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MotoGP, Luca Marini parla della Honda e spiega la differenza con la Ducati. E mette in guardia sulla KTM

In una intervista il neoacquisto di Honda Luca Marini ha commentato lo shakedown a Sepang con la nuova moto. E ha parlato delle differenze rispetto a Ducati e messo in guardia su una rivale in particolare

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Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

Si è conclusa la tre giorni dello shakedown concesso ad Honda per mettere a punto la propria moto in vista dell’avvio della stagione 2024 della MotoGP. In sella alla RC213V il nuovo acquisto Luca Marini ha promosso il proprio mezzo, individuando dei margini di miglioramento. Ma al tempo stesso, ha messo in guardia sui rivali: e no, non c’è solo il temibile e vasto schieramento Ducati (di cui il pilota faceva parte sino alla scorsa stagione).

I primi approcci con la Honda di Luca Marini

L’ex portacolori del team Mooney VR46 da quest’anno farà parte della compagine ufficiale del team dove militava Marc Marquez, passato a sua volta alla Ducati del team Gresini. Marini va a coprire una casella pesante, facendo compagnia a Joan Mir e compiendo una scelta in controtendenza: mentre le Desmosedici negli ultimi anni hanno svettato facendo gola a buona parte degli griglia della MotoGP, il 26enne di Tavullia ha fatto un salto nel buio in una scuderia che, al di là del blasone, non parte esattamente con i favori del pronostico.

Ma intanto i primi approcci con la RC213V sono stati positivi per Marini. Sia i primissimi test di Valencia dello scorso novembre, che le più intensive prove di Sepang, un bonus concesso a Honda e Yamaha prima degli ulteriori test ufficiali pre-mondiale del 6-8 febbraio, sempre in Malesia. E intanto il pilota fresco di approdo in un team ufficiale ha ammesso di essersi “divertito”, come riportano le dichiarazioni rilasciate al sito della MotoGP.

Marini: “Ci sono stati piccoli miglioramenti, siamo sulla giusta strada”

Marini ha spiegato: “Penso ci siano stati dei piccoli miglioramenti. Dobbiamo trovare più velocità, ma sembra che siamo sulla giusta strada. Dopo due giorni di test, abbiamo raccolto tante informazioni per lavorare prima del Qatar per avere qualche novità. Lo shakedown sarà molto utile anche in vista dei prossimi tre giorni di test ufficiali. In quell’occasione, con tutti i piloti in pista, potremo capire meglio quale sia il livello della nostra moto”.

Il pilota ha quindi ammesso che a Valencia le sue sensazioni con la Honda non erano state ottime. Invece a Sepang ha riscontrato come abbiamo visto dei passi avanti. “Stiamo andando nella giusta direzione, sebbene ci sia ancora da lavorare in diverse aree“, ha aggiunto, indicando ad esempio la necessità di limare le cose “con l’accelerazione e l’uscita di curva per avere più trazione”.

“Sono contento che Honda segua le mie indicazioni”

Altro aspetto da non sottovalutare, secondo Marini, è l’aerodinamica, “dove abbiamo meno esperienza rispetto agli altri costruttori che stanno adottando molte soluzioni. Ma anche noi abbiamo le nostre idee – ha puntualizzato – , credo di averne date alcune molto buone ai giapponesi”.

E a tal proposito ha spiegato: “L’esperienza con Ducati è stata sufficiente per permettermi di sviluppare una moto e sono contento che Honda segua le mie indicazioni. Cerco di essere molto preciso e chiaro nei miei commenti, di comunicare nel migliore dei modi con i giapponesi. Può essere difficile, ma ci stiamo capendo e ogni volta portano qualcosa di migliore di quanto ti aspetti”.

“Ducati e KTM lavorano da anni sul loro pacchetto, noi abbiamo iniziato adesso”

Nella nuova veste di pilota ufficiale sono “cambiate un po’ di cose”: “Non fai mai due uscite di fila con la stessa moto, provi parecchie cose. Non si tratta di trovare la prestazione migliore, ma di comprendere le sensazioni sulla moto per capire la direzione da seguire per tutta la stagione“.

Insomma, un modo “diverso di lavorare” rispetto al ruolo di pilota in un team satellite come lo è il VR46. Ma Marini è certo che tutto questo lo ripagherà in futuro. “Noi piloti Honda stiamo andando tutti nella stessa direzione – ha aggiunto -, il che renderà più facile il lavoro degli ingegneri”. Marini ha lodato perciò il tester ufficiale Stefan Bradl, con cui ha “un buon rapporto”.

Tornando alla moto, il pilota ha spiegato che ha “un buon potenziale”. Poi però ha analizzato: “Capisci di fare un grande lavoro, tuttavia quando passi sul traguardo il tempo è un po’più lento di quello che ti aspettavi. Dobbiamo lavorare molto, è solo la prima uscita con la nuova moto ed è molto diversa da quella dello scorso anno. Dobbiamo essere intelligenti per progredire nel meno tempo possibile, abbiamo le concessioni ma non è cosi difficile farlo velocemente. Ducati e KTM lavorano da anni sul loro pacchetto, noi abbiamo iniziato adesso”.

“La Honda è bella da guidare, ma…”

Come punti di forza della Honda, Marini ha parlato di una moto “facile e bella da guidare“. Ma, ha aggiunto, “per trovare la massima prestazione serve qualcosa di più dal punto di vista tecnico. Mi sto divertendo, ha un bel telaio, ma abbiamo bisogno di essere più veloci. In questo momento, come ho detto, la caratteristica migliore della moto è che è bella da guidare, ma se manca la velocità perdi questo piacere”.

Marini mette in guardia su KTM e Yamaha

Nel corso dell’intervista il pilota di Tavullia ha messo in guardia rispetto agli avversari di Honda:

“Dovremo essere intelligenti per trovare le prestazioni in fretta perché gli avversari stanno facendo passi in avanti enormi: KTM sembra incredibile, la Yamaha è molto veloce in rettilineo. Honda è in una buona situazione, dobbiamo lavorare, credo in loro e nel progetto”.

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