed è arrivato a Milano, nel quadro del progetto che Antonio Conte sta edificando per centrare l’obiettivo principale di questa sua prima stagione sulla panchina dell’Inter.

Arriva dal Fenerbahce ma è in Inghilterra che, rientrato dall’ennesimo prestito precisamente al West Ham, ha incontrato Antonio Conte quando al Chelsea sembrava potesse realizzare la sua ambizione personale e dispiegare quel talento motivazionale che aveva dimostrato in Serie A e non solo.

Moses e l’incontro con Antonio Conte

Del tecnico salentino Moses ha detto, alla TRT World: “Nella mia carriera ho lavorato con tanti allenatori, ma Conte è diverso da tutti. Al Chelsea ha cambiato ogni cosa. È un uomo straordinario, mi ha aiutato a credere in me stesso. È stato la svolta della mia carriera e avrò sempre tanto rispetto per lui”.

Moses, in fondo, è un giocatore che vanta le caratteristiche che esaltano Conte nel suo lavoro, nella sua fame di talento e ambizione calcistica. Victor nel calcio ha cercato e cerca altro, d’altronde. Conte ha avuto il merito di comprendere le potenzialità di un giocatore non di primissima fascia e di capire in quale ruolo potesse esprimersi al meglio. Di ritorno al Chelsea, infatti, l’allenatore gli cambiò posizione: lo inserì nel suo 3-4-2-1 come esterno destro di centrocampo e gli inventò così una nuova carriera.

L’assassinio dei genitori di Moses alla strage di Miss Mondo

La Premier è stata conquistata con determinazione, da Moses. Era solo un ragazzino quando è giunto i Gran Bretagna dopo aver subito l’orrore di chi ha perso tutto. Di chi perde i suoi genitori, i riferimenti per un bambino di appena 11 anni. Allora viveva in Nigeria e durante i disordini a Kaduna tra la maggioranza musulmana e la minoranza cristiana, in circostanze pretestuose legate all’elezione di Miss Mondo i suoi genitori, Austine e Josephine Moses vennero assassinati in casa. Il pallone salvò Moses: era infatti con dei suoi compagni fuori a giocare a calcio quando il padre e la madre furono uccisi.

L’arrivo in Inghilterra

Il trasferimento a Londra fu inevitabile, necessario. Fu nascosto da alcuni amici fino a quando non fu in grado di emigrare e ottenere asilo in Inghilterra, dove fu accolta da uno zio a sud di Londra. Da lì è stato poi Crystal Palace Under 14. Con il Crystal Palace, in prima squadra, ha ottenuto dal 2007 al 2010 anche 58 presenze e 11 gol in campionato, il lancio definitivo.

La carriera di Moses

Il nigeriano (veste la maglia della Nazionale del suo paese di origine) è poi passato al Wigan nell’estate 2010 rimanendovi sino al 2012, dove ha messo insieme 68 presenze e 8 gol. Dopo essersi trasferito a Londra, e aver collezionato 23 apparizioni nella prima stagione, ha preso prima la strada di Liverpool, poi ha vestito la maglia dello Stoke City nel 2014 e quella del West Ham nella stagione 2015-2016. Poi è stata la volta del rientro al Chelsea. Con l’ingresso nella rosa dell’Inter, Moses darebbe l’addio al Fenerbahce.

VIRGILIO SPORT | 21-01-2020 11:57

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